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NOVITA' !
BOTTA E RISPOSTA
Otto domande (e otto risposte da scoprire!) su temi e tematiche culturali.
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L'ETA'
DI
PERICLE


Pericle, chi era?
[ risposta ]
Politico Ateniese, nacque nel 495 ca e morì nel 429 a.C. Di famiglia aristocratica, diventò democratico al seguito di Efialte ma vantava una tradizione familiare in difesa del popolo e di lotta contro i tiranni. Va comunque precisato che fino a tutto il V secolo non vi furono ad Atene capi politici che non fossero di origine nobile, anche tra i democratici. Eletto stratego nel 443, guidò praticamente Atene fino alla morte. La supremazia di Pericle è dovuta unicamente alla sua intelligenza, alla sua onestà e al fascino che esercitava quando parlava. Era amato dal popolo che lo elesse continuamente stratego, nonostante subisse gli attacchi violenti degli avversari e la derisione dei poeti comici. Poco prima della morte anch'egli fu condannato ad una forte multa e deposto dalla carica. Il popolo per testimoniargli la sua fiducia, lo rielesse un'ultima volta. Morì di peste.

Qual era il suo disegno politico?
[ risposta ]
Pericle aveva uno scopo preciso, affermare Atene come potenza incontrastata e di conseguenza scontrarsi con Sparta per diminuirne il potere. Il suo programma prevedeva i seguenti punti:
  1. rafforzare la flotta per allargare i traffici economici;
  2. mantenere ben salda la lega di Delo (nome dell’isoletta del mar Egeo in cui veniva custodito il tesoro delle città alleate)
  3. sostenere tutti i democratici delle altre città e favorire i governi amici;
  4. impiantare le CLERUCHIE, ovvero, colonie militari nei territori conquistati o sottomessi, in modo da poter dare terre e occupazione ai cittadini poveri o nullatenenti;
  5. portare il tesoro della lega di Delo ad Atene per disporne a suo piacimento e aumentare l'importanza della sua città.

Quali furono le sue mosse come stratego?
[ risposta ]
In sintesi, fu antipersiano e antispartano. In particolare, si mosse in questo modo: mentre combatteva contro la Persia, mandò una spedizione militare in aiuto dell'Egitto che stava lottando per liberarsi dal giogo persiano, ma questa operazione finì con una grave sconfitta. Intanto la flotta Ateniese comandata da Cimone, sconfiggeva nel mare di Cipro i Persiani. Ma questo non bastava. Nel 448 fu perciò conclusa con la Persia la pace di CALLIA. I Greci non avrebbero interferito nel Mediterraneo orientale, e i Persiani assicuravano l'autonomia alle città greche dell'Asia minore.
A questo punto la mancanza di un nemico comune, il “barbaro” Persiano, acuì i contrasti mai veramente superati con Sparta. La rete di alleanze che l'una e l'altra città avevano fatto in Grecia, si fece sempre più precaria e instabile. Ci furono scontri tra gli eserciti della lega di Delo e le flotte della Confederazione Peloponnesiaca, fin quando non si giunse ad una pace che doveva essere trentennale.
Ma Sparta ed Atene preparavano solo il momento adatto a sferrare l'attacco decisivo, se non lo avevano ancora fatto era perchè ognuna di loro non era sicura di poter vincere sull'altra. Infatti, per ora, Sparta aveva il predominio terrestre, Atene quello marino.
Pericle convinto di dover fare una guerra contro Sparta, per prima cosa accolse nella lega di Delo la città di Corcira, che era in lotta contro la madrepatria Corinto, alleata di Sparta. Inoltre fece attaccare Potidea, colonia di Corinto, che voleva uscire dalla lega; infine vietò alle navi e ai mercanti di Megara l'accesso a tutti porti della lega, poichè si era schierata con Corinto. Chiaramente a questo punto gli Spartani considerarono rotta la tregua e con un esercito entrarono in Attica.
Si era nel 431 ed iniziò la guerra. Pericle riuscì a far accettare la sua strategia. Era inutile per lui cercare di fermare l'avanzata delle truppe Peloponnesiache in Attica, la forza di Atene era impari. Bisognava asserragliarsi dentro le fortificazioni di Atene e del Pireo, e raggiungere, attraverso la difesa della lunghe mura, il porto che lui stesso aveva fatto costruire. La città avrebbe ricevuto per mare gli approvvigionamenti necessari, mentre le sue flotte battevano le coste dei paesi alleati di Sparta, attaccandoli e distruggendo il loro commercio. In tal modo si sarebbero creati contrasti tra Sparta e le città alleate disgregando la loro alleanza. Si cominciò quindi a sgomberare l'Attica e a portare il bestiame nell'isola di Eubea. I proprietari vedevano così distruggere le proprie case appena ricostruite dopo la guerra con la Persia; i contadini dovettero lasciare i loro raccolti. Si rafforzò in questo modo il risentimento contro Pericle e contro la sua politica. In più si aggiunse un flagello non prevedibile che decimò la popolazione Ateniese, un morbo contagioso proveniente dall'Egitto che uccise lo stesso Pericle.

