Tommaso e i lupi
Nerella Buggio - 11-04-2006
La tentazione di affermare che si tratta di un mostro, anzi tre o forse quattro, è una tentazione umanamente forte.
Un mostro è qualcuno che non partecipa alla nostra vita, è un'anomalia, come il lupo mannaro che s'incontra nel buio del bosco.
Invece, le persone che hanno partecipato al rapimento e all'assassinio di Tommaso, non sono persone che incontri nel folto del bosco, ma al bar del paese mentre prendono il caffè, dal fruttivendolo mentre fanno la spesa o davanti a scuola mentre accompagnano il figlio di sei anni.
Hanno il volto del vicino di casa che vedi transitare in motorino, della signora che tiene per mano il suo bambino.
Questo ci fa ancora più paura, perché ci fa ammettere che a volte il "male" ha la stessa faccia del "bene".

Perché, il bene e il male albergano in ognuno di noi.
Convivono, ma il male è rancoroso, non sa amare se stesso, e quindi non gode del bene altrui, non si sente perdonato, non si sente figlio, ha brevi sussulti solo nel vedere la disperazione del prossimo, il dolore che spezza il cuore.

L'uomo che pronunciava parole di sdegno per chi aveva osato rapire un bambino, è lo stesso che l'ha ucciso, (o ha concorso nel farlo, la magistratura chiarirà) ma è anche lo stesso che aveva già violentato una ragazzina ed era stato ritenuto pericoloso e capace di reiterare il delitto, ma se ne stava libero, con obbligo di dimora, come se uno capace di certe nefandezze si facesse intimorire dall'obbligo di dimora, e per queste scelte nessuno pagherà pegno alla giustizia ma la sua coscienza non dovrebbe essere tranquilla.
Poi c'è una donna, la donna del muratore, quella che sembrava confortarlo tenendogli la mano è la stessa che avrebbe dovuto custodire il piccolo bambino rapito.

Possibile che il suo essere madre non abbia avuto un sussulto?
Che il suo essere donna, portatrice di vita non abbia saputo ribellarsi a quanto stava accadendo?
Avrà pure incrociato lo sguardo del suo bambino mentre gli augurava la buonanotte, eppure il male è ha vinto sul bene che con lui convive.

Perché?

Che cosa salva l'uomo dall'abisso del male?

Sapersi amato, voluto, perdonato, il bene vince quando si ha la consapevolezza che ci sono cose sacre, che non hanno prezzo e che non si possono scandalizzare, figurarsi uccidere.

Ha detto il padre di Tommaso in un'intervista: "questa storia è stata un'immane atrocità. La vita dell'uomo, e soprattutto quella dei bambini, a maggior ragione quella dei bambini piccoli, che sono completamente indifesi, è il valore più grande che abbiamo, in assoluto. Tutto il resto non serve a niente. Io spero e prego, lancio di nuovo un appello davanti agli italiani perché il sacrificio di Tommaso non si riveli inutile, ma serva per aprire le coscienze e far capire alle persone che i bambini sono una cosa sacra".

Ha ragione, abbiamo da tempo dimenticato che la vita è cosa sacra, facciamo un sacco di "distinguo" tra vite degne e meno degne d'essere vissute e questo non considerarle tutte allo stesso modo, ma secondo criteri che noi ci diamo non può che portarci alla disperazione.
Ci sono stati uomini e donne che hanno pensato che la vita di Tommy valesse meno di altre, meno della loro voglia di usarlo come ricatto per racimolare denaro.

Qui bisogna tornare a rendersi conto che "La vita dell'uomo, e soprattutto quella dei bambini, a maggior ragione quella dei bambini piccoli, che sono completamente indifesi, è il valore più grande che abbiamo, in assoluto"

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 Stefania Milano    - 11-04-2006
Penso che gli esseri immondi che hanno rapito e ucciso Tommy, non abbiano nemmeno una coscienza, altrimenti si sarebbero fermati prima di rapirlo, sono esseri innominabili, perchè nemmeno una bestia feroce sarebbe arrivata a tanto.
E' SOLO UNA GRANDE VERGOGNA
A TOMMY UN BACIO GROSSO, E CHE PROTEGGA E DIA FORZA ALLA SUA FAMIGLIA, PERCHE' POSSA SOPRAVVIVERE SENZA LA SUA PRESENZA FISICA.
Stefania Milano