L'ammuina dei tablet
Francesco Di Lorenzo - 13-04-2013
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



Ci risiamo. Non bastava la voglia di selezionare gli alunni migliori per la propria scuola. No. Ora si va oltre. Il liceo Beccaria di Milano, scuola statale, cioè inserita nel sistema scolastico nazionale, diventa una scuola non di tutti ma di qualcuno. Con il progetto 'Adotta un cervello', in pratica i privati entrano nella scuola dello Stato con tutti i crismi e gli onori. Infatti, il privato che finanzia, potrà esibire il suo logo accanto a quello storico della scuola. Un bel passo avanti (cioè indietro) nella confusione più totale. Altro che nuova politica, in questo modo si sta auspicando un ritorno indietro epocale. Si sta affermando il principio di una scuola sempre meno inclusiva, una scuola di élite, una scuola per pochi e per privilegiati: partendo però, attenzione, da una scuola statale che, secondo la Costituzione, dovrebbe essere libera da condizionamenti e per tutti i cittadini.

Come giustamente è stato sottolineato, il liceo Beccaria di Milano, anche senza sponsor, già garantisce un certo standard, un livello di apprendimento elevato, assicurando così, a chi lo frequenta, il sacrosanto diritto allo studio. Ma non tutte le scuole italiane sono il liceo Beccaria di Milano. Ed è proprio qui che sta il punto. Se il buongiorno, come si dice, si vede dal mattino, all'orizzonte c'è una strada già segnata, perché non credo ci siano in Italia sponsor disposti a spendere il loro marchio in scuole che non siano già perfette. Dove li trovi sponsor che investono in scuole in cui manca tutto, in scuole periferiche e dimenticate, nelle scuole che non sono in vetrina?

L'ipotesi niente affatto peregrina è che avremo la corsa ad aumentare il livello delle scuole che non ne hanno bisogno, con il risultato che il dislivello con le altre si accentuerà sempre di più e la scuola inclusiva e per tutti - della nostra Costituzione - sarà solo un sogno.

A questo punto dovrebbe essere chiamata in causa la politica, ma dov'è? Mentre non c'è un governo che dovrebbe controllare il rispetto della Costituzione, e non se ne vede l'alba, quello corrente ha fatto e continua a fare, come si dice a Napoli, 'ammuina'. Per la scuola, ci sono stati un sacco di proclami e niente di concreto. Che tutti gli insegnanti avranno un 'tablet' e che i libri di testo saranno online, sono belle parole (ma ormai neanche tanto), mentre si continuerà a non sostituire gli insegnanti, a non aver nessuno che accompagni un bambino che si è fatto male in infermeria, a tagliare le ore di sostegno e a smantellare quel poco di buono che a fatica si era riuscito a costruire nella scuola italiana. A questo riguardo, l'inefficienza degli ultimi governi e ministri dell'Istruzione è certificata: mentre in tutta Europa la quota degli abbandoni scolastici tende a scendere, arrivando al 12,8%, in Italia siamo al 17,6%. Cioè, la soglia del 10% che si dovrebbe raggiungere nel 2020 come obiettivo europeo, per noi si allontana. Sono dati Eurostat, che si traducono in situazioni che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi: il risultato è che ci sono nel nostro paese centinaia di migliaia i giovani che non studiano e non lavorano. E nessuno che cerchi soluzioni o provi ad invertire la rotta. Però, vuoi mettere? abbiamo gli sponsor al liceo Beccaria di Milano e la promessa di un tablet per tutti.



Legato a quanto detto finora, la notizia è stata data dall'Unicef, ci sono un milione settecentocinquantamila minorenni in Italia che vivono in famiglie il cui reddito è sotto la soglia di povertà. Il dato dovrebbe essere allarmante in tutti i sensi, ma nessuno o pochi ci fanno caso, salvo naturalmente i diretti interessati. La gravità dovrebbe essere sottolineata dal fatto che tale mancato benessere si ripercuote su bambini e adolescenti in età scolastica. Mancanza di benessere materiale, come quello della sicurezza o di condizioni abitative e ambientali favorevoli condizionano in modo massiccio tutto il rendimento scolastico. Che naturalmente va ad incidere laddove la situazione è già precaria, quindi maggiormente al sud e sulle famiglie disagiate del resto d'Italia. Una bella prospettiva, non c'è che dire.

Intanto noi aspettiamo, con il rischio di dimenticarci cosa.

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