Sarebbero danni gravissimi
Vilma Negri - 09-06-2003
Nell\'ambito delle forme di protesta contro il decreto "sfascia cattedre", tra cui l'occupazione della scuola, gli insegnanti del Liceo Copernico di Torino si sono confrontati con i genitori degli allievi in una pubblica assemblea tenutasi il 4 giugno 2003 presso l\'Auditorium dell'istituto. Il documento che segue è stato votato all'unanimità dai circa 200 presenti.
I genitori hanno anche deciso di inviare al MIUR il giorno 18 giugno 2003 dalle ore 8 in poi e-mail o telegrammi al Ministero per richiedere la revoca del Decreto sulle 18 ore.



Al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, M. Letizia Moratti
Al Sottosegretario dell’Istruzione On. Aprea
Al Dirigente Generale Regionale Dott. Catalano
Alle segreterie Nazionali, Regionali e Provinciali delle OO.SS.
All’Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte
All’Assessore all’Istruzione della Provincia di Torino
Alle Forze Politiche
Alle Associazioni dei Genitori
Alle Associazioni Studentesche
Agli Organi di Stampa



I genitori degli studenti del Liceo Scientifico “N. Copernico”, riuniti in assemblea nell’Auditorium dell’ Istituto in data 4 giugno 2003 alle ore 17:45, preso atto di quanto stabilisce la Legge Finanziaria in merito alla ”riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore di insegnamento” esprimono la loro seria preoccupazione per i danni gravissimi che la qualità della scuola pubblica subirebbe con l’applicazione di tale Decreto.
Ritengono infatti che un simile provvedimento, basato su una logica puramente contabile, sia destinato a produrre una serie di effetti negativi in quanto:
  • la prevedibile rotazione dei docenti sulle classi di anno in anno non potrà sicuramente garantire la continuità didattica, strumento dall’indiscusso valore educativo;
  • per la stessa ragione è facile ipotizzare disagi didattico-psicologici nel rapporto fra i loro figli e i docenti, importanti punti di riferimento nel percorso educativo-formativo;
  • le famiglie potrebbero essere chiamate a sostenere ulteriori disagi economici per i cambiamenti dei libri di testo, legati alle scelte didattiche dei nuovi insegnanti;
  • la mancanza di personale con ore a disposizione renderà ancor più difficile la gestione delle classi “scoperte” con conseguenti problemi di sicurezza e le attività complementari di cui i loro figli attualmente fruiscono sarebbero difficilmente garantite.

Per le ragioni sopra esposte e, convinti che l’istruzione pubblica necessiti di investimenti e non di dequalificazione, chiedono il ritiro del Decreto.
Questo documento viene votato all’unanimità.

Torino, 4 giugno 2003

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