Pinzirillo, il computer arzillo
Roberta Bedosti - 24-01-2004

Quando il papà comprò un nuovo computer fece aggiungere un po' di memoria al vecchio 486, che collocò in camera di Caterina. Per qualche tempo fu lasciato in letargo, poi la mamma lo risvegliò per scrivere le sue relazioni e perfino Alessandro, il genio familiare informatico, qualche volta si abbassò ad usarlo, quando trovava il nuovissimo occupato.
Fu così che Caterina fece conoscenza col vecchio rudere e imparò a vivacizzare le sue storie con clipart colorate e variopinti sfondi. Purtroppo la bambina si trovava spesso di fronte a comunicati misteriosi di cui non capiva nulla se non che tutto era bloccato. Di solito chiedeva aiuto al padre che si sedeva pazientemente e si faceva ripetere da Caterina tutti i passaggi effettuati. Il computer riconosceva il caro, vecchio tocco del suo padrone e come un docile cagnolone riprendeva a funzionare. Quando il guaio era più grosso, si faceva una piccola riunione di famiglia e solo il fratello Alex riusciva a ricondurre alla ragione il vecchio 486.
Caterina aveva osservato che Alex staccava la sua cuffia dallo stereo, la collegava al computer e lo convinceva a rimettersi in moto.
Bisogna dire che il computer era terrorizzato da Caterina, perché la bambina lo costringeva ogni volta a sforzi sovrumani: aprire porte, chiudere porte, cercare disegni, cancellare disegni, correre nel cestino cercare tra la carta tanto che la maggior parte delle volte si sedeva per riprendere fiato. Fu appunto in una di queste pause di riposo che si presentò a Caterina prima una schermata a pallini rossi, poi un blocco totale. La bambina cominciò a urlare:

"Papà il computer ha il morbillo ! "

Silenzio assoluto. Andò in camera del fratello, ma Alex non c'era. Staccò la sua cuffia, se la mise in testa, la inserì nel computer sperando nel solito miracolo. Quando vide che non succedeva nulla, con le lacrime agli occhi cominciò a sussurrare:

"Pinzirillo, computer arzillo,
se hai il morbillo
ti porterò sul Terminillo
a bere succo di mirtillo !"


Improvvisamente lo schermo cominciò a ballare: lampi colorati, seguiti da fuochi d' artificio che esplodevano in girandole iridescenti, di fronte agli occhi sbarrati di Caterina.
Il virus potente dell' allegria, entrato nel vecchio Pinzirillo, stava scuotendo il disco fisso, la memoria e le periferiche con una gigantesca, grassa risata.
Da quel giorno quando il computer chiedeva la password, Caterina sussurrava " Pinzirillo ", cliccava dolcemente sul mouse e tutti gli ingranaggi, come per magia, si mettevano in moto.

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