Far crescere il Tempo Pieno e la scuola pubblica
Coordinamento scuole 6°-7° Municipio in difesa del T.P. - 15-12-2003
In Italia il 24% delle classi della scuola elementare è a Tempo Pieno, modello di scuola diffuso e radicato nel tessuto sociale e culturale. Purtroppo però da alcuni anni la sua diffusione è costantemente ostacolata da normative e tagli finanziari. Lo stesso accade per il Tempo Prolungato della scuola Media.
Il Tempo Pieno nasce da una forte richiesta e dalle lotte congiunte di insegnanti e genitori perché va incontro alle esigenze sociali delle famiglie e afferma un’idea di scuola pubblica che si costruisce nella collaborazione tra i suoi protagonisti: insegnanti, bambini/e, genitori, bidelli, territorio.
E’ un modello di scuola che ha caratteristiche pedagogiche positive: tempi distesi a misura di bambino/a, spazi disponibili alla creatività e alla sperimentazione e senso di comunità. E’ stato il volano di numerose innovazioni ed ha determinato importanti esperienze educative tuttora in continua crescita.
Oggi assistiamo a preoccupanti attacchi alla scuola pubblica statale che mettono in pericolo l’esperienza del Tempo Pieno.
I tagli agli organici impoveriscono molte esperienze di Tempo pieno e in alcuni casi le rendono impossibili.
La Riforma Moratti prevede la cancellazione/snaturamento del Tempo Pieno e altri provvedimenti con i quali si stravolge la scuola primaria.

Ci opponiamo fermamente:

· alla cancellazione o anche alla riduzione del tempo Pieno e Prolungato;
· all’introduzione del maestro prevalente (tutor), che costituisce un ritorno all’insegnante unico del passato, creando una gerarchizzazione antipedagogica tra gli insegnanti e negando ogni possibilità di lavoro collegiale e di cooperazione educativa;
· ai piani di studio personalizzati che, invece di perseguire l’uguaglianza e il raggiungimento di obiettivi e saperi indispensabili per tutti/e, accentuano le differenze dovute alle condizioni socio-economiche e culturali di provenienza;
· all’anticipo delle iscrizioni alla scuola dell’infanzia ed elementare che, velocizzando i percorsi scolastici, non rispetta i tempi di una crescita psico-fisica armonica dei bambini e che, oltre a creare seri problemi nell’organizzazione scolastica, degrada la scuola dell’infanzia riducendo il suo ruolo educativo a mera assistenza.
Chiediamo che il Tempo Pieno e Prolungato siano estesi dovunque genitori e lavoratori ne facciano richiesta.
Invitiamo tutti: i cittadini, le associazioni, le realtà sociali e di base, le organizzazioni politiche e sindacali, le istituzioni ad aderire a questo appello e ad adoprarsi con tutti i mezzi affinché questo grave attacco alla scuola di tutti e per tutti venga fermato.





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 Viola Micheli    - 29-12-2003
E' da tanto tempo che sono nella Scuola e ne ho passate di tutti i colori...
Ogni volta che si sono introdotte nuove norme è stata una " tragedia" fra tutti gli Insegnanti, specie i più anziani di servizio, perchè venivano stravolte le regole...
Poi con l'abitudine ci siamo accorti che le nuove norme non erano poi una tragedia così grande.....
Ecco, io vorrei, che prima di fare tante dimostrazioni negative ed escludere ogni cambiamento, provare ad accettare le nuove regole che, se venissero lette e comprese bene, dimostrerebbero dei principi validi, interessanti ed attuali per tutta la Scuola del futuro.

 Olindo Celani    - 07-01-2004
La scuola e non solo quella pubblica, deve incentivare il tempo prolungato con l'intento prioritario di indirizzare la scuola tutta verso finalità non solo di tipo contenutistico ma anche sociali. E' importante che gli allievi si rendano conto che condividere gli impegni scolastici è un ottimo trampolino di lancio per il fututro lavorativo che spesso e organizzato a gruppi. Inoltre ambedue i genitori che sono costretti a lavorare per poter vivere dignitosamente hanno bisogno di un supporto dal mondo della scuola che essi stessi pagano.