Per favore, fateci capire
Francesco Di Lorenzo - 12-04-2014
È scoppiata mezza polemica tra il sottosegretario Delrio e il ministro Giannini. Il primo dice che i tagli ci saranno anche nella scuola, la seconda dice di non saperne niente, anzi si stupisce che una notizia del genere non le sia stata comunicata.
Mentre aspettiamo che si mettano d'accordo, resta che alla lettura delle cifre del DEF (documento di economia e finanza), gli esperti dicono che nulla di buono è previsto per chi lavora nella scuola. Non ci sono soldi e continueranno a mancare, quindi il problema c'è.
Delrio parla di tagliare le incrostazioni, nel senso di eliminare gli sprechi e che i servizi non verranno toccati. Ecco, allora basta sapere quali sono, per il governo, gli sprechi e quali sono i servizi. E magari farlo sapere anche al ministro dell'Istruzione, in modo da poter chiedere (a qualcuno, a questo punto), se i precari si trovano nell'una o nell'altra categoria; se le poche ore di laboratorio rimanenti sono spreco o servizio; se gli insegnanti di sostegno e gli assistenti si devono considerare utili o inutili. E se ce lo spiega direttamente il presidente del consiglio, è ancora meglio, che lui lo sa fare molto bene, così finalmente anche noi capiremo qualcosa, magari in una sintesi presentata con delle slide. No, perché qualcuno ha fatto notare che la stessa cosa era successa nel 2008 con il ministro Gelmini. Anche lei all'inizio non sapeva niente dei tagli prepararti dal suo collega Tremonti, salvo poi diventare il più strenuo difensore del macello preparato da quel governo. Un appello al ministro Giannini: tenga duro, non cambi idea, non diventi l'accompagnatrice silente di un coltello che gira in una piaga ormai prosciugata. E comunque, si faccia dire qualcosa da quelli del suo esecutivo.

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Di tutt'altro genere la notizia che il programma Erasmus, che favorisce lo scambio di esperienze scolastiche tra gli studenti in Europa, per i prossimi sette anni avrà un incremento. Praticamente si parla di un rilancio dell'iniziativa che negli ultimi tempi aveva perso, non per colpa dei giovani, la capacità di attrarre, probabilmente per la crisi economica che anche in questo settore ha avuto i suoi effetti. Da questo punto di vista l'inversione di tendenza è evidente, semplicemente perché è stata messa a disposizione una dotazione di finanziamenti del 12% in più rispetto all'ultimo anno. Quello che i giovani cercano, ma non solo loro, è proprio questo, segnali evidenti e concreti che portino all'integrazione e allo scambio, con buona pace di quelli che vogliono meno Europa: per fare che?, starsene da soli a sprecare tempo prezioso?

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Questa notizia ci conferma che la lotta in qualche modo paga sempre. Sia il CESP (centro studi scuola pubblica), sia la 'Rete scuole ristrette', in questi ultimi anni si sono battuti contro la riduzione dell'organico per l'istruzione degli adulti, che, di conseguenza, interessava anche l'istruzione carceraria.
I punti centrali erano due: il mutato rapporto docenti e alunni, portato a 1/16, e la riduzione del 30% del monte ore rispetto alle scuole diurne di riferimento. In pratica, per le scuole serali, frequentate dagli adulti, era in vista un ulteriore taglio che avrebbe colpito anche le scuole in carcere. Da qui le iniziative volte a far conoscere il problema, spesso sconosciuto alla stessa amministrazione. La svolta è avvenuta quando anche le 'scuole ristrette' hanno avuto la possibilità di essere rappresentate nel Gruppo Nazionale Istruzione Adulti. Da lì hanno potuto informare, far conoscere il problema e finalmente dire la loro.
Le rassicurazioni sia per quanto riguarda il mantenimento degli organici che la mancata riduzione di orario, sono venute con una circolare emanata il 1 aprile scorso. Come dire, ogni tanto, qualcosa va bene anche in questo campo.
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