Ho rassegnato le mie dimissione da Rsu, per dare un senso al normale funzionamento delle istituzioni e alle regole democratiche
Lioumis ioannis - 05-02-2020

Il bonus merito della Buona Scuola, che gli insegnanti non hanno mai accolto con entusiasmo, anzi, spesso hanno contrastato, resterà in vigore anche nei prossimi anni. Nel testo della Legge di Bilancio 2020, infatti, questa misura è stata confermata non per essere utilizzata nel rinnovo di contratto (garantire agli insegnanti un aumento di stipendio maggiore rispetto a quello previsto (poco più di 74,00€ medi e lordi) ma per valorizzare e premiare coloro che hanno dimostrato di aver apportato un'attività funzionale all'insegnamento.
In pratica grazie anche ai sindacati cosi detti rappresentativi, poco o nulla è cambiato rispetto a prima, anzi per certi versi la situazione è peggiorata, poiché va ad aumentare la retribuzione a quelli che venivano già pagati dal Fondo d'istituto (FIS), soprattutto collaboratori del D.S.
Sarebbe un grave errore poi considerare sinonimo di logica e razionalità l'affermazione degli ideatori di questo provvedimento che, "assegnando il bonus attraverso la contrattazione d'istituto si toglierebbe il potere decisionale e si limiterebbe al massimo la discrezionalità del Dirigente Scolastico". Sarebbe come (conoscendo la maggioranza delle RSU coadiuvate dai soliti sindacati rappresentativi), dare con tanta enfasi uno schiaffo alla coerenza. Sarebbe come strumentalizzare un qualcosa ai fini politico-sindacali.
Per dire il vero però, il bonus per il merito era già diventato grazie al nuovo CCNL, materia di contrattazione, anche se, grazie ad una incapacità contrattuale o peggio ancora ad una generica sottomissione degli attori della contrattazione, ai voleri dell'autorità scolastica, non è mai stata sfruttata. Bastava solo fissare durante la contrattazione le quote di ripartizione del bonus al 100% per garantire alla totalità degli insegnanti come premio, un aumento di stipendio.
Colleghi, solo:
• Dopo la consegna delle firme a tutti i partecipanti alla contrattazione e il parere favorevole fino a quel momento della maggioranza della RSU alla distribuzione del premio al 100% degli insegnanti;
• Dopo l'immotivato rifiuto della Preside di firmare la contrattazione, nonostante la fretta iniziale di concludere tutto in giornata ovvero entro il 30 di novembre come vuole la legge. Un rifiuto giustificato con delle frasi tipo "non posso accettare le firme poiché raccolte in sala insegnanti posto non neutro, mentre dovrebbero essere raccolte in segreteria" e "sono contraria a questi metodi di raccolta firme usate dal componente RSU che vanno contro il volere della D.S. Sono metodi poco collaborativi";
• Dopo anche il lampante rifiuto dei sindacati rappresentativi di riconoscere il volere dei lavoratori, per paura di offendere la sensibilità della Preside o contradire la sua decisione o peggio ancora per far passare il loro piano B. Un piano già bocciato dai lavoratori durante l'assemblea, che sarebbe quello di far confluire tutto il bonus al FIS e distribuirlo tra i soliti che sono già pagati per i loro lavori funzionali all'insegnamento;
. Dopo anche aver assicurato un giusto contratto integrativo, portando sul tavolo della contrattazione le varie istanze e richieste dei lavoratori, emerse nelle varie assemblee interne RSU (Ata e docenti);
Come ideatore di questa iniziativa (distribuzione del premio al 100% degli insegnanti) e appoggiata dalla maggioranza assoluta degli insegnanti, ho rassegnato le mie dimissione da Rsu, per dare un senso al normale funzionamento delle istituzioni e alle regole democratiche, spesso ignorate o calpestate dai potenti di turno. Soprattutto da chi in nome dei lavoratori avrebbe dovuto difenderle.
Sono sicuro che l'unica alternativa ad un costante lamento, sia l'impegno diretto: candidiamo e votiamo allora delle vere RSU, impariamo a criticare costruttivamente, e proviamo a cambiare dal basso tutto quello che non funziona (privilegi, sperequazioni, palesi ingiustizie, precariato ecc. ecc. ecc.).
E' assolutamente necessario impegnarsi in prima persona perché, "in questo mondo dobbiamo vivere, semplicemente perché non abbiamo altri mondi in cui scappare".
Ioannis Lioumis
RLS ed ex rsu (eletto col sindacato Politeia Scuola) del liceo scientifico Tassoni di Modena


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