Diario 24 Aprile

(In un consiglio di classe)
Cari colleghi, questa sarebbe una bella classetta, peccato che ci sono quei 4 o 5 elementi che la inquinano.
Potresti eliminarli, dico anche fisicamente... (penso di scherzare).
Si dovrebbe...fa lui molto serio.
Discorsi come questo nascondono una visione del mondo. Nascondono o palesano la condizione attuale della scuola, della maggior parte della scuola. Che e essenzialmente contro ogni ipotesi di scuola democratica. Mi costruisco la mia bella classetta a mia immagine e somiglianza, tengo lontano tutti gli importuni ... e vai!
Sparo nel mucchio, e se colpisco qualcuno che voi che sia. Sono solo nomi che si sovrappongono.
Sono passati ormai 50 anni da Lorenzo Milani e dalla Lettera ad una professoressa. Con un discorso del genere, possiamo archiviare il problema? L'abbiamo già archiviato!
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Colloqui con i genitori.
Dall'espressione e dall'atteggiamento dei genitori, si riesce a capire molto anche della psicologia dei figli studenti. Non è una regola generale, non vale per tutto e per tutti, ma spesso capita che il tassello mancante per la conoscenza di un alunno, ti possa venire propria dalla personalità di un genitore o da tutti e due. Hai voglia di dire che l'insegnante non deve fare anche lo psicologo. Che non è una sua competenza. A parte che non si sa da dove sia venuta questa idea restrittiva e restringente, c'è che se anche non vuoi devi fare cose che sono propedeutiche al mestiere di insegnare. La pluri-competenza del docente stenta a farsi strada, solo che poi, alla fine, le caratteristiche che un insegnante deve avere per forza nella scuola contemporanea, sono cambiate e sono aumentate. Indipendentemente dalle teorie...
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Atmosfera svaccata, poca voglia di lavorare che si legge in faccia ai ragazzi, ma lo si sente nell'aria che impregna la classe. In questi casi guai a non reagire, si rischia di fare un errore madornale...quindi, siccome abbiamo l'ora dedicata alla lettura del giornale, questa volta prendo io l'iniziativa di proporre un argomento invece di chiedere a loro. Scelgo due articoli e li leggo. Sono su argomenti attinenti alla loro materia professionalizzante (si dice cosi, è brutto ma mi piace).
Uno e su una famiglia di pasticcieri siciliani che hanno rinnovato negli ultimi decenni il settore dolciario con la riscoperta di alcuni elementi base della tradizione regionale. L'altro sulle isole veneziane dove si coltiva il carciofo e alcune specie di erbe e spezie. Mentre leggevo facendo in modo di non essere troppo monotono, ho visto qualcuno tra i banchi che ha alzato gli occhi, ha avuto un guizzo, un sussulto. Ecco, questi tre o quattro che hanno reagito sono il compenso della giornata che era nata male. Almeno questo.
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Come si misura la competenza? Bella domanda, mi dice l'esperto. Anche tra le competenze esiste una gerarchia. Sì, ma solo che non si può usare la stessa griglia di voti che usiamo per le altre cose, sarebbe una confusione in più...o forse va bene lo stesso usare un'unica griglia, chissà? Mentre si discute del nulla, dagli Stati Uniti, da dove era partita la fissazione delle competenze, si ritorna in grande stile alle conoscenze.


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