Un appello sindacale
Francesco Mele - 25-04-2006
Ciao a tutti e tutte,

vi scrivo per informarvi che l'appello degli iscritti FLC CGIL a firmare la legge di iniziativa popolare per una Buona Scuola per la Repubblicanon è solo rivolto ai cittadini per invitarli a firmare la nostra proposta di legge, ma è anche una proposta agli iscritti FLC CGIL perchè si uniscano agli altri nel sottoscrivere questo invito. Anche questo può avere una valenza politica se pensiamo che solo in qualche provincia la FLC CGIL sta appoggiando l'iniziativa, che per il resto viene completamente ignorata.

Altra cosa, non occorre essere "titolati" per aggiungersi all'elenco, basta essere iscritti e citare il comune di residenza.

Quindi, sempre che siate d'accordo e iscritti alla FLC CGIL, vi invito ad unirvi agli altri firmatari mandando una mail al sito di retescuole ( info@retescuole.net ), dove potete trovare il testo dell'appello, al link
(http://www.retescuole.net/contenuto?id=20060401070234)

Nella mail è sufficiente scrivere:

Aderisco all'appello degli iscritti FLC CGIL FIRMIAMO LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE "PER UNA BUONA SCUOLA PER LA REPUBBLICA"
Nome e cognome - FLC CGIL - la città - eventuale incarico

Se poi siete proprio d'accordo e volete che in molti sottoscrivano questo appello, fate girare questa mail a tutti quelli che pensate possano essere interessati.

Un saluto a tutti e tutte

Francesco

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 sergio - iscritto cgil    - 25-04-2006
Quella proposta di legge non mi soddisfa affatto, è un insieme di affermazioni di principio inattuabili, come l'obbligo della scuola materna (quando sappiamo che in gran parte d'Italia questa non esiste se non religiosa), o la gratuità dei libri scolastici fino a 18 anni (per tutti? anche per i ricchi? Perchè? Con quali soldi?), e proposte che ci riportano a una scuola vecchia e stantia.

Come quella del Ministero che "adotta programmi didattici" (e sorvoliamo sulla fase di ascolto che dovrebbe prevedere, chissà a quale titolo e con che competenza, anche genitori e personale ausiliario e tecnico amministrativo...).

O come la riproposizione sic e simpliciter degli organi collegiali (la cui crisi è evidentemente ignota agli estensori della legge).

Si parla di organici aggiuntivi per "interventi rivolti agli alunni ed alle alunne in situazioni di disagio socio-ambientale e/o in difficoltà di apprendimento", terminologia ferma a qualche decennio fa.

E di un organico aggiuntivo per gli alunni stranieri con problemi di alfabetizzazione di uno ogni 5.
Proposte utopistiche, che senso ha metterle in una legge?
Questi sono solo alcuni aspetti.

E alla fine - senza neppure dirlo chiaramente - con la soppressione della dirigenza scolastica si cancellano di un sol colpo l'autonomia e la contrattazione di scuola.

Non discuto la buona fede degli estensori, ma non sarebbe meglio chiedere subito alcune (poche) cose di concreta realizzazione e misurarci su quelle con il nuovo governo?

Una legge così astratta è fatta apposta per ricevere i complimenti di tutti e i successivi ... svicolamenti.


 emanuela - iscritta cgil    - 25-04-2006
A me pare che questa proposta di legge riassuma bene i punti fermi che hanno accompagnato in questi anni la cirica alla riforma in atto. Mitica la proposta della gratuità dei libri di testo, il che non sarà facile, ma di certo potrebbe portare ad una razionalizzazione delle risorse cartacee e ad un loro miglior uso. Ricordo che in Lombardia, prima dell'introduzione del buono scuola che si è poi rivelato un passepartout per le private, alcuni comuni avevano tentato esperienze quali i comodati, ma erano stati poi abbandonati nel loro sforzo. Importante poi il discorso della statalizzazione delle scuole per la prima infanzia: difficilissima meta, ma forse potrà essere la molla per un inizio di cambiamento, pur da verificare sul terreno. Da applaudire anche la proposta di aumentare gli organici nelle zone ad alta immigrazione, visto che i singoli progetti di distacco, quando sopravvivono, sono lasciati alle sensibilità e alle disponibilità dei singoli amministratori locali. Ma la cosa che mi piace di più è la fiducia nella gente di scuola, per cui "senza gerarchie di ruolo, giuridiche e funzionali", ma con "pari dignità di tutte le discipline e ambiti disciplinari" si va , o torna, verso una partecipazione democratica reale. Immagino la fatica dei mesi passati ad accordarsi e la voglia di costruire qualcosa di davvero alternativo ai modelli vincenti oggi. Certo, alle alternative bisogna crederci e puntare in alto, a partire dal sindacato: grazie perciò, e buon lavoro!

 Bruna    - 30-04-2006
Pur nel pieno rispetto dell'iniziativa, che ammiro ed elogio per l'onestà inetellettuale di chi l'ha promossa, ti dirò che manco morta firmerò o mi attiverò per fare cose che migliorino (o peggiorino a seconda dei punti di vista) questa scuola.
Non so se ve ne siete accorti, ma nessuno dei governi precedenti sia di centro destra che di centro sinistra, probabilmente anche questo appena salito al potere visto che nel loro programma non c'è nulla, ha inserito una sola voce (dico UNA) che in qualche modo preveda miglioramenti salariali o normativi per chi lavora nella scuola.
Lo so che è un discorso vecchio, ma per il mio bilancio sempre attuale.
Qualunque riforma o proprosta prevede aumenti dei carichi di lavoro, ma nessun riconoscimento economico, morale, di carriera, di professionalità acquisita.
Ed in queste condizioni, inferiori a TUTTI i paesi europei, inferiori a quelle dei paesi come Polonia, Turchia ecc. qualcuno ha il coraggio di chiedere l'appoggio ad iniziative che (scusatemi l'espressione) sono delle autentiche martellate sugli zebedei?
Mi levo il cappello davanti ai 50.000 firmatari, ma il mio autografo non ci sarà. Da questo momento in poi non ci sarà più nemmeno la croce su qualche simbolo quando andrò a votare. Forse userò le abbreviazioni tanto care ai nostri studenti che scrivono TVTB nei messaggini al posto di Ti Voglio Tanto Bene: io forse scriverò: VAFC. E questo fino a quando non verrà ridata dignità alla professione insegnante.