Promemoria
La Redazione - 14-10-2008
La scorsa settimana scrivevamo di sogni e di dubbi.

I dubbi ci rimangono, soprattutto dopo la risposta, che riconosciamo non facile ma accogliamo con delusione, del Presidente Napolitano alle migliaia di appelli ricevuti in nome di un'altra idea di scuola.

Per non parlare dei tentennamenti sindacali.

I sogni però sono duri a morire: e così ci prepariamo con invincibile senso di positività ai prossimi appuntamenti di ottobre: le notti delle scuole, le mobilitazioni di venerdi 17, lo sciopero del 30.

Per meglio riscaldare questo autunno incerto e rinfrescare le memorie, pubblichiamo il Comunicato che la Gildains ha stilato subito dopo l'incontro dello scorso 3 ottobre e subito prima che la Camera votasse la fiducia sulle disposizioni, urgenti ed emendate, in materia di istruzione.

E auguri a noi tutt*.

Fuoriregistro



ORDINAMENTO DEI LICEI: RESOCONTO DELL'INCONTRO AL MIUR


Ieri, 3 Ottobre 2008, presso il Ministero, si è tenuto un incontro tra i vertici dell'Amministrazione scolastica e i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali. Si è trattato di un incontro meramente informativo, durante il quale l'Amministrazione ha spiegato a grandi linee cosa intende fare per dare attuazione ai tagli nell'Infanzia, nel I ciclo di istruzione e nei Licei.
La nostra delegazione, guidata dalla vicecoordinatrice nazionale Maria Domenica Di Patre, ha ribadito in modo chiaro e forte la netta contrarietà della Gilda degli Insegnanti alla politica scolastica del Governo, volta unicamente a ridurre le risorse da destinare all'istruzione e non certo al miglioramento della qualità della scuola pubblica.

L'Amministrazione, rappresentata dal Capo dipartimento Cosentino e dal Direttore generale Dutto, ha esposto le linee generali a cui si sta attenendo il Ministero dell'Istruzione per dare attuazione ai tagli.
In particolare è stata ribadita l'intenzione di decurtare fortemente il numero dei docenti della Scuola dell'infanzia e primaria tramite l'introduzione del maestro unico sia all'Infanzia che alla Primaria. La Scuola dell'infanzia dovrebbe comunque mantenere l'assetto delle 40 ore settimanali. La Scuola primaria, invece, dovrebbe attestarsi su un orario di base di 24 ore settimanali, comprensive delle due ore di religione, al quale potrebbero essere affiancati altri modelli orari, complessivamente di 27, 30 e 40 ore, che sarebbero assegnati dall'Amministrazione previa presentazione di appositi progetti da parte delle Scuole.

L'Amministrazione ha ribadito, inoltre, la obbligatorietà del riassorbimento dell'Inglese sul posto comune, previa formazione coatta del personale interessato. Tale formazione, negli Istituti comprensivi, potrebbe essere effettuata anche dai docenti di Scuola secondaria di primo grado. Non è ancora chiaro se le relative prestazioni saranno effettuate sotto forma di ore eccedenti o di altra categoria di lavoro supplementare. Nondimeno, stando a quanto riferito dal Capo dipartimento Cosentino, i docenti della Scuola Media non saranno obbligati ad effettuare questo genere di prestazione aggiuntiva.

Nella Scuola secondaria di primo grado verrà introdotto il modello orario istituito dalla riforma Moratti. Conseguentemente l'impegno orario settimanale del gruppo "Lettere" (A043) verrà ridotto a nove ore, comprensivo della nuova materia denominata "Cittadinanza e Costituzione".
L'Inglese sarà insegnato per tre ore la settimana, mentre alla seconda lingua saranno destinate due ore. I rappresentanti del Ministero hanno affermato inoltre che, in caso di inclusione nelle classi di alunni extracomunitari, potrà essere possibile sostituire la seconda lingua con un corso di Italiano. La delegazione della Gilda ha esposto la propria contrarietà a questa ipotesi, atteso che l' insegnamento di lingue straniere, in quanto infungibile, non è intercambiabile con questo tipo di disciplina, alla quale, evidentemente, andrebbero dedicati appositi interventi extracurriculari.
Matematica e Scienze (A059) avrà un orario di sei ore, mentre all'Educazione tecnica (A033) saranno destinate due ore. A questo proposito l'Amministrazione ha partecipato alle Organizzazioni Sindacali la propria intenzione di valutare la possibilità di estendere l'orario dell'Educazione tecnica da due a tre ore. Tale ipotesi, peraltro, non esclude la possibilità di optare per l'allungamento dell'orario di Matematica e Scienze in luogo di quello di Educazione tecnica.
L'orario di Educazione fisica, Educazione artistica ed Educazione musicale sarà fissato in due ore settimanali.

Quanto al trattamento degli esuberi, i tecnici del Ministero hanno avanzato l'ipotesi di un utilizzo fungibile (mobilità professionale) dei docenti soprannumerari con particolare riguardo ai titoli posseduti.
In riferimento ai Licei l'Amministrazione ha partecipato alle Organizzazioni Sindacali la propria intenzione di adottare il modello Moratti, rivisitato alla luce della nuova normativa sugli Istituti tecnici e tenendo nel debito conto la riduzione delle risorse economiche disposta dall'Esecutivo. Il quadro orario dei nuovi Licei dovrebbe essere compreso tra le 30 e le 32 ore settimanali. Viene confermato sostanzialmente solo l'impianto dell'attuale Liceo classico. Quanto al Liceo scientifico, l'Amministrazione sarebbe orientata a rendere opzionabile lo studio del Latino, che, a domanda delle famiglie, potrà essere sostituito da una seconda lingua straniera. Il Liceo linguistico, invece, oltre allo studio delle lingue comunitarie, potrà prevedere anche lo studio di altre lingue straniere (per esempio il cinese o l'arabo). A questo proposito la nostra delegazione ha fatto presente che l'attuale ordinamento non prevede classi di concorso alternative alle lingue comunitarie e che, qualora l'Amministrazione adottasse questa opzione, agli esuberi relativi ai tagli si aggiungerebbero quelli derivanti dalla sostituzione dei docenti di lingua straniera comunitaria con altri insegnanti in possesso dei titoli per le lingue extracomunitarie. Titoli tutti da definire perché l'ordinamento scolastico non prevede abilitazioni di questa tipologia.
Le nuove disposizioni prevederebbero anche l'istituzione/costituzione di un Liceo delle scienze umane nel quale dovrebbero confluire tutte le attuali articolazioni dell'istruzione pedagogica-magistrale. Infine, novità assoluta, dovrebbe essere istituito e costituito il Liceo musicale e coreutico. Il condizionale è d'obbligo perché, come fatto rilevare dalla nostra delegazione, l'Amministrazione non ha consegnato alle Organizzazioni sindacali alcun documento, limitandosi a partecipare meri intendimenti verbali. Nondimeno la nostra delegazione, nel ribadire la netta contrarietà alle scelte relative alla opzionalizzazione del Latino e delle lingue comunitarie, ha fatto rilevare la necessità di garantire nei Licei musicali e coreutici oltre che il gruppo di discipline comuni a tutti i tipi di Liceo, anche e soprattutto la tipicità dei processi didattici e apprenditivi delle discipline musicali e coreutiche, che presuppongono nella maggior parte dei casi lezioni individuali. A tal proposito la nostra delegazione ha chiesto all'Amministrazione di conoscere i metodi, i criteri, i quadri orari e le classi di concorso che il Ministero intende adottare e istituire per garantire pari dignità a questo tipo di studi, nonché la qualità dei livelli di prestazione. L'Amministrazione si è limitata a fare riferimento alla possibilità di stipulare convenzioni con i Conservatori, al fine di sopperire in via transitoria alla impossibilità da parte dell'Amministrazione scolastica di garantire i nuovi insegnamenti.

Al termine della riunione la delegazione della Gilda, nel ribadire l'assoluta incondivisibilità di una politica di tagli che arrecherà gravissimi danni alla qualità dell'offerta formativa, ha protestato contro la mancata presentazione di documenti scritti da parte dell'Amministrazione, auspicando che nei prossimi incontri le Organizzazioni sindacali possano essere messe in condizione di valutare concretamente bozze di provvedimenti anziché meri enunciati verbali.

Roma, 4 ottobre 2008
Ufficio stampa Gilda Insegnanti

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 Bruno Moretto    - 15-10-2008
Un comunicato di questo genere non si ricorda a memoria d'uomo.
Esso è il frutto delle decine di migliaia di mail giunte sul sito www.quirinale.it. Sta a noi gestire nel modo migliore questo assist così autorevole al fine di far crescere ancora l'opposizione al brutale tentativo di smantellare la scuola della Costituzione.


 dal Messaggero.it    - 15-10-2008
Per Cossiga il presidente della Repubblica «ha sbagliato due volte»: la prima volta per aver fatto sapere che «egli comprende» chi gli ha inviato una valanga di e-mail chiedendogli di non promulgare la legge; la seconda facendo notare che le leggi le fa il Parlamento. «Ha fatto finta di non ricordarsi che il Capo dello Stato ha il potere di rinviare una legge in Parlamento anche per motivi di merito - scrive il presidente emerito della Repubblica in una nota - Mi duole contraddire il Capo dello Stato. Comprendo che nessuno della maggioranza lo faccia perché sa di dovere "contrattare" con il Quirinale passo per passo la sua azione di Governo e non certo lo vuole fare qualcuno dell'opposizione che punta su di lui come possibile freno all'azione del Governo: ma io non appartengo né all'una né all'altra parte e quindi sono libero di parlare, se pur in forma rispettosa».

Stralciato da qui

 Scuola e democrazia    - 18-10-2008
IMPORTANTISSIMO: QUIRINALE, SI PUO' FARE

Dal fronte scuola e democrazia. E-mail n°. 8 del 16 ottobre 2008.

La risposta che cercavamo al quesito relativo al potere del Presidente della Repubblica. Lo può fare è previsto dall'art. 74 della Costituzione.

BOMBARDIAMO DI E-MAIL IL QUIRINALE. DI SEGUITO IL TESTO REDATTOP DA LIBERO TASSELLA CHE POTREMO UTILIZZARE APPONENDO LA NOSTRA FIRMA.
FORZA E CORAGGIO SARANNO GIORNI INTENSISSIMI. MA CE LA POSSIAMO FARE!!!

Testo della Lettera da inviare

Egregio signor Presidente,
ci scusiamo di tediarla ancora ma la risposta alla valanga di email che abbiamo inviato non ci convince. La nostra Costituzione recita :
- "Art. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata."
- "Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere.. Autorizza la presentazione alle Camere dei
disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti"
- "Art. 91. Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune."
Quest'anno è stato festeggiato il 60° anniversario della nostra splendida Carta Costituzionale, temiamo fortemente che di questo passo toccherà a Lei commemorarne la morte.
E' di oggi la notizia delle classi ghetto per stranieri, proprio in Italia dove da decenni si sono chiuse le scuole e le classi speciali per garantire l'integrazione dei diversamente abili.
I decreti prodotti da questo Governo e passati in Parlamento a colpi di fiducia (forse anche tra le loro fila qualcuno percepisce un pericolo per diritti costituzionali inalienabili) hanno prodotto leggi che sono marcatamente in contrasto con la Costituzione.
Ed allora siamo andati a rileggerla la Costituzione, noi poveri ignoranti docenti, cittadini, studenti, nonni, lavoratori che percepiamo questo grave attacco e che DOBBIAMO CHIEDERE a Lei, garante per tutti noi, di proteggerla e di assicurare che se si ritiene di doverla cambiare si proceda come previsto per legge Costituzionale.
L'articolo 9 recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica." Ed invece che promuovere lo sviluppo e la ricerca si sta facendo un sabotaggio a questi due fondamentali di una civiltà evoluta come dovrebbe essere la nostra.
L'articolo 33 recita "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti
stabiliti dalle leggi dello Stato.".
L'articolo 34 recita "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse
di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso."
A colpi di tagli alle risorse si sta riformando la scuola dello Stato infischiandosene delle legittime procedure; addirittura in un decreto sulla sanità si inserisce un articolo, per nulla pertinente, sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche invadendo le competenze delle Regioni e
violando, ancora una volta, il TITOLO V della Costituzione.
Se vogliamo ironizzare la sanità è correttamente chiamata in causa: la scuola massacrata va in ospedale!!!!!
Ancora una volta vogliamo ricordare Calamandrei che Lei certamente conosce meglio e più di noi e che aveva già capito tutto nel 1950, allora venivamo fuori dal fascismo oggi pericolosamente ci stiamo rientrando!!!!

La salutiamo con 3 piccole citazioni

TINA ANSELMI
"Dobbiamo rivendicare il diritto di esserci, perché la democrazia è un cammino difficile, ma non ci sono alternative a questa strada della libertà e della solidarietà".

ANTONIO GRAMSCI
"La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri".

"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita."

Con stima e fiducia.

 Carla A.    - 19-10-2008
Che delusione il "nostro" presidente!
Le solite chiacchiere superficiali: - non si può dire solo NO; - non bisogna avere paura del cambiamento ecc...
E poi, quale Parlamento avrebbe deciso sul decreto Gelmini? Non ci si ricorda già più che il governo, per evitare il confronto, ha chiesto la fiducia?
Il presidente aveva detto che avrebbe vigilato sul ricorso ai decreti legge, ma lo sta facendo? A me non sembra perchè non vedo nessuna urgenza nel decreto Gelmini!
Sempre più delusa e INDIGNATA, vi saluto
Carla