Redattore Sociale - App per persone con disabilita', "attenzione alle conseguenze pericolose"

ROMA - "Precisare le informazioni, smussare gli angoli, raffreddare l'entusiasmo mal riposto è il nostro pane quotidiano. Ultimamente, con il fiorire di studi di informatica applicata agli ausili, c'è la possibilità di inventarsi una marea di app, è un tema completamente nuovo. Molte volte, però, gli sviluppatori partono per la tangente, spesso perché alle spalle non hanno un'adeguata e preventiva formazione e preparazione". A parlare è Giulio Nardone, presidente di Adv onlus, l'associazione disabili visivi. Il riferimento è a tutte quelle neonate app che, erroneamente, vengono presentate come rivoluzionarie sulla strada verso la completa autonomia delle persone con disabilità. Nella realtà dei fatti, però, così rivoluzionarie non sono. "Anzi, se non si danno le informazioni precise, possono addirittura danneggiare gli utenti. Come nel caso della app dell'Ospedale di Piacenza". Il riferimento è alla app "Il mio ospedale", di cui abbiamo parlato su Redattore Sociale: un'applicazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe permettere anche alle persone cieche di muoversi in autonomia all'interno dell'Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza.
"L'accessibilità autonoma dei non vedenti non è ancora raggiunta e non è neppure raggiungibile insistendo nella sperimentazione iniziata - spiega Nardone -. Di più: non la si può ottenere impiegando ausili diversi da quelli sperimentati e adottati in decine di migliaia di luoghi, in Italia e all'estero negli ultimi 25 anni e che le associazioni nazionali dei non vedenti e degli ipovedenti hanno dichiarato essere gli unici idonei a soddisfare sicuramente le esigenze di orientamento autonomo e di sicurezza delle persone che rappresentano, ottemperando quindi alla normativa vigente. Le applicazioni utilizzabili con gli smartphone sono utili come guida per chi ha il dono della vista, mentre per i non vedenti sono soltanto fonte di informazioni aggiuntive, sempre che si sia pratici nel loro uso, mentre si muovono affidandosi alle sicure e pienamente affidabili piste tattilo-vocali, completamente assenti nell'ospedale di Piacenza".
Secondo Nardone, informazioni fuorvianti "producono conseguenze pericolose, non solo alimentando negli interessati delle false speranze, ma anche producendo effetti distorsivi del mercato che, come ci è stato segnalato, possono provocare lo spreco di pubblico denaro e responsabilità di vario genere, sia civili sia penali. Le informazioni ottenibili dalla app 'Il mio ospedale' sono da considerarsi come un'aggiunta e non come una sostituzione delle piste tattilo-vocali. Io stesso ho sperimentato, la scorsa estate, questo sistema e ne ho riscontrato i limiti: mentre mi muovevo al primo piano, dalla sala del totem del tagliacode - che ho trovato solo dopo dieci minuti di tentativi cercando di seguire le indicazioni piuttosto generiche della app -, ho cercato di dirigermi verso gli sportelli, ma mi sono trovato con un piede nel vuoto, perché la app non era in grado di dirmi il punto preciso in cui iniziava la scalinata in discesa".

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