GPS: la scuola percepita dal ministro Bianchi e la scuola reale
Giovanna Lo Presti - portavoce Cub Scuola - 06-09-2021

A questo punto serve un ripasso: riportiamo i titoli di alcuni quotidiani, che ci ricordano quel che succedeva un anno fa, nella difficile stagione delle nomine annuali. Caos graduatorie, Ufficio scolastico in tilt: solo due province hanno la lista dei supplenti (2 settembre 2020 La Repubblica Torino); Scuola, caos nomine e i supplenti non arrivano (12 set 2020 La Repubblica ); Graduatorie supplenze, i sindacati inviano una diffida alla Azzolina: "Errori macroscopici". Ministero: "Ingiusto parlare di caos" (2 settembre 2020 Il fatto quotidiano); Graduatorie e punteggi sbagliati, è caos per la nomina delle supplenze (8 settembre 2020 torino.corriere.it/scuola). E quest'anno? Proprio lo stesso copione: docenti nominati che devono fare i conti con il malefico algoritmo, errori ed equivoci infiniti, operatori sindacali con le mani ai capelli, funzionari degli uffici scolastici provinciali in surmenage e, di fatto, poco o nulla accessibili per i docenti nominati e protestanti.
Ecco come funziona la scuola. Nomine per le immissioni in ruolo da GPS, che quindi possono determinare il percorso lavorativo per tre anni, vengono gestite in via telematica, con tutti gli errori che ne possono conseguire e che il "fattore umano" potrebbe correggere immediatamente. Siamo tutti, in quanto cittadini, sottoposti alla burocratizzazione e alla informatizzazione del mondo; immaginiamo che nessuna persona ragionevole si scagli contro la tecnologia in sé e per sé. Ma è l'uso che se ne fa che è preoccupante: Ora, è evidente che i call center sono quasi sempre macchine infernali per chi ci lavora e per chi ad essi si rivolge, è chiaro che la customer satisfaction è la foglia di fico che segna il passaggio epocale dall'affermazione "il cliente ha sempre ragione" all'altra più veritiera - e cioè che il cliente ha sempre torto; è vergognoso che, per compilare un modello 730 anche un laureato debba spesso rivolgersi a professionisti. Altrettanto vergognoso ma più preoccupante è il fatto che l'Amministrazione tratti i propri dipendenti come servi senza diritti. Soltanto il considerare la massa dei precari in stato servile può giustificare i tempi stretti in cui le operazioni vengono gestite, la messa in campo di procedure che segneranno per anni il futuro dei lavoratori nel mese di agosto, di fretta.
Ogni anno c'è l' Emergenza Nomine, OGNI ANNO bisogna protestare. Se questa è la "scuola affettuosa" preferiremmo una scuola anaffettiva ma giusta e rispettosa dei diritti minimi di chi ci lavora. In questi giorni la nostra sede sindacale non fa che ricevere segnalazioni: talvolta sono legate ad errori d compilazione, giustificati però dalla procedura farraginosa, altre volte si tratta di errori di sistema e malfuzionamento del fatidico algoritmo. Gli uni e gli altri casi sarebbero stati immediatamente risolti da una procedura meno affrettata e dalla convocazione in presenza dei docenti interessati (bastava la presenza telematica). Invece no: i giochi vengono gestiti non solo senza trasparenza ma anche senza la possibilità di chiarire palesi equivoci. L'algoritmo non ha ragionevolezza ed applica l'unica ragione che conosca, quella che gli è stata "donata" da programmatori che, a giudicare dai risultati, hanno anch'essi lavorato male e di fretta.
Se pensiamo che il percorso che porta alle immissioni in ruolo da GPS fermerà sulla sede assegnata il docente per tre anni, a causa del vincolo triennale, lacciuolo per legare il docente-servo al suo posto di lavoro, cogliamo in pieno la gravità della situazione. Dovrebbe essere interesse dell'Amministrazione che i dipendenti lavorino a proprio agio. Dobbiamo invece constatare che all'Amministrazione non importa proprio nulla del benessere di quegli stessi docenti la cui opera è pronta a lodare, in altri momenti, con inutile enfasi retorica. La scuola è "centrale" ma docenti stiano al loro posto, che è quello dove l'algoritmo li ha buttati, ci stiano per tre anni, tanto hanno avuto il "premio" dell'immisione in ruolo e si accontentino del magro stipendio,
E se quest'anno qualcuno si ammalerà di Covid si sa di chi è la colpa: di quello striminzito gruppo di lavoratori che non si è vaccinato. Noi, dirà il CTS, abbiamo suggerito loro tutte le norme di sicurezza possibili: bastava tenere porte e finestre aperte, perché, va da sé, non sempre si può garantire il metro di distanza. Tanto meno possiamo dimezzare il numero di studenti per aula, dirà il Ministro. A che servirebbe? La scuola è il luogo più sicuro di tutti, a scuola il Covid non c'è ed è per questo che non tracciamo i contagi. Per l'edilizia scolastica si sono stanziati un mucchio di soldi ed anche se non si sono visti cantieri aperti questo non vuol dire. Le GPS? Sono perfette, al Ministero hanno lavorato moltissimo (non ne dubitiamo: bisogna vedere come) e la scuola è pronta a ripartire iin presenza, il 13 settembre con "tutti i ragazzi in presenza ed in piena sicurezza", afferma il ministro Bianchi. Esattamente come lo scorso anno.





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