breve di cronaca
Il futuro del precario... l'ennesima tragedia?

Manifestazioni e sit-in di protesta di docenti precari si susseguono negli ultimi tempi. La Legge 143/04, la famosa legge sul precariato, non a molti precari sta bene. Si contesta in particolare la retroattivita' con la quale si applicano le novita' piu' devastanti : punteggio per il servizio non specifico e punteggio per le scuole di montagna, dei penitenziari, delle piccole isole. Rileggendo il testo della legge a me pare che ci siano anche altre novita' decisamente discutibili, dai 6 punti regalati senza alcun motivo a tutti gli abilitati, con la conseguenza che i docenti specializzati che abbiano prestato servizio durante il biennio SSIS si ritroveranno senza alcun bonus, alla riparametrazione del punteggio assegnato al voto di abilitazione, ridotto di ben due terzi a tutto vantaggio di quanti abbiano conseguito voti di abilitazione decisamente bassi. Ma, come si sa, ci sono persone abili a far passare le loro idee, e quindi l'opinione pubblica per ora conosce solo alcune fra le storture imposte da una legge che, per alcuni aspetti, ha veramente dell'assurdo, non ultimo certo il fatto che si sia fatto ricorso ad un atto legislativo per determinare una tabella di valutazione dei titoli del personale docente, con la conseguenza che solo con un altro atto legislativo si potra' modificare la medesima tabella.
Ripensando poi al lungo e lento iter che la legge ha avuto, resto almeno perplessa di fronte all'atteggiamento di alcuni rappresentanti sindacali, di alcuni gruppi di docenti precari e di alcuni personaggi politici. Si e' discusso per mesi di un Disegno di Legge relativo alla valutazione dei titoli dei docenti precari; tutte le associazioni di docenti sono state regolarmente ricevute al Senato per un'audizione informale, e i politici della Commissione Cultura hanno avuto o avrebbero avuto modo di discutere dei vari aspetti della futura legge, sviscerandone tutti i problemi. Si e' fatta una scelta ben precisa: diminuire il peso del punteggio attribuito al voto di abilitazione ed assegnare un bonus di 6 punti a tutte le abilitazioni, riducendo nel contempo il bonus SSIS (24 punti sostitutivi del servizio + 6 punti attribuiti comunque a tutti gli abilitati) ad una sola classe di abilitazione qualora i docenti specializzati avessero seguito nel biennio SSIS gli insegnamenti relativi a diverse classi di concorso, avessero sostenuto esami differenti per le diverse classi di concorso e avessero sostenuto esami di Stato separati alla fine del biennio.
Giunti alla Camera, in meno di ventiquattro ore il Disegno di Legge tanto studiato e discusso viene radicalmente trasformato dall'aggiunta di due emendamenti che rivoluzionano nuovamente il quadro d'insieme: la valutazione del servizio non specifico, che nega il valore della professionalita' acquisita sul campo insegnando una ben precisa materia in una precisa scuola o in un preciso ordine di scuole, e una norma sibillina sulle scuole di montagna, che, anziche' restringere il numero dei beneficiari del raddoppiamento del punteggio di servizio, sembra ampliarlo in modo difficilmente gestibile e controllabile.
Gia' il fatto che, dopo mesi di discussione e di studio, si finisca per stravolgere l'impianto di una legge per accontentare Tizio o Caio la dice lunga sulla serieta' di chi dovrebbe occuparsi di scuola nel nostro Paese e sulla faciloneria con la quale addetti ai lavori poco preparati stravolgono le graduatorie ad uso e consumo dei quattro precari che li sostengono o che promettono di sostenerli in futuro. Ci voleva molto a capire che gia' un chiaro e forse eccessivo riequilibrio si era avuto con la versione del Disegno di Legge arrivata alla Camera dopo mesi di studio al Senato? Ci voleva molto a capire che il punteggio non specifico avrebbe ulteriormente ed immotivatamente sconvolto le graduatorie permanenti negando diritti e posizioni acquisite sulla base di norme certe? Ci voleva poi molto a capire che la fretta avrebbe potuto provocare danni gravi e non facilmente sanabili, soprattutto se si finiva per presentare il testo di un emendamento poco chiaro e difficilmente interpretabile secondo le intenzioni di chi lo proponeva?
Niente da fare. C'era grande fretta, e la fretta, come si sa, non aiuta certo a ragionare con lucidita', attenzione e correttezza nei confronti dei diritti dei lavoratori. Ma qualcuno voleva a tutti i costi fare passare quegli emendamenti; non si capisce per quale motivo e a vantaggio di chi, ma dovevano passare a tutti i costi se noti sindacalisti del mondo della scuola mesi fa annunciavano gia' nel corso di conferenze pubbliche che loro li avrebbero voluti in quella forma.
Non ci sarebbe certo voluto un mago per capire che, di fronte a questi improvvisi cambiamenti di rotta, i programmi informatici del Ministero avrebbero dovuto essere riveduti e che per i CSA non sarebbe stato facile interpretare le domande di iscrizione o aggiornamento, con le relative integrazioni. Non ci sarebbe voluto un mago neppure per immaginare che, se contro la prima versione della Legge avrebbero fatto ricorso in pochi, quei pochi che si vedevano danneggiati in prima persona dai 6 punti, dalla riduzione del punteggio attribuito al voto di abilitazione e dalla restrizione dei 30 punti ad una sola classe di concorso, di fronte al caos ingenerato dagli ultimi emendamenti a fare ricorso sarebbero stati molti docenti precari, non solo i docenti specializzati, ma tutti coloro che temono un'ingiusta ed immotivata perdita di posizioni all'interno delle graduatorie permanenti. Non ci sarebbe voluto un mago neppure per capire che, ancora una volta, sarebbero state a rischio le gia' risicate nomine in ruolo e le successive nomine annuali. Ma a coloro che si fanno carico di rappresentare il variegato mondo precario questo non interessa per nulla, purche' prevalga il loro punto di vista. Sara' forse una questione di prestigio... non so che pensare... certo non e' lungimiranza ne' buon senso ne' rispetto dei diritti dei lavoratori...
e forse non e' neppure rispetto per l'umanita' di persone che da anni sono frustrate da una precarieta' avvilente e senza speranza.
Comunque ora ci ritroviamo con una Legge che mette in atto nuovi squilibri, a tutto vantaggio del puro e semplice servizio e del servizio prestato in sedi disagiate, o considerate tali da una norma poco chiara. Siamo effettivamente tutti perplessi di fronte a quanto e' accaduto, alla mancata revisione della Legge nel suo complesso prima di approvare emendamenti assurdi; ma siamo anche stanchi e demotivati, visto che ogni anno cambiano tutte le regole e ci rendiamo conto di avere sempre fatto scelte errate, in quanto basate su norme valide sempre e solo sino a ieri ma non piu' oggi, su norme certe solo per quel tempo limitato che ci porta a fare una scelta. Molti di noi si sono ormai affidati ai ricorsi, nella speranza di arginare gli aspetti della Legge piu' vistosamente immotivati e dannosi. Ma tutto cio' non basta ancora: manifestazioni, sit-in e proteste varie si susseguono, ed ognuno chiede cose diverse, gridando a gran voce le sue ragioni, come sempre ragioni di un gruppo di precari, non di tutti. Le ragioni di tutti sarebbero presto riassumibili: chiediamo il posto di ruolo che i corsi e i concorsi vari banditi dallo Stato italiano hanno prospettato e, implicitamente, promesso a tutti noi! Purtroppo, pero', nessuno ascolta, nessuno tende l'orecchio verso questo mare magnum di disperati... sono solo docenti precari, senza diritti.
Intanto rappresentanti sindacali e di piccoli gruppi di precari chiedono nuovi interventi legislativi per bloccare o rivedere la Legge 143/04, e noi poveri tapini gia' temiamo novita' che stravolgano di nuovo la normativa prima ancora che metta in atto i suo effetti nefasti, ma siamo seriamente preoccupati del fatto che, limitandosi ad aggiungere o a togliere qualcosa qua e la', senza ridiscutere seriamente l'intera Legge 143/04 nel suo complesso, otterremo altri danni difficilmente arginabili. E poi, se vogliamo tentare di far prevalere un minimo di serieta', prima di intervenire con un nuovo atto legislativo, ci chiediamo se non sarebbe meglio attendere almeno gli esiti dei primi ricorsi, dato che entro la fine del mese di luglio gia' il Tar del Lazio dovrebbe discutere qualcuno dei tanti ricorsi depositati. Forse, pero', chiediamo troppo, chiediamo il buon senso, quel buon senso che sino ad ora non si e' visto, dato che si e' cambiata una legge all'ultimo secondo ed ora si pretende che tutto vada bene, che tutto sia a posto, che non ci siano problemi nella gestione di un caos voluto dal alcuni a vantaggio di non si sa chi.
Pero', di fronte alle numerose e variegate proteste, un dubbio ci assale, un dubbio che ci fa preoccupare ancora piu'. Da piu' parti si continua a parlare della riforma del sistema di reclutamento dei docenti, delle nuove lauree abilitanti, del famoso percorso 3+2+1, che dovrebbe sostituire l'attuale percorso abilitante costituito da laurea+SSIS. Non si sa ancora nulla di preciso, ma molte sono le indiscrezioni piu' o meno autorevoli sull'argomento. La cosa che piu' ci lascia perplessi sono le voci che danno per certo o quasi un radicale mutamento del sistema di assunzione dei docenti precari. Alcuni si limitano a parlare genericamente di chiamate dirette dei presidi, e gia' questo basterebbe per farci perdere il sonno; ma c'e' chi va oltre questa gia' drammatica ipotesi e parla di una congrua percentuale di cattedre da assegnarsi ai nuovi laureati specialistici, a tutto danno di chi si e' abilitato sino ad ora con corsi riservati, concorsi ordinari, scuole di Specializzazione universitarie. Davanti a questa prospettiva che, se vera, metterebbe fuori gioco migliaia di docenti precari che da anni attendono un posto fisso e che, in molti casi, hanno anche acquisito piu' abilitazioni, illusi di poter ottenere qualche chance in piu', mi chiedo se la protesta attuale contro la legge 143/04 abbia un senso, un valore, un futuro, viste le voci sempre piu' insistenti su un imminente cambio di rotta sul sistema di reclutamento dei docenti precari. Sono fermamente convinta che la Legge 143/04 sia colma di ingiustizie, e sono anche convinta che le ingiustizie non siano solo quelle che sindacati o gruppuscoli di precari vanno presentando; ma sono ancor piu' convinta che, tutti concentrati sul presente, tutti presi da discussioni piu' o meno animate sull'hic et nunc, tutti convinti di avere in mano la soluzione giusta per risolvere i problemi, stiamo trascurando quella che si prospetta come una tragedia di portata ben superiore: la revisione totale del sistema di reclutamento dei docenti per la scuola italiana.

Lucia Zaninelli


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 angelo arrabito    - 12-07-2004
La situazione della scuola pubblica italiana e dei suoi operatori ormai è arrivata al massimo del degrado:snaturata nella sua funzione,derubata di risorse umane e materiali,si continua ad assistere nella comune e totale inattività e indifferenza allo scempio dello smantellamento dello stato di diritto con le conseguenti irriverenze perpretate nei riguardi dei cittadini e dei lavoratori. Ma come non si è capito ancora,dopo un'esperienza durata tre lunghi anni,che con questo cosiddetto governo(in quanto governa certamente non gli interessi degli italiani civili )non c'è possibilità di dialogo perchè manca l' intesa col bene comune intendendo, esso, per questo, l'individuale,l'interesse egoistico del personale conseguibile a qualunque costo e con qualsiasi mezzo?Ha la lingua del neoliberismo selvaggio secondo la quale ognuno fa quello che vuole e quello che può fare per i propri profitti,utilizzando i "colpi bassi",in maniera disinibita,senza vincoli di sorta nè morali nè legali e dunque completamente estranea alla Costituzione.Nella casa dove si parla questa lingua, vince chi meglio riesce a fregare il prossimo e per far ciò occorre una società sgombra di regole(queste burocrazie che appesantiscono e rallentano le libere attività di sviluppo del bel paese intrallazzaro)ove ugnuno si adopera come può sviluppando la propria fantasia ad oltranza nell'escogitare furbizie,tattiche,escamotage. Sono queste le vere competenze utili ad ogni cittadino dello stato "ammodernato" per il raggiungimento di qualsiasi cosa riguardi il suo benessere materiale e spirituale! E' giusto,quindi,che anche il docente nella ricerca stessa del suo posto di lavoro,perchè possa essere decente la sua docenza,esso stesso metta in pratica le strategie intellettuali che sviluppano le competenze sovraccitate.Ecco spiegato il perchè del cambiamento del reclutamento degli insegnanti:è un'ulteriore forma di tirocinio altamente qualificante per la formazione di perfette matrici di cittafantozzi.E' ora di iniziare con i fatti.E' ora di riprendere la ragione,di recuperare il buon senso,di sollevare da terra la dignità,di onorare la verità e la giustizia Ostacolando subito la macelleria in atto degli insegnanti precari MOBILIZZANDOSI AD OLTRANZA ,sollecitando in maniera forte e concreta,attarverso un'azione organica con le associazioni dei sindacati(I sindacati devono passare ai fatti!Subito!)la IMMISSIONE IN RUOLO SU TUTTI I POSTI DISPONIBILI.Altro che chiamata diretta dei presidi e quant'altro!Questa è una strada impraticabile e le coscienze sane e civili hanno il dovere di impedirlo.La ministra dell'istruzione ha poco da fare la demagogica come ha fatto l'indomani del sit in dei precari dichiarando, insieme a treelle, che per aumentare lo stipendio ai docenti italiani bisogna diminuire il numero degli stessi!La signora per tutta risposta,l'indomani del 3 luglio,s'è messa a dire quanto sopra,provando a creare nuove illusioni nelle menti degli insegnanti di ruolo(ma gli insegnanti per la maggioranza sono intelligenti e non ci cascano)mettendo così,magari,avrà pensato,accade veramente,insegnanti precari contro insegnanti di ruolo.Non se ne può davvero più!Qui non c'è niente da aspettare nè da discutere con questi soggetti:i fatti parlano,e continuano,sempre i fatti,a dimostrare che bisogna agire con la mobilitazione ad oltranza,perchè le lingue sono diverse,le logiche sono opposte e bisogna far valere la volontà della maggioranza del paese che è democratico e in quanto tale i governanti veri,quelli civili e democratici con ilsenso dello stato dentro, hanno il DOVERE di confrontarsi sempre con i cittadini,anche,e soprattutto dopo che hanno vinto le elezioni,per coglierne le esigenze,i bisogni,le attese e saperle interpretare e realizzare concretamente.Occorre farci sentire ora,subito,con i sindacati,i comitati insegnanti precari,pechè si ritorni ad una normale,democratica e civile gestione della scuola e dei suoi operatori.Non ci si abbatti,non ci si pieghi alle volontà negative,non ci si rassegni a ciò che fa orrore alla coscienza!Rispettiamo la nostra coscienza e non permettiamo,poichè ne siamo consapevoli,che venga così umiliata.Ne va della serenità e della felicità della nostra vita(per nostra vita intendo quella di tutte le persone,comprese quelle che sono chiamate ad aiutare a risolvere, come i sindacati,l'incubo in cui siè incappati.