breve di cronaca
Sulla professionalità degli insegnanti
Attilio Monasta - 13-02-2004


Con questa breve nota si vuole avviare la discussione circa le modalità con cui iniziare una riflessione ed avviare proposte sulle trasformazioni della professionalità degli insegnanti nella scuola italiana. Questo tema torna ad essere al centro dell'attenzione poiché da parte delle forze politiche di maggioranza si sta avviando in Parlamento la discussione di due proposte di legge - pubblicate all'interno del bollettino n. 5 del Dipartimento "Sapere, Formazione, Cultura" (Ds on line scuola e formazione) - che propongono la definizione di un nuovo stato giuridico dei docenti, la loro formazione e modalità di reclutamento e la istituzione dell'albo professionale.

La ricognizione della situazione attuale, fatta sulla base alle diverse esperienze, ha mostrato che

a) nella discussione sul contratto degli insegnanti da poco conclusa, il problema è stato appena posto, ma Aran e sindacati hanno rinviato ai lavori di un'apposita commissione, l'esame del problema;
b) negli istituti scolastici si pone già, in maniera sempre più frequente, il problema di una migliore definizione ed articolazione delle diverse funzioni di alcuni insegnanti, a seguito non solo dell'introduzione del regime di autonomia, ma anche del mutamento oggettivo di vocazione delle istituzioni scolastiche nella trasformazione della società;
c) questa percezione, tuttavia, e la necessità di discutere e trovare nuove soluzioni ai problemi del rapporto fra orario, organizzazione del lavoro, articolazione delle varie funzioni e valutazione della professionalità, è materia assai delicata e sembra maturare soprattutto in una parte, forse non maggioritaria del corpo insegnante;
d) ciò comporta problemi sia di chiarificazione della strategia e quindi delle proposte da portare avanti a medio e lungo termine, ma anche problemi di tattica politica, visto che il consenso (o il dissenso) del corpo insegnante è di grande importanza nella battaglia per rovesciare i rapporti di forza esistenti oggi fra maggioranza e opposizione nel paese;
e) il documento "Il patto sulla scuola", firmato da migliaia di intellettuali è il segno della crescente sensibilità circa l'urgenza di passare ad una fase di proposta e rinnovamento, che contrasti effettivamente il disegno conservatore perpetrato dal governo e dall'attuale maggioranza;
f) la proposta di legge in preparazione da parte della maggioranza circa il riordino dello stato giuridico degli insegnanti, per quanto assai debole e contraddittoria, rischia di sospingere l'Ulivo a giocare di rimessa, in assenza di una propria strategia ed una proposta autonoma.

Sulla base di questa analisi, ritengo sia necessario utilizzare anche l'occasione del gruppo di lavoro istituito in sede di Ccnl fra Aran, sindacati e associazioni professionali, per elaborare una proposta organica di riorganizzazione dello statuto professionale e della carriera degli insegnanti, mediante la stesura di un documento, da proporre alla discussione all'interno dell'Ulivo.

Il documento dovrebbe aprirsi con una breve descrizione del quadro complessivo delle profonde trasformazioni che investono la società italiana, nel quadro dell'Unione Europea e della globalizzazione, e che impongono mutamenti tali dei sistemi di istruzione e formazione, che è imperativo saperle governare, nell'interesse del paese e delle giovani generazioni.
Sono in gioco la sopravvivenza stessa della scuola pubblica e la crescita dei livelli di istruzione e di partecipazione democratica, già particolarmente in crisi nel nostro paese.
I contenuti e le proposte del documento dovrebbero affrontare le tematiche seguenti:

1. l'articolazione delle funzioni degli insegnanti in maniera che, a partire dall'unicità della funzione docente, possano essere previsti anche altri ruoli e funzioni diverse sia per il coordinamento della didattica, la progettazione e la programmazione formativa, la collaborazione alla gestione delle varie attività della scuola, sia per i rapporti con la realtà esterna alla scuola;
2. una diversificazione dell'orario di lavoro a seconda delle funzioni svolte e la possibilità di optare per un orario diverso e più ampio dell'orario di insegnamento frontale in classe;
3. la necessità che le funzioni svolte possano dar luogo a crediti per lo sviluppo di una carriera che renda appetibile lo sviluppo professionale degli insegnanti;
4. la definizione di criteri condivisi e scientifici di valutazione sia per l'accesso a funzioni che richiedano un maggior impegno di orario, sia per la progressione di carriera mediante la certificazione delle competenze possedute e l'attribuzione di crediti professionali;
5. una retribuzione differenziata a seconda del rapporto fra funzioni svolte, orario e organizzazione del lavoro.

I criteri generali di elaborazione e di diffusione della proposta dovrebbero misurarsi col problema della volontarietà delle scelte di sviluppo professionale degli insegnanti, che comportino differenziazione di funzioni, orario e organizzazione del lavoro, e sulla condivisione e sperimentalità dei criteri e degli indicatori di valutazione delle competenze, per coloro che vogliano accedere a funzioni e gradi di carriera diversi.

In preparazione della proposta sarebbe necessario documentare, con una serie di ricerche mirate a livello micro (alcuni istituti e/o alcuni progetti) ed a livello macro (es. il calcolo dei compensi aggiuntivi degli insegnanti fatto dall'Inpdap) le dimensioni attuali della diversificazione di funzioni e di compenso che si riscontra già nella scuola dell'autonomia e di discutere le esperienze di autovalutazione di istituto e autovalutazione della professionalità del personale della scuola, avviate con strumenti quali il portfolio delle competenze o simili.

Luglio 2003
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