Penny, la penna timorosa
Roberta Bedosti - 23-01-2004

Penny non sapeva scrivere. Stava lì nel suo bellissimo astuccio arancione tra la gomma e il righello, ma, per quanti sforzi facessero, nessuno riusciva a farla scrivere.
Qualcuno le alitava in faccia, qualcuno la faceva volteggiare in una danza vertiginosa, ma non usciva neppure un segno piccolo piccolo.
Penny aveva chiacchierato spesso con altre penne sui banchi di scuola su cui era stata dimenticata. C' era chi si lamentava del superlavoro, chi si annoiava perché faceva poco movimento, ma tutte le avevano assicurato che scrivere era molto bello, una piacevole sensazione di calore che si diffondeva dappertutto.
Penny sapeva che prima o poi si sarebbe dovuta decidere a scrivere, ma una irrazionale paura la bloccava.
E….. se avesse scritto solo sciocchezze ? E… se fosse stata costretta a scrivere bugìe ?
Rabbrividiva all ' idea che non avrebbe più potuto riprendersi le parole, una volta fissate sulla carta e così rimandava di giorno in giorno il momento fatale, nascondendosi sempre più sotto il righello. Poi accadde l ' inevitabile: una mano impaziente le fece fare l' ultimo vorticoso valzer sull' ' angolo di un giornale e la lanciò lontano. Lontano dalla gomma, dal righello, lontano dall' astuccio, dai banchi di scuola, dal suo piccolo mondo.
Improvvisamente si trovò sola, una penna grigia tondeggiante, che rischiava di finire stritolata senza avere mai veramente vissuto.

"Bill vieni subito qui ! Che cos' hai in bocca ?" e il cane lasciò cadere Penny ai piedi del bambino.
Luigi raccolse la penna, la pulì nei pantaloncini e corse in casa col suo piccolo tesoro. In punta di piedi raggiunse il tavolo, rubò un gran foglio di carta e lo stese sul pavimento.
" Voglio scrivere mammma " mormorò a bassa voce.
Penny sentì un brivido per tutto il corpo, una dolcissima sensazione di gioia e senza più alcun timore aiutò il bambino a scrivere la prima parola della sua vita.

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 Giovanna    - 15-10-2007
E' una delle storie più tenere che abbia mai letto. Complimenti. Poche righe che arrivano dritte dritte al cuore. Un sorriso.