Stiamo sbagliando strategia
Gianfranco Scialpi - 26-05-2015
E' un periodo caldo per le scuole. Essa è uscita dalle "grotte" nelle quali vive per la maggior parte dell'anno. Gli unici momenti di visibilità, infatti, sono l'inizio e la fine dell'anno scolastico. Quindi ben vengano tutte queste attenzioni, grazie alla "Buona scuola"
A mio parere, però, stiamo intraprendendo una lotta destinata al fallimento. Le nostre proteste si stanno concentrando su aspetti corporativi ( ad esempio la chiamata diretta dei Presidi ). Questa nostra strategia fa il gioco del governo che in questo modo nasconde i veri problemi della scuola, privandoli quindi di una soluzione. Stiamo aiutando Renzi a parlare di "fuffa", di aspetti marginali che però hanno una grande presa sull'opinione pubblica, spostando così l'attenzione da sé e dalle proprie responsabilità e lasciando sul banco degli imputati gli insegnanti e la loro scarsa propensione alla valutazione. Stiamo favorendo la propaganda governativa, supportata da giornali e talk-show, finalizzata a presentarci come i "cattivi" che non vogliono la Riforma, mentre loro ( Renzi-Giannini-Faraone ) sono i "buoni innovatori" di una scuola dalla parte degli "studenti e dei genitori" Questa situazione è favorita da una scarsa conoscenza dell'opinione pubblica ( compresi molti genitori ) dei problemi pedagogici della scuola e di un diffuso analfabetismo culturale di ritorno ( il 50% degli italiani nell'ultimo anno non ha letto un giornale un libro).
Mi riferisco all'abolizione delle classi pollaio ( ormai è diventata una mia idea fissa! ) e allo stanziamento di 12 miliardi per mettere in sicurezza tutte le scuole italiane. Questi ,a mio parere, sono i veri problemi della scuola, che dovrebbero caratterizzare TUTTI gli slogan, i manifesti e altro ancora. Chiedendo il ritorno a CLASSI EDUCATIVE ( quelle attuali sono REALTA' PRIVE DI OGNI LOGICA PEDAGOGICA ) avremmo gioco facile, disputando una partita con un solo risultato: mettere il governo di fronte alle sue responsabilità, smascherando la bugia di una scuola inclusiva, impegnata per il successo formativo, il diritto allo studio e altre balle governative. Tra l'altro nessun insegnante potrebbe proporre una didattica di qualità in contesti con diversamente abili, di DSA, BES, rischiando tra l'altro di essere valutato negativamente.
Altro gioco facile lo avremmo sul fronte della sicurezza, chiedendo al governo anche i motivi della mancata realizzazione dell'Anagrafe degli Istituti (se non erro il governo doveva presentarla entro il 22 aprile ), necessaria per l'ottimizzazione dei finanziamenti.
E allora cosa aspettiamo? Le partite si decidono nel secondo tempo ( nel nostro caso il voto del D.D.L. al Senato ). Sta a noi decidere se confermare la stessa tattica di gioco del primo tempo che ci ha portato a subire un gol o cambiare strategia nel tentativo di recuperare e vincere la partita.

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