Il prezzo delle parole di carta velina
Anna Pizzuti - 28-11-2002

“ Io non pretendo già che debba essere lecito, ad un pulito e colto scrittore il far uso di que’ vocaboli che sono talmente municipali d’una parte d’Ialia, sì che nell’universale lingua italiana non sieno conosciuti; io non pretendo neppure che un pulito e colto scrittore ignori la grammatica della lingua in cui scrive, e macchi i suoi discorsi con frequesti errori, o barbarismi; nemmeno pretendo che sia lodevole un perfetto libertinaggio di lingua, introducendo, senza ragione ne’ scritti delle frasi o de’ modi di dire ignobili, forestieri al genio della lingua; io dico bensì che il merito della lingua è un puro merito secondario, ch’egli è un puro abbellimento del discorso; né può essere mai riguardato come un merito primario, se non se da coloro i quali non sanno far uso della miglior parte dell’uomo

(P. Verri, Pensieri sullo spirito della letteratura d’Italia, da “Il Caffè”, a cura di S.Romagnoli, Milano 1960, pp 157-8)



Appalto concorso per l’ideazione e la realizzazione di una campagna di comunicazione ed informazione integrata finalizzata a favorire la conoscenza delle innovazioni nel MIUR


Art. 1

Oggetto della gara


“ La gara ha per oggetto l’individuazione del soggetto - impresa pubblicitaria e/o di comunicazione – che dovrà predisporre una campagna di comunicazione istituzionale, mediante
a) pubblicazioni e inserti informativi pubblicitari su giornali nazionali e locali, quotidiani, periodici e free- press;
b) spot radiofonici da trasmettere sulle radio nazionali e locali;
c) spot televisivi da mandare in onda sulle televisioni nazionali e locali, anche in collaborazione e utilizzando le strutture di Rai e Rai Educational;
d) eventi , manifestazioni, incontri, sul tema dell’ innovazione del sistema scolastico;
e) prodotti informativi per divulgare il cambiamento, editoriali e/o multimediali, tesi a dare il massimo risalto alle innovazioni in corso nel MIUR;
f) mailing ed attività integrative.



Art. 2

Obiettivi e target


“ La campagna di informazione e comunicazione riguarderà il progetto di riforma del sistema scolastico italiano e le innovazioni tecnologiche messe in atto dall’amministrazione per sostenere e rafforzare il suddetto progetto di riforma.

Le domande di partecipazione presentate per telegramma, posta elettronica dovranno essere confermate per lettera raccomandata da spedirsi entro e non oltre il termine del 26 settembre 2002



E’ un documento sicuramente datato – la “politica ai tempi della destra” ha subito un’accelerazione esponenziale – ma è ancora possibile consultarlo nel suo testo integrale sul sito del Miur, alla pagina bandi_gara/allegati/capitolato_comunica.rtf
Sicuramente datato, ma istruttivo nella lettura, perché conferma e spiega la sensazione di disagio che coglie leggendo gli scarni articoli della legge di riforma ed i rari ancorchè colorati materiali esplicativi che l’accompagnano. Una sensazione di non corrispondenza con la realtà, un vago sentore di sogno, di straniamento, accompagnato da uno spostamento di significati che meriterebbero l’analisi di un linguista. Qualcuno ci si è esercitato fin dall’inizio, ad esempio su quella E pesantissima inserita tra “il sistema di istruzione E di formazione” congiunzione che non congiunge ma separa. Per non parlare della confusione e della sovrapposizione relative all’uso dei termini: Istruzione professionale e formazione professionale. Per arrivare al diritto-dovere all’istruzione ed alla formazione.
E pensare che tra gli estensori dei programi della scuola che verrà – Bossi permettendo – c’è chi individua nell’eccessiva attenzione data al linguaggio creativo una delle principali cause del disastro in cui verserebbe la scuola italiana.
E’ forse perché non voleva in correre nelle bacchettate del Senatore Valditara che il Ministro dell’Istruzione ha pensato bene di ricorrere a soggetti più esperti per risolvere i propri problemi di comunicazione, indicando esplicitamente che:
La comunicazione dovrà raggiungere, prioritariamente:
a. gli studenti
b. le famiglie
c. il mondo della scuola
d. dirigenti scolastici, docenti e personale non insegnante
creando anche qualche perplessità, suppongo, tra i destinatari del bando, in quanto risulta di difficile comprensione la separazione del punto cdal punto d Ma forse anche questo è un sintomo della necessità che qualcuno si occupi di sistemare, appunto, il linguaggio della riforma. Nei seguenti termini.

Il linguaggio della riforma

“ La ricerca e costruzione di un linguaggio chiaro per comunicare la riforma è un elemento essenziale per il successo sia della campagna di informazione e comunicazione, sia della Riforma stessa.

Il Ministero dell’istruzione ammette particolare rilievo all’obiettivo di costruire questo “ linguaggio della riforma “ in modo da facilitare al massimo la trasparenza e la comprensibilità dei cambiamenti della Scuola italiana per tutte le componenti coinvolte.

L’azienda offerente deve identificare e misurare i problemi di comprensibilità legati all’attuale “linguaggio della scuola”, definire le metodologie, le procedure e gli strumenti per l’elaborazione di un nuovo linguaggio, contribuire alla sua elaborazione ed effettuare la verifica sistematica.

Questa costruzione non deve essere solo l’opera di esperti e tecnici, ma deve emergere anche dal mondo della scuola in tutte le sue componenti. Il nuovo linguaggio della riforma deve integrarsi progressivamente nelle campagne di informazione e comunicazione del Ministero di cui è un elemento costitutivo.



Che l’apparato burocratico si fosse da tempo posto il problema della comunicazione con il cittadino è cosa nota. Esiste uno specifico progetto, non a caso chiamato chiaro, che si impegna ad abbattere questa barriera e che pure qualche costo dovrà avere, in termini di denaro, dico, oltre che di impegno linguistico. Ma tanto chiaro non deve essere al ministro, che nell’era dei tagli, delle lacrime e sangue, indice questo appalto concorso, che all’articolo 6 recita:

Art. 2


Corrispettivo dell’affidamento

L’importo dell’appalto è di euro 5.000.000,00 (euro cinquemilioni/00) esclusa IVA

La domanda è: chi ha vinto la gara?

Post Scriptum : si raccomanda la lettura dei punti chiave che dovranno essere tenuti in considerazione e divulgati mediante la campagna. E’ meglio di qualsiasi controdepliant.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf