breve di cronaca
La dirigenza scolastica a personale esterno?
Tuttoscuola - 06-07-2004
La beffa


Al fine di "porre rimedio alla forte scopertura di dirigenti scolastici rispetto agli organici, che nei prossimi mesi raggiungerà il 50 per cento dei posti (...), si suggerisce di ampliare la possibilità di attribuire incarichi dirigenziali ad esterni". La raccomandazione è contenuta nello schema di parere approvato il 30 giugno dalla commissione istruzione del Senato sul disegno di legge n. 2978 di conversione del decreto legge n.136/2004, concernente le disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubblica amministrazione.
A Tuttoscuola non è sfuggita la "bizzarra" proposta parlamentare, e ne ha puntualmente informato i propri lettori nella newsletter di lunedì 5 luglio. Immediatamente si sono levate le grida di protesta di alcuni sindacati contro l'iniziativa della commissione di Palazzo Madama.
Forse non crederanno alle proprie orecchie le decine di migliaia di docenti che aspirano da anni alla dirigenza scolastica, dopo le promesse di un pronto intervento fatte al riguardo dal ministro Moratti a inizio mandato, che si sono concretizzate solamente a distanza di tre anni con l'indizione di un concorso ordinario per 1.500 unità oltre al corso-concorso riservato ai presidi incaricati. Il suggerimento della commissione istruzione di ricorrere a personale esterno per loro sarebbe una beffa.
Del resto il governo Berlusconi ha già fatto ampiamente ricorso a personale esterno per l’affidamento di incarichi dirigenziali amministrativi e tecnici, e quindi la minaccia potrebbe apparire verosimile, anche se bisognerebbe rivoluzionare molte norme esistenti, tra cui il decreto legislativo 165/2001 che regola i rapporti di lavoro nel pubblico impiego.
A quando, verrebbe da chiedersi, un venditore di Publitalia sulla poltrona di dirigente scolastico?


Le rassicurazioni dell’Aprea


Una rassicurazione per i docenti aspiranti dirigenti è venuta proprio il giorno dopo, giovedì 1 luglio dal sottosegretario Valentina Aprea, ma – curiosamente – non a proposito del parere della commissione. L’on. Aprea infatti è intervenuta in aula al Senato per rispondere a un’interrogazione parlamentare presentata ben un anno fa dalla senatrice Soliani (Margherita) in cui si chiedeva se il Governo, con riferimento alla circolare ministeriale n. 49 del 16 maggio 2003 (che richiamava l'attenzione sulla natura non più contrattuale, ma provvedimentale, degli incarichi, ritenuta pienamente applicabile anche ai dirigenti scolastici), avesse "inteso precostituire le condizioni per l’applicazione alla dirigenza scolastica dello spoils system, e quindi provvedere alla nomina di dirigenti scolastici non selezionati con procedura volta a verificare la loro adeguatezza professionale".
Il sottosegretario Aprea ha affermato che la circolare n. 49 del 16 maggio 2003 "non contiene alcuna indicazione che possa far pensare all’applicazione per la dirigenza scolastica delle disposizioni relative al conferimento di incarichi a personale estraneo alla scuola".
"Prendo atto – è stata la replica della senatrice Soliani - di quanto ha detto la signora Sottosegretario. (...) Tuttavia, metto in guardia tutti - in primo luogo la Sottosegretario al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca - del fatto che, a proposito del provvedimento ora in esame al Senato, il n. 2978, di conversione in legge del decreto-legge n. 136, recante disposizioni urgenti per garantire la funzionalità di taluni settori della pubblica amministrazione, il relatore (era presente anche la Sottosegretario) ieri, in Commissione, ha ipotizzato di chiamare dirigenti per la scuola al di fuori di questo settore".
Il giallo continua?


Scelta politica o 'scollamento'


Qual è allora l’orientamento della maggioranza, quello votato dalla commissione Istruzione o quello espresso nella risposta del sottosegretario Aprea? Più in generale, quale politica per la dirigenza scolastica vuole mettere in campo la maggioranza? La risposta alla predetta interrogazione tra l’altro illustra la normativa di riferimento del reclutamento dei dirigenti scolastici, non aggiungendo alcun elemento giustificativo per il gravissimo ritardo con cui si giunge a bandire il concorso ordinario e per il fatto che i posti a concorso sono solo 1500, mentre, come è confermato nel parere della Commissione, la scopertura dei posti di dirigenti scolastici rispetto alla consistenza organica già nei prossimi mesi è ben più consistente dei posti che si mettono a concorso.
Sembra esistere, dunque, una non chiarezza di linea di governo e una contraddizione della maggioranza che lo sostiene perché, da una parte, si proclama meritocrazia e riconoscimento del merito e, dall’altro, sotto la pressione di emergenze, si perseguono canali privilegiati per l’accesso alla dirigenza scolastica. E il Governo, è bene ricordarlo, il 25 giugno scorso ha dato l’ok al bando di concorso ordinario aper reclutare dirigenti scolastici all'interno del comparto scuola.
Il ritardo nell’avvio delle procedure concorsuali, nell’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto dei dirigenti, scaduto il 31 dicembre 2001, le preoccupazioni derivanti dalla legge Frattini che ha introdotto, con la riduzione della durata degli incarichi, elementi di precarietà nel rapporto di lavoro, la paventata possibilità di affidare la responsabilità della scuola a personale non tratto dai ruoli dei docenti fanno sorgere il dubbio che non ci sia la piena convinzione di investire sulla dirigenza scolastica, lasciando così nell’incertezza i dirigenti scolastici nell’esercizio dei loro compiti e funzioni.
I comportamenti concreti, e non le dichiarazioni rassicuranti, possono dare una risposta all’interrogativo: quale scuola si sta costruendo?



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