Il vergognoso decreto sulla valutazione
Giuseppe Aragno - 08-03-2013
"Sì del Governo: arriva il nuovo sistema di valutazione di scuole e presidi, - titola il Sole24ore" con ineguagliabile improntitudine confindustriale. A sentire il giornale dei padroni, quindi, Il Governo - quale governo di grazia? - ha "acceso il semaforo verde definitivo" per un provvedimento inderogabile, anzi, così evidentemente urgente che - dovremmo credere - la scuola tutta era lì ad attenderlo con ansia. Un decreto necessario, perché, a quanto pare, se Profumo non l'avesse presentato, la scuola non avrebbe più saputo come andare avanti. A guidare il sistema ora sarà l'Invalsi, che dovrà rapidamente preoccuparsi di elaborare calendari di visite di valutatori esterni e definire - con quale competenza s'è visto ormai da tempo - gli indicatori di efficienza a cui gli insegnanti e i loro dirigenti dovranno rispondere.
Per il Ministero, quindi, era l'Invalsi la vera e unica urgenza della scuola morente. Quell'Invalsi da cui - sarà un caso? - proviene il sottosegretario Elena Ugolini, che si è fatta in quattro perché il provvedimento giungesse all'approdo finale. A sentire lo "smobilitato" Profumo, sembrerebbe proprio così, perché, sostiene, senza un sistema nazionale di valutazione non si accede ai fondi strutturali europei della programmazione 2014-2020. In realtà c'era tutto il tempo perché provveddese il prossimo governo e non è difficile capirlo: la decisione di approvare il provvedimento non rappresenta solo l'ennesimo, inaccettabile colpo di mano, ma un vero e proprio ceffone alla scuola e alla pericolante Costituzione.
Senza entrare nel merito di una scelta rifiutata ormai apertamente persino dagli Usa, che pure l'avevano "esaltata" e adottata nonostante il motivato dissenso della scuola militante e di moltissimi esperti, la riforma ha il segno tipico dei metodi autoritari propri della peggiore destra. Non a caso per Elena Centemero, responsabile nazionale Scuola del PdL "l'approvazione del regolamento sulla valutazione, la cui impostazione era stata voluta dal governo Berlusconi, è senz'altro una buona notizia per chiunque abbia a cuore la qualità del sistema scolastico italiano".
La verità è molto più semplice e terribilmente più grave di quello che lascia intendere la stampa padronale: il Governo Monti, che non è nato da elezioni e non è caduto in Parlamento perché, quando si è ritenuto sfiduciato, è andato a dimettersi al Quirinale, ha concluso nella maniera più coerente e penosa, la sua vita costituzionalmente anomala. L'8 marzo del 2013 è una data da ricordare. Un Consiglio dei Ministri dimissionario e scaduto, infatti, guidato da un presidente del Consiglio mai eletto, tecnico e allo stesso tempo leader di un partito politico bocciato senza appello dagli elettori, ha ritenuto di procedere all'approvazione di un provvedimento che non aveva nessun carattere d'urgenza. E' vero, le nuove Camere non sono state ancora convocate, ma questo non vuol dire che un organismo già "morto" come di fatto è il governo Monti, sia abilitato ad un "esercizio normale dei poteri". E' vero il contrario: il limite invalicabile della facoltà d'intervento del Governo è la "contingenza straordinaria".
Questo Governo, nato fuori dalle Costituzione e seccamente liquidato con un drastico no degli elettori che lo hanno impietosamente stroncato assieme ai partiti che lo sostenevano, non mette limiti all'indecenza. Il Sistema di valutazione della scuola non presenta alcun carattere d'urgenza. Urgente è, se mai, la necessità di porre rimedio all'arroganza di Monti e dei suoi ministri e c'è da augurarsi che almeno stavolta Giorgio Napolitano si ricordi di essere al servizio della più volte ignorata "sovranità popolare.
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 Paolo Poggi    - 10-03-2013
Viene spontaneo il sospetto che possa essere un tentativo di mettere in piedi l'ennesimo carrozzone che distribuirà soldi a pioggia a chi alla scuola è sempre rimasto "esterno", per non dire "estraneo". Ricordiamo che lo stesso governo, non più tardi di due mesi fa, ha tagliato di più del 30% i finanziamenti per i Fondi di Istituto destinati al "miglioramento dell'offerta formativa" delle scuole, mettendo in ginocchio progettualità, idee e iniziative. Con questi presupposti, sarà facile per i valutatori gettare ulteriore discredito sulla scuola pubblica, che tira avanti sempre più con le unghie e i denti (leggi: buona volontà dei docenti) per cercare di mantenere uno standard quanto meno dignitoso per uno stato che si reputa civile.

 Rino Facchini    - 12-03-2013
Il sistema Invalsi (sistema di valutazione nazionale "a prescindere") invia dei feedback interessanti come quelli che nelle scuole secondarie superiori i risultati medi dei licei sono migliori di quelli dei tecnici e dei professionali, e che i risultati delle scuole del centro di Milano sono sensibilmente più alti di quelli di Scampia a Napoli.

Ma questi signori forse dimenticano i livelli di partenza, e se si tira "a livella" solo a metà o a fine percorso di studi non si è capito il valore sociale delle scuola.

Possiamo mai paragonare un bambino cresciuto in una famiglia con Internet, sky, quotidiani, settimanali e buone letture con un ragazzo cresciuto per strada a pane e calci?

Si perchè "a livella" non considera il background culturale ma ci lascia il risultato finale come marchio di infamia per docenti e dirigenti scolastici che sono sotto la media.

Qualcuno ha scritto che i risultati dello studio dipendono per il 20% dalle competenze individuali e per l'80% dalle motivazioni personali.

Vi lascio immaginare le conclusioni a cui giunge un adolescente che ha come frase cult "In una giornata di spaccio guadagno quello che voi guadagnate in 3 mesi, provessò!!!" e il lavoro di motivazione allo studio che un insegnante deve praticare per convincerlo che studiare, diplomarsi, laurearsi, e lavorare magari in un call center a 1000 euro al mese, è comunque meglio che spacciare.

 Emilio    - 17-03-2013
MONTI: tecnico e allo stesso tempo leader di un partito politico bocciato senza appello dagli elettori, e allo stesso tempo, per grazia ricevuta da Napolitano senatore a vita. notevole esempio di rispetto per il "popolo sovrano"!