Dopo l'accordo al Ministero timori per la fuga degli insegnanti

Avvenire del 06-01-2017
Ancora preoccupazioni per la legge della Buona Scuola. L'accordo firmato il 29 dicembre tra i sindacati e il nuovo ministro dell'IstruzioneValeria Fedeli sulla mobilità degli insegnanti nell'anno scolastico 2017/2018 rischia di aumentare i disagi nelle scuole milanesi ma anche in tutte le altre della Lombardia e del nord Italia. Lo svincolo dall'obbligo di permanenza triennale nel proprio ambito o nel proprio istituto che sarà in vigore dal 1° settembre 2017 e rischia di acuire soprattutto la mancanza di insegnanti di sostegno, che già vengono compensati con chiamate dalle u- niversità. Il pericolo è che il prossimo anno scolastico inizi con ancora minori aiuti per i bambini disabili di Milano e provincia, destabilizzandoli psicologicamente e dal punto di vista dell'apprendimento. I docenti a supporto degli alunni con difficoltà, che devono possedere un titolo per poter esercitare, erano già pochi al via delle lezioni di questo anno ed era stato necessario affiancare ai bambini insegnanti senza l'ulteriore abilitazione.

Ora che, con le varianti introdotte alla legge sulla Buona Scuola, è possibile spostarsi liberamente rientrando nel vecchio luogo di residenza e di lavoro, moltissimi insegnanti di sostegno lasceranno gli istituti in cui attualmente prestavano servizio. La situazione ha portato i presidi dell'Anp (Associazione nazionale presidi) a mobilitarsi appoggiando le proteste e le preoccupazioni dei genitori degli alunni.

La nuova soluzione risolve a favore dei docenti il problema che l'algoritmo del Miur aveva causato alla riapertura delle scuole in settembre, e a cui era seguita una mediazione lunga e complicata. Un regalo di Natale sgradito per il Provveditorato che, al ritorno dalle vacanze, ha dovuto subito confrontarsi con la nuova situazione alla quale dovrà iniziare a far fronte non appena riceverà l'ordinanza, si pensa fra un mese circa. A quel punto i docenti potranno compilare la propria domanda on-line indicando non solo la città ma anche l'istituto in cui intendono andare a lavorare. Le famiglie degli alunni, soprattutto di quelli disabili, intanto, hanno già cominciato ad esprimere la loro preoccupazione e a far sentire la loro voce. Una nuova protesta, solo pochi mesi dopo un già burrascoso avvio dell'anno scolastico.

di Monica Lucioni

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