Quale idea di scuola?
Francesco di Lorenzo - 17-10-2015
Tra la notizia che i manager bocciano la nostra scuola (eppure la 'buonascuola' l'hanno scritta funzionari ministeriali e non certo il fior fiore dei pedagogisti), studenti la cui voce non viene presa in alcuna considerazione (mai come in questo momento nessuno ascolta la loro opinione) e voci da cui si evince che con la legge di stabilità ci saranno ulteriori tagli alla scuola, veramente non si comprende l'ottimismo della ministra Giannini. Come promemoria dovrebbe ricordare che nel 2015 gli scioperi contro la sua scuola sono aumentati del 200% (rispetto all'anno precedente). Intanto, lei, in un incontro ufficiale, ha detto che vuole far cambiare verso al mondo della scuola. E ci sta riuscendo. Un verso, però, opposto a quello che tutte le persone di buon senso si erano augurate. E questo proprio quando sembrava fossero finiti i governi di centrodestra. Infatti, le premesse erano tutt'altre, come sa bene chi ricorda il programma (sulla scuola) di questo governo. Però, le promesse sono state letteralmente stravolte e rimpiazzate dalle peggiori teorie: così oggi ci ritroviamo senza un'idea di scuola e con tanta confusione ideologica di fondo.

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Naturalmente ci sono anche notizie positive, si deve pur vivere e ... andare a scuola. E, andarci in un ambiente meno anonimo e più coinvolgente, fa piacere a tutti i frequentatori di edifici scolastici. Così l'archistar Renzo Piano, nonché senatore a vita, ha presentato e anche spiegato il suo progetto "scuola del futuro". Il progetto pilota che dovrebbe fare da base, da punto di riferimento, per la costruzione di tutti i nuovi istituti scolastici.
La caratteristica principale sarà che la scuola nuova, la scuola del futuro dovrà nascere in periferia. L'ideatore, Renzo Piano, dice che si devono "trasformare le periferie in pezzi di città felice. Come fare? Disseminandole di luoghi per la gente, punti di incontro e aggregazione, dove si celebra il rito dell'urbanità". E proprio al centro si queste 'città nelle città', ci sarà la scuola che diventerà il fulcro da cui si irradia tutto il resto.
Renzo Piano ha poi spiegato che il nuovo istituto scolastico, dopo che per anni sono stati simili a magazzini o a caserme, dovrà essere distribuito su tre livelli. Il piano terra deve essere in connessione e continuazione con la città, il primo piano deve ospitare gli spazi per lo studio e il secondo dovrà essere il luogo della libertà e dell'esplorazione. Insomma la scuola, per usare ancora le parole di Piano, deve recuperare emotività e non essere il luogo dove confinare il bambino (per non averlo tra i piedi) fino a quando non sarà capace di vivere nel mondo dei grandi.

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Una lettera al giornale 'La Repubblica' porta all'attenzione l'annoso problema del fumo nelle scuole. All'inizio dell'anno scolastico, è un classico, negli istituti secondari parte la circolare che disciplina il divieto di fumare e, contemporaneamente, la caccia allo studente che viene sorpreso a farlo. Generalmente questo succede nel cortile della scuola. Così, durante l'intervallo i docenti addetti alla sorveglianza, devono rincorrere da capannello a capannello i trasgressori o, a seconda dell'indole, far finta di niente. Qualche collega per il bene del ragazzo fumatore, quando proprio non ne può più, lo porta dal dirigente e così fiocca la multa da 50 euro.
La lettera, che probabilmente sarà di un genitore, sposta però l'attenzione su un punto fondamentale che è questo: se è vero che il fumo fa male, è anche vero che il divieto di farlo non ha mai avuto un effetto deterrente. Semmai i divieti, si sa, hanno l'effetto contrario. E non ci vogliono grandi teorici a dircelo.
Dunque, il signore della lettera, con più coerenza, invita le scuole a proporre giornate di informazione sui danni fisici causati dal fumo e sui danni psicologici della dipendenza dal tabacco. Che è sicuramente una misura più corretta pedagogicamente, più dotata di forza dissuasiva contro il fumo e più vantaggiosa per la salute.
Come dire, siamo pur sempre a scuola, dove insegnare forse è meglio che punire, ma ce lo deve ricordare qualcuno da fuori.




Tags: Buonascuola, Giannini, sciopero, divieto di fumo


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