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Fuoriregistro n. 31 - a.s. 11/12
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newsletter del 13/05/2012
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Sommario

DENTRO LA SCUOLA

Il tempo perduto

di Francesco Di Lorenzo
16 maggio: che fare?
di Francesco Mele
Invalsi: la ribellione della scuola
di Mimmo Fusco
Salvate il soldato Rigoni Stern
di Girolamo di Michele

ORIZZONTI

E il grande giorno arriva

di Vincenzo Pascuzzi e Lea Reverberi
La paralisi dell'intelligenza critica
di Giuseppe Aragno
Solitudine, disperazione, suicidio e Centro d'Ascolto
di Severo Laleo
Professionalità docente: campo inesplorato
di Enrico Maranzana


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Il tempo perduto
di Francesco Di Lorenzo

Dallo Speciale "Notizie dal fronte 2011-2012"

Siamo talmente pieni di tagli che le ferite non sanguinano più. Nella scuola è finito il nutrimento - il sangue, ciò che mantiene in vita. Lo dice a chiare lettere il presidente dell'Anp (associazione nazionale presidi) Giorgio Rembado. Eppure protestare è difficile, come dimostrano i recenti fatti di Torino, alla fine dei quali lo studente Nicola Maranga è rimasto ferito. Viene spontanea una domanda: com'è possibile che ogni protesta in questo paese venga sempre scambiata per altro? un cittadino che vuole manifestare il proprio dissenso, che cosa deve fare? Prepararsi al peggio? Vestirsi in modo adeguato? O scrivere ai giornali, come hanno fatto due donne di scuola nei giorni scorsi?



16 maggio: che fare?
di Francesco Mele

Alcuni studenti della mia scuola mi hanno chiesto informazioni sulle possibili opzioni che hanno riguardo a tali test. Ho deciso allora di rendere palesi le mie considerazioni in modo che ognuno possa decidere e scegliere in modo libero e consapevole, sulla base di quello che pensa di questi test. Quest'ultimo è l'aspetto che più mi sta a cuore come educatore: ogni volta che si deve operare una scelta è bene farsi un'idea propria sulla questione in modo che la decisione possa essere il più possibile personale e frutto di un confronto di idee a favore e contro una certa tesi. Per questo motivo vi invito a documentarvi sulla bontà o meno del metodo INVALSI leggendo pareri favorevoli e contrari, in modo da potervi fare un'idea vostra e scegliere nel modo il più possibile libero.



Invalsi: la ribellione della scuola
di Mimmo Fusco

Riceviamo, ci associamo e volontieri diffondiamo l'appello dell'UDS e il breve, ma davvero efficace flimato che l'accompagna. Disobbedienza. Ci si preparano gli studenti e si rivolgono perciò ai loro docenti. Il Parlamento dei nominati, il Senato dei Cosentino, Ciarrapico, Tedesco, Milanese, Luzi e Dell'Utri, il governo dei milionari e dei banchieri che non ha nemmeno la foglia di fico di un mandato elettorale non ci lasciano scelta. La scuola è nostra, appartiene agli studenti, ai docenti e ai genitori. Decidiamo del nostro destino, partiamo dalla scuola per rispondere con la lotta a un potere che cancella i diritti. Facciamo nostro il no fermo all'invalsi e scendiamo tutti in Piazza coi nostri studenti..



Salvate il soldato Rigoni Stern
di Girolamo di Michele

Lo scorso maggio gli studenti del secondo anno di istruzione superiore (licei e istituti tecnici e professionali) sono stati sottoposti alle prove dell'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Lo scopo di queste prove di "valutazione esterna" in italiano è di "accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana". Per verificare queste capacità e conoscenze è stato chiesto agli studenti di leggere dei testi e rispondere a un certo numero di "domande a risposta chiusa" . Uno dei testi era il racconto di Mario Rigoni Stern "Sulle nevi di gennaio". Rigoni Stern, forse per essere un salice nano nella foresta della letteratura, è un autore che non sempre si riesce ad affrontare a scuola: c'era quindi da rallegrarsi del fatto che, dovendo fare un test di misurazione, gli studenti avessero occasione di incontrarlo. Ma l'allegria ha ceduto il posto ad altri sentimenti, una volta esaminate le domande preparate dagli esaminatori, e le risposte indicate come "esatte".

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E il grande giorno arriva
di Vincenzo Pascuzzi e Lea Reverberi

E arriva il ministro. E arriva la scorta. E arriva la polizia con le sirene spiegate. E, non c'era da dubitarne, tutto è perfetto: la scuola italiana è "molto migliore di quanto non si dica".
E' vero, caro ministro. Ma la verità e le ragioni della verità, in questo come in altri casi, non coincidono.
Se vuole farsi un'idea realistica delle scuole italiane, signor ministro, faccia in modo di arrivare senza preavviso, possibilmente in incognito come il re della famosa favola, e, al di là di numeri, statistiche e delle parate, scopra qual è il mondo che è chiamato a dirigere: la sua ricchezza, la sua povertà, i suoi odori, i suoi rumori, la sua variegata umanità.



La paralisi dell'intelligenza critica
di Giuseppe Aragno

In inglese, che, com'è noto, da novembre è la lingua ufficiale del governo italiano, si dice "spending review". Non è una novità del tecnici. Sta per l'ormai politicamente scorretta "razionalizzazione" e nel linguaggio corrente di chi non conosce gli agi della "Bocconi" e l'oro di Banca Intesa, significa semplicemente "tagli". Per l'ex ministro Gelmini - che delle sforbiciate di Tremonti fu la spietata esecutrice, la scuola non è in grado di sostenerne di nuovi, ma il governo è di parere contrario. Trincerandosi dietro cortine fumogene e miserevoli giochi di parole, dichiara di voler "valorizzare le risorse", ma si prepara di fatto a tagliare, dimenticando la sbandierata "centralità dell'istruzione". Nessuno è in grado di prevedere quanto ancora durerà la paralisi dell'intelligenza critica causata dall'uscita di scena di Berlusconi, ma il quadro è sempre più allarmante.



Solitudine, disperazione, suicidio e Centro d'Ascolto
di Severo Laleo

Caro Presidente Monti, non è il caso questa volta di trovare le giuste parole per chiedere un Suo intervento. La situazione è drammatica, ora, e molto pericolosa diventerà, per il futuro, per l'effetto trascinante, verso l'estrema soluzione, definitiva, per i più fragili.Non so se esistono studi circa l'incidenza delle crisi economico-sociali sul numero dei suicidi, né so di studi circa le misure per bloccare il fenomeno. Ma so quante sono ad oggi le persone suicide per crisi, un numero inaccettabile per una società civile, e non solo, e sono imprenditori, lavoratori autonomi, dipendenti, disoccupati.



Professionalità docente: campo inesplorato
di Enrico Maranzana

L'apprendimento, inteso come comportamento intriso di capacità e di competenze, è il fondamento del servizio scolastico: la conoscenza non è più il fine ma lo strumento, l'occasione per il potenziamento delle qualità degli studenti. Si tratta di un cambiamento epocale che ha condotto a un nuovo modello d'organizzazione scolastica. Profonde e significative sono le conseguenze del nuovo assetto sul versante della professionalità dei docenti.



 

Brevi di cronaca
Lettera a un maestro di strada
Il Manifesto - 12-05-2012
Carissimo collega Marco Rossi Doria, (mi permetto questa confidenza in nome di una professione, quella docente, che anche io ho svolto con passione e che, credo, dia un senso alla tua presenza, oggi, nel governo dei tecnici, in qualità di sottosegretario all'Istruzione), come ben sai, sulla scuola italiana, sempre più investita da tagli agli organici, alle risorse finanziarie, ai servizi di supporto; afflitta per il prossimo anno scolastico da dimensionamenti che produrranno "iperistituti" con numeri mostruosi di plessi e sezioni staccate; sempre più tormentata dalla precarietà dei docenti; oberata da compiti di amministrazione e gestione impropri, in nome di un'autonomia che, senza risorse, si è ridotta ad un "fai da te" dei poveri...su questa scuola umiliata, offesa, accusata di inefficienza anche quando riesce a dare prestazioni di qualità in situazioni di deserti culturali e sociali, si sta per abbattere di nuovo il tormentone delle prove dell'Invalsi.

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Fornero: Giovani studiano troppo poco, non sanno nemmeno l'italiano
La Presse - 10-05-2012
In Italia, ha spiegato il ministro, la percentuale di popolazione tra i 18 e i 24 anni con un titolo di scuola secondaria è inferiore nella media europea. "Abbiamo ancora - ha sostenuto il ministro - una popolazione giovane troppo lasciata a se stessa che non termina i percorsi scolastici e vive in uno stato d'abbandono. E' un rischio e uno spreco per la società. I nostri giovani studiano troppo poco".

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Tfa: niente esame di ammissione per chi insegna da tre anni
La Tecnica della scuola - 07-05-2012
"Saranno ammessi in aula", a fine anno, "al primo corso di tirocinio per conseguire l'abilitazione, i docenti con almeno tre anni di servizio, come previsto anche da una direttiva europea." Lo dice al Corriere della Sera il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo.

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Tam Tam
A elezioni Rsu consumate
Pasquale Piergiovanni - 12-05-2012
 sociale 
Ovvero: stanno preparando una bella polpetta avvelenata agli statali ... subito dopo le elezioni Rsu nel pubblico impiego. Sarà un caso? io non credo. Comunque mi studierò per bene il testo e cercherò di scriverci sopra qualcosa di comprensibile e che sia, soprattutto, di matrice .... anarcosindacale. Confido, però, di non essere il solo e che altri si aggreghino a me in questa analisi critica.

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Educazione sentimentale.
Saverio Laleo - 10-05-2012
 appelli 
Vorrei esprimere il mio sì all'appello "Mai più complici", e il mio perché.
Il "maschio" cresce, ancora oggi, con l'idea, d'antica tradizione culturale, di diventare "capo" e "padrone", abile/pronto a decidere per il "bene" suo e degli "altri", in autonoma solitudine, e non sopporta conflitti e contraddizioni al "suo" volere, specie nel fragile campo dei sentimenti...

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Manifesto per la crescita economica
Mauro Artibani - 07-05-2012
 consumo 
Che razza di economia è mai questa che sembra incapace di andare oltre quel debito che fornisce credito ad ausilium a mercati disallineati?
Occorre cambiare registro, utilizzare le risorse economiche inutilizzate, quelle nella disponibilità degli agenti economici.

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 Siti consigliati 
Nonni su Internet
Alfabetizzazione digitale e funzionale per adulti e anziani con il modello di apprendimento intergenerazionale

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
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