Professionali: figli di un Dio minore ?
Ernesto Detto - 10-09-2003
Sono un docente di un Istituto Professionale Statale, vorrei informare sulle scelte, a mio avviso gravissime che si stanno compiendo sulla pelle degli studenti degli Istituti professionali statali (il 25% della popolazione studentesca delle superiori).

Nelle Marche, nell’anno scolastico 2002/2003, non è stata finanziata la III area degli Istituti professionali e ritengo che ciò sia avvenuto in tutta Italia, altrimenti saremmo in presenza di una discriminazione inaccettabile. La III area è un corso obbligatorio, finanziato dal Ministero, che viene valutato durante l’esame di stato (come stabilito dal decreto sugli esami del ministro Moratti) e che fa parte dei 200 giorni di lezione obbligatori per le classi IV e V dei professionali. Il corso dura almeno 300 ore e comprende gli stage e le attività di formazione professionale svolte nella scuola da professionisti, esperti, aziende ed enti.

Lo scorso anno scolastico alcune scuole, come la nostra, confidando nel finanziamento ministeriale, hanno svolto i corsi, altre invece non li hanno realizzati per l’incertezza del finanziamento; in ogni caso quest’anno tutti gli istituti professionali si trovano nell’impossibilità di organizzarli.

Questi i fatti, pongo ora alcune domande e riflessioni:

Cosa succederebbe se il ministero decidesse di non finanziare, per un anno le lezioni di Latino al Liceo? Forse il diritto all’istruzione degli studenti dei professionali è diverso da quello dei liceali? Sono un inguaribile comunista se intravedo una sottile discriminazione sociale?
Da un conto approssimato risulta che sarebbero serviti almeno 2 milioni di euro per lo svolgimento di questa attività (obbligatoria) nelle Marche; come definire in questa ottica il finanziamento, senza vincolo di reddito, delle scuole private?
Le forze della sinistra e i sindacati non dovrebbero essere più precisi e puntuali nell’informare l’opinione pubblica sui risvolti concreti della politica scolastica del governo?
Invito a riflettere sul fatto che vengono tolti agli Istituti Professionali i finanziamenti per quelle attività che favoriscono l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro in modo qualificato e vantaggioso sia per gli allievi che per le aziende!
Uno degli obiettivi principali della riforma delle superiori non era quello di sviluppare un canale professionale che permettesse alla scuola di fornire agli studenti le competenze e le abilità richieste dal mondo del lavoro?
Forse sono ingenuo, ma mi chiedo: le associazioni industriali ed artigianali su questo fatto non hanno nulla da dire? Come è potuto avvenire ciò con un governo che si dice tanto sensibile alle necessità del mondo del lavoro?

Ernesto Detto
IPSIA F. Corridoni – Corridonia (MC)


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 ilaria ricciotti    - 10-09-2003
Tutto è possibile, anche questo che tu sostieni e chiedi. Di chi la colpa? Di tutti coloro insegnanti compresi che hanno voluto e creduto nelle innovazioni e nell'allettante programma di questo governo. Errare umanum est, perseverare sarebbe diabolico. Che ne pensi?

 Antonio Annicchiarico Taranto    - 14-09-2003
Sono anch'io un Docente di Lettere nel Professionale e mi trovo d'accordo col collega.
Preciso:
nel mio Isituto la III area l'anno scorso e' stata finanziata;
quest'anno sono stati gia' approvati i progetti relativi.
Credo che questa disparita' faccia parte di quel .."casino totale" in cui versa la scuola pubblica, dove, nel nome dell'autonomia, si fa di tutto meno quello per il quale e' stato costruito l'edificio scolastico
(esiste, ancora, il verbo studiare nel vocabolario?).
Non si puo' credere che tutto questo "casino" sia voluto per far precipitare l'istruzione pubblica a favore di quella privata? D'altronde, come genitore, non mi conviene iscrivere mio figlio alla privata, cosi' "prendo" il bonus?
Ultima considerazione: con l'area di approfondimento, con la terza area(300 ore) e con tutti le cazzate(scusate..si chiamano progetti , con magno gaudio dei Presidi -Dirigenti che ci guadagnano a cottimo), noi dovremmo avere gli alunni piu' acculturati del sistema solare.
Abbiamo alunni che non sanno leggere, scrivere e far di conto o.... non e' vero?
La Scuola ha bisogno di..serieta' e di farle riprendere il ruolo che aveva come dispensatrice di conoscenze e cultura dalle quali discende ogni cosa.
Altrimenti, W la squola di Lucignolo!

 ALCESTE AYROLDI    - 14-09-2003
Carissimo Collega,
ritengo giusta ogni Tua osservazione. Ma penso che la nostra categoria sia allo sbando. Non ci coalizziamo, non siamo un gruppo.
Mi viene voglia di dire: non siamo niente. La scuola, grazie a questo governo incompetente, è allo sbando più completo. I professionali, permettimi, non sono scuole da " noblesse" come quelle che hanno ottenuto
i finanziamenti! Non ci resta che continuare a lottare, manifestare e far valere la nostra opinione. Ma dobbiamo coinvolgere anche il resto dell'opinione pubblica. Altrimenti saremo, come al solito, dimenticati da ...Cristo.
Alceste Ayroldi ITC EINAUDI CANOSA

 Ferdinando Borbone Napoli    - 15-09-2003
Cari colleghi, non vi capisco...io insegno Latino e Greco nel liceo classico e non penso che la scuola sia allo sbando.
Anzi!
La scuola del futuro e' quella dei progetti, solo grazie ad essi si potra' costruire gente migliore, piu' preparata,piu' acculturata,piu' idonea per la nuova societa'.
Volete sapere solo alcuni progetti che noi come Collegio dei docenti abbiamo approvato?
1) Il gioco della scopa come acutezza mentale e manuale.Le regole di Chitarrella;
2) Il "rubamazzetto",,,,problematica relativa ad un gioco conosciuto anche a Napoli e poi trasferitosi nella Capitale;
3) Il problema del carico e dell'asso di coppe nel gioco della Briscola;
4) Il due di spada:nuova funzione delle spade nel tressette col morto;
5)Fortuna o abilita' nel gioco del mazzetto:i gesti apotropaici e la loro funzione nel tempo.
Inutile dire l'entusiasmo degli alunni: non si registrano piu' assenze sia da parte dei ragazzi sia da parte nostra, con notevole risparmio sulle supplenze.
E' un piacere entrare nella mia scuola la mattina: regna un religioso silenzio interrotto solo da alcune bestemmie (poche in verita') e dal fruscio delle carte da gioco sui banchi e sulle cattedre.Tutti attenti, tutti che si applicano..tenendo fede al vero significato del verbo studiare (in latino studere, II declinazione,significa ..applicarsi). E i ragazzi si applicano, in maniera tanto entusiastica e tanto contagiosa che tutti sono stati attratti da questi progetti.
E tutti ci applichiamo!
Non dico l'entusiasmo e la gioia vera del nostro Preside: non pensa affatto all'utile economico che pur gli derivera' da questi progetti ma, dando prova di notevole spirito democratico, si confonde con i ragazzi e il personale Ata, dando sfoggio di notevole abilita' cartistica e fornendo utili suggerimenti a tutti circa i trucchi da applicare.
E per non mettere a disagio con la sua autorita e carisma, volutamente assume un linguaggio piu' consono al gioco, per cui, se uno non lo sapesse lo scambierebbe per un carrettiere di altra memoria.
Io sono certo che dal nostro liceo sforneremo i migliori elementi,che sapranno anche assumere le responsabilita ' eventuali politiche ed economiche per il Paese: la nostra e' una scuola vicina alla realta', non chiusa nella turris eburnea dello sterile sapere ma fedele al dettame che da tutte le parti si volge verso di noi.
Saper fare,saper fare,saper fare!