breve di cronaca
APPROVATA
Corriere della Sera - 04-06-2002
Immigrazione: la Camera approva la Bossi-Fini

La legge, passata con 279 voti a favore e 203 voti contrari, dovrà tornare al Senato per il via libero definitivo

ROMA - Passa alla Camera la legge Bossi-Fini sull'immigrazione: l'aula ha infatti approvato il provvedimento con il voto a favore della Casa delle Libertà e quello contrario di Ulivo e Prc. La votazione finale è stata di 279 sì e 203 no. Un solo astenuto.
La legge - che comprende anche la norma che prevede di prendere le impronte digitali agli immigrati che chiedono il permesso di soggiorno - dovrà ora tornare al Senato per il via libera definitivo.


Nel corso delle dichiarazioni di voto non sono mancati alcuni momenti di tensione. I verdi per protesta, durante l'intervento del capogruppo leghista hanno sbandierato un cartello con sopra l'impronta di una mano: «Convocherò l'ufficio di presidenza perché queste sceneggiate in aula finiscano» ha reagito Pier Ferdinando Casini, richiamando più volte all'ordine i deputati della sinistra. «Queste sceneggiate sono vergognose. Qui non siamo al circo equestre, qui siamo in parlamento e si deve vergognare chi esibisce questi cartelli».

GLI IRREGOLARI IN NERO - «Il provvedimento sugli irregolari in nero ci sarà non appena saremo in grado di quantificarne il numero ed avremo definito quali sono gli adempimenti necessari per l'emersione. Non appena avremo quindi tutti gli elementi che al momento non sono a disposizione». Lo dice il vicepremier Gianfranco Fini che definisce la legge appena passata alla Camera «una legge europea».
Riguardo agli imprenditori italiani che sfruttano i clandestini Fini dice che «L'imprenditore in questo caso non credo meriti uno sguardo di attenzione e di comprensione. Ricordiamo che ci sono tanti imprenditori italiani che hanno regolarizzato i clandestini, pagano i contributi ed hanno perfettamente compreso cosa sia uno spirito di autentica solidarietà. Poi ci sono, soprattutto in alcune aree del paese, fasce di lavoratori che non sono ancora emersi. Si tratterà di favorire l'emersione, così come si fa per i lavoratori connazionali ed europei».
Quanto al tema delle impronte digitali, Fini afferma di «non comprendere lo scalpore. L'ordine del giorno presentato da Rutelli è stato accolto senza alcuna difficoltà. Abbiamo già detto in mille circostanze che i rilievi dattiloscopici non potevano essere riferiti soltanto a chi è in Italia con un permesso di soggiorno o con un contratto di lavoro. È una norma che deve valere per tutti, anche per gli italiani».

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