Quali furono gli effetti evidenti, positivi e negativi, della politica di Pericle?
[ risposta ]
Con la sua politica Pericle fece sì che la popolazione, largamente dedita all'agricoltura, si trasformasse ed aumentasse i suoi addetti nel campo dell'artigianato, della navigazione e del commercio. Ma nella democratica Atene si pensava che la sola occupazione degna di un cittadino fosse la politica, e che il lavoro propriamente detto avrebbe dovuto essere svolto dagli schiavi. Molte delle attività commerciali ed artigianali furono svolte dai meteci, forestieri che potevano risiedere ad Atene pagando una tassa speciale. Comunque la condizione degli schiavi, ovunque penosa, fu in Atene migliore che altrove. Gli schiavi e i salariati facevano fianco a fianco gli stessi mestieri, e questo era malvisto dagli antidemocratici i quali si lamentavano perchè non potevano malmenare liberamente per strada uno schiavo: infatti era impossibile distinguerlo da un cittadino libero. Intanto nessuno metteva in discussione l'esistenza degli schiavi poichè erano necessari al funzionamento della città, ed erano considerati dal padrone come animali o oggetti privi di ogni diritto.
Le donne per lo più erano relegate nel gineceo, la parte della casa dove avevano libero accesso solo gli uomini della famiglia, e dove provvedevano ad educare i figli. Non partecipavano alle discussioni ed uscivano raramente. Solo le prostitute e le donne non libere affollavano le strade.
In campo architettonico Pericle, con impegno e grande elargizione di fondi prelevati dal tesoro della lega di Delo (ma non solo), cominciò in modo decisivo la ricostruzione di tutti gli edifici sacri dell'Acropoli che erano stati distrutti durante l'invasione della Persia. I lavori della ricostruzione erano presieduti da Fidia, suo amico, considerato il più grande scultore greco insieme a Policleto. Fu questo il periodo che viene ricordato e preso a modello e che va sotto il nome di Arte Greca classica. Alcune delle opere che si ricordano di Fidia sono la statua di Zeus ad Olimpia (crisoelefantina); quella di Atena, ad Atene, di bronzo; e ancora quella di Atena nella cella del Partenone. Oltre ad altre bellissime opere, si ricorda con piacere il fregio del Partenone, sul quale è rappresentata una processione di cittadini che offrono il PEPLO tessuto dalle ragazze di Atene per la dea, nelle feste Panatenee.(Le Panatenee erano feste solenni durante le quali c'erano rappresentazioni teatrali con tragedie e commedie. Altre feste di uguale importanza erano quelle in onore di Dioniso.)
Eschilo, Sofocle (stratego con Pericle e tesoriere della lega di Delo) ed Euripide, onorarono la tragedia, che fu una delle espressioni più significative della civiltà greca.

Quali azioni di Pericle (almeno due) si rivelarono importantissime?
[ risposta ]
Diede maggiore potere alla Bulè (consiglio di cinquecento membri), introdusse per la prima volta la remunerazione delle cariche pubbliche. In poche parole fece dare un gettone di presenza a quelli che partecipavano alle