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Lo sfogo del Pinguino
Linux Didattica - 21-03-2003
Il software libero non è previsto dal Piano di alfabetizzazione



Il Piano di alfabetizzazione informatica degli insegnanti - ForTic- "discrimina l'open source".


"Scriveremo una nuova lettera al ministero dell'Istruzione: deve essere rispettata la libertà d'insegnamento". E' più arrabbiato che rasssegnato Antonio Bernardi, docente di Informatica presso l'Ipc Fabio Besta di Treviso. E' il responsabile di linuxdidattica.org, una delle ormai numerose community online di insegnanti sostenitori del software libero nella scuola, ma ci tiene a precisare che parla "come insegnante e come cittadino". Anche se di lettere al ministero, insieme ai suoi colleghi della comunità, ne ha mandate altre, tutte senza risposta da parte del dicastero di via Trastevere. Ogni volta sottolineando lo stesso problema: perché il software libero è fuori dal Piano?

Le ragioni.

A quanto pare i docenti fedeli all'open source hanno più di una freccia al loro arco, tra le ragioni più pedagogiche, quelle economiche e quelle normative. Cominciamo da queste ultime: i supporti online al ForTic vanno contro le indicazioni contenute nella proposta di legge Campa-Palmieri sull'accessibilità per tutti i siti pubblici. " Gli utenti di Gnu(Linux) e dei browser come Mozilla, Galeon o Lynx - spiega il professore di Treviso - non possono accedere al sito di riferimento del Piano, monfortic.invalsi.it (è il sito ministeriale che gestisce le iscrizioni e monitora l'andamento dei corsi) in quanto utilizza tecnologie che discriminano i browser con motore Gecko". E pensare che proprio all'inizio di questo mese, in occasione della conferenza alla Camera sulle Tecnologie per la disabilità, il Ministro per l'Innovazione Lucio Stanca ha rilanciato questa proposta di legge, arrivando persino ad ipotizzare una forma di penale per le amministrazioni pubbliche che non si adatteranno. Tanto più che il suo stesso ministero - che oltretutto ha un sito Internet costruito su piattaforma Linux-Apache - ha istituito la Commissione open source per valutare l'uso del software libero nella Pubblica Amministrazione e che esistono precise indicazioni della Ue in questo senso.

Il Piano di alfabetizzazione degli insegnanti, beninteso, non impedisce l'uso del software libero. "Diciamo però che non lo favorisce - spiega Bernardi - per esempio, il percorso A non insegna a masterizzare. Sarà un caso?" A meno che il ministero non tema un uso improprio della masterizzazione, a scapito del software Microsoft, sui cui applicativi si basano appunto le lezioni per gli insegnanti. Ma la mancanza di riferimenti a cosa sia e come funzioni il software libero non è l'unica lacuna dei corsi del ForTic: "Nei materiali per i corsi che ho visionato - dice Bernardi - si parla di un'indagine dalla quale risulterebbe che la maggior parte delle scuole ottengono per donazione il software per far funzionare i loro pc. Questo non è vero, perché invece la gran parte delle scuole acquista sia i computer sia regolari licenze applicative per farli funzionare, attingendo direttamente alle proprie casse. E dire che potrebbero disporre delle stesse funzioni in maniera gratuita". Questo perché forse non tutti gli insegnanti sono pratici di informatica e non sanno che Word non è sinonimo di videoscrittura, ma uno dei tanti programmi - di certo il più diffuso, ma ce ne sono altri - di editor per scrivere al pc, così come PowerPoint è uno dei programmi di slideshow, che Outlook non è l'unico strumento per consultare la posta elettronica, che Explorer non è indispensabile per navigare in Internet e così via.

In un documento pubblicato su linuxdidattica.org un collega di Bernardi di nome Giancarlo Dessì - insegnante all'Ipsaa Cettolini di Villacidro, in provincia di Cagliari - scrive: "In tutto il mondo si moltiplicano gli esempi di pubbliche amministrazioni e imprese private che optano per il free software, perchè il mantenimento degli standard Microsoft diventa sempre più onoeroso. In Italia non troviamo di meglio che continuare a promuovere lo standard Microsoft nelle scuole, proprio nella sede più deputata a fornire le competenze informatiche".

Ma nessuno vuole colpire Microsoft, né dissacrare il Piano di alfabetizzazione del ministero: "Riteniamo l'iniziativa nel suo complesso positiva", rasicurano i docenti della community nella loro prima lettera indirizzata a Letizia Moratti. E' solo che chiedono la par condicio: " Secondo il ministero - dice Bernardi - gli insegnanti che usano software libero sono circa il 10% del totale, ma credo che siano molti di più. Sono soprattutto nelle scuole superiori, ma anche alle elementari. Mi auguro almeno che i singoli tutor dei corsi di alfabetizzazione decidano autonomamente di parlarne".

"Il sole 24 Ore"

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