Pagliacciate e zuccherini
Francesco di Lorenzo - 26-09-2015
Con la solita riconosciuta inconsistenza il ministro Giannini ha presentato ai sindacati la 'pagliacciata' del piano di valutazione dei dirigenti scolastici. È veramente il massimo. Basti sapere che gli stessi verranno divisi in quattro fasce di rendimento, per le prime tre ci saranno incentivi economici, cioè un premio nell'ordine del 100%, dell'80%, del 50%, e per la quarta fascia niet, niente premio e quindi niente soldi. Che è un modo di intendere la vita del tipo, 'tu hai fatto male il tuo lavoro, niente zuccherino'; oppure a uno studente che non studia, 'attento, tu vai male a scuola' e basta. Naturalmente, come il bonus di 500 euro ai docenti, si tratta di provvedimenti di facciata fatti apposta per tener buoni gli astanti e continuare a perdere tempo.
Ed è proprio sulla scuola che questo governo, più che in altri settori, manca di spessore. Non c'è senso, non c'è prospettiva. Il piano di assunzioni così strombazzato, quando si tratta di 'persone' che da anni lavorano su quei posti, è solo un piccolo espediente senza meriti, messo in essere da nuovi politici che hanno le stesse abitudini dei vecchi. Poi, quando da questo piano si dimenticano le graduatorie degli insegnanti della scuola dell'infanzia e degli educatori, allora il sospetto diventa certezza: solo slogan e pubblicità, per il resto, arrangiatevi.
Siamo di fronte al solito metodo, quello di tener buona la maggioranza di chi potrebbe protestare; e per i pochi, per le minoranze, il consueto trattamento: indifferenza totale e scrollate di spalle.
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Naturalmente, guai se così non fosse, ci sono piccole isole, nicchie o bolle di ossigeno all'interno della scuola che, da sole, permettono all'istituzione di andare avanti. E così, ci si consola con la notizia che al Festival della Filosofia (svoltosi nelle piazze di Modena, Carpi e Sassuolo) si sono visti molti ragazzi e intere scolaresche partecipare con convinzione. Hanno seguito le moltissime lezioni e altrettante conferenze tenute da maestri del pensiero o sui maestri del pensiero.
Avere la possibilità di partecipare dal vivo, coinvolgersi emotivamente in un contesto che non sia la solita aula (a volte anche stretta) ma immersi in un'atmosfera creativa fatta di musica, mostre d'arte, spettacoli, fotografia e istallazioni, mentre si ascoltano lezioni come 'Adolescenza' di Umberto Galimberti, 'Solitari interconnessi' di Zygmunt Bauman, 'I paradossi del tempo' di Remo Bodei (tanto per fare degli esempi), è innanzitutto stimolante e quindi proficuo sotto tutti i punti di vista. Si sperimenta il nutrimento della mente, piuttosto che i divieti e le punizioni, le supplenze e le torture degli orari fatti male, che sono il pane quotidiano delle nostre scuole.
Di buono, ma è veramente poco, c'è che il Festival è riconosciuto dal MIUR come attività di formazione e aggiornamento (per docenti e studenti). Viene il sospetto che non stiamo parlando dello stesso Miur.

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Chi non sarebbe disposto a sacrificarsi per il raggiungimento di un obiettivo che ti potrebbe far cambiare le prospettive di lavoro e di vita? Nessuno. Ecco, gli insegnanti più di altri sarebbero disponibili a continuare a sacrificarsi se ci fossero i presupposti, ma così non è. L'inversione di tendenza, il cambiamento di verso così tanto pubblicizzato, è solamente un bufala. Lo si scopre leggendo il documento sull'assestamento di bilancio votato il commissione cultura al parlamento. In esso si legge che per il 2015 non è stato stanziato nessun miliardo in più come promesso. C'è solo un'aggiunta di 242 milioni e che, alla fine, si raggiunge per tutta la scuola la stessa cifra stanziata nel 2014. Per la ricerca e l'innovazione, di cui tutti parlano a vanvera riempiendosi la bocca, ci sono 18 milioni in più invece delle centinaia promessi.
Inoltre, il fondo generale che finanzia il funzionamento delle scuole diminuisce. E così, anche per quest'anno, gentile ministro Giannini, la carta igienica dovrà essere portata da casa.

Tags: la buonascuola, Giannini, valutazione, bonus, finanziamenti


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