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Rimozione pubblicità ingannevole
Lug Roma - 16-05-2003
Lettera aperta


al preg.mo Dott. Ing. Alessandro Musumeci
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Viale Trastevere
00153 Roma
al Signor Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Viale Trastevere
00153 Roma
al Signor Ministro della Innovazione e delle Tecnologie
Via Isonzo, 21/b
00198 Roma
alla Spett.le Redazione @lfa supplemento a "Il Sole 24 Ore"
Via Paolo Lomazzo, 52
20154 Milano

Oggetto: ForTic - Percorso A:

a) sostituzione materiali che discriminano i valori del software libero
b) educazione alla legalità
c) rimozione pubblicità ingannevole


Preg.mo Dott. Ing. Alessandro Musumeci,

La ringraziamo della pronta e cortese risposta alla richiesta della Free Software Foundation e del Dott. Stefano Maffulli di "rimozione della publicità ingannevole" che viene somministrata dal MIUR, a 150 mila docenti partecipanti al percorso formativo A, tramite materiali didattici consultabili all'indirizzo .http://puntoeduft.indire.it/160mila/moduli/formez/index.htm

Abbiamo letto le argomentazioni ivi esposte assieme a tutti i moduli del percorso A compreso il modulo n. 1, dove Lei asserisce essere contenute, nella parte riguardante il diritto d'autore, le seguenti affermazioni:

" distribuire liberamente i programmi di dominio pubblico (public domain) sia con licenze GNU che GPL e simili ";

e relativamente al divieto di copia di programmi e manuali:

" ovviamente quelli coperti da copyright e non quelli con licenza GNU, GPL e simili ";

" ovviamente sempre quello coperto da copyright ".

Orbene, senza entrare nel merito del fatto che anche il software con licenza GPL è coperto da copyright contrariamente a quanto da Lei sostenuto, queste affermazioni, che in qualche modo modificherebbero il messaggio ingannevole ripristinando una certa verità, appaiono, a tutt'oggi, solo nella Sua risposta pubblicata ne "Il Sole 24 Ore" del 17 aprile 2003, ma non nel precitato modulo n. 1.

Di conseguenza ai 150 mila ignari discenti, utilizzatori del "modulo n. 1", resta il messaggio ingannevole in tutta la sua interezza, così come osservato dalla Sezione italiana della Free Software Foundation.

Nè è educativo, di fronte a persona inesperta, far affidamento all'"ovviamente", come qualsiasi insegnante sa.

E non è solo questione di forma.

Al riguardo, la discriminazione del software libero, operata dal MIUR, la troviamo non solo teorizzata nel modulo n. 1 ma anche, fatto ancor più grave, messa in pratica in tutti gli altri moduli.

Questi infatti precludono al discente "con scarse o nessuna competenza" ogni possibilità di formarsi sui valori del software libero (open source) atteso che, per qualsiasi esercitazione didattica, essi sono basati esclusivamente sull'uso di software proprietario.

E a nulla vale il fatto che il MIUR utilizzi per proprio conto, su centinaia di macchine, software "con licenza GPL", come Lei afferma, in quanto i materiali didattici, sotto l'aspetto formativo e culturale, come ogni docente sa, sono altra cosa, dall'uso a scopo amministrativo o gestionale di prodotti software.

Semmai sarebbe motivo ulteriore, da parte del MIUR, per insegnarlo e non solo dichiararlo in qualche documento ministeriale!

E' noto che il software proprietario a cui fanno riferimento i materiali didattici in oggetto, a differenza di quello libero, è oneroso e che la sua copia, anche a scopi didattici, è punita con il carcere, dai sei mesi ai tre anni.

E questa onerosità contrasta anche con la circolare del 13 marzo 2003 sull'adozione dei libri di testo che si preoccupa di non appesantire il costo dei materiali didattici per le famiglie .

Ne consegue che chi non può sostenere certi costi viene escluso o si affida alla pirateria del software, che in Italia viene utilizzata secondo le ultime ricerche dal 45% degli utenti; percentuale da aumentare ragionevolmente nel segmento scuola.

Perciò scegliere per il percorso formativo A materiali didattici basati totalmente su software proprietario, oltre a discriminare i valori del software libero, significa:

a) o alimentare di fatto la pirateria del software nelle scuole, fra docenti e studenti;
b) o legittimare nella scuola una discriminazione tra i vari soggetti su base economica e non sul merito.

La preghiamo pertanto di provvedere alla sostituzione dei materiali, qui contestati, con materiali didattici che non discriminino il software libero e, senza oneri, educhino alla legalità, eliminando così qualsiasi pubblicità, ingannevole o meno.

RingraziandoLa della cortese attenzione porgiamo distinti saluti.

Roma, 22 aprile 2003

Marco Presi (Coordinatore del LUG Roma)
Marco Bravi (Precedente coordinatore e co-fondatore del LUG Roma


Segnalato da Antonio Gentile


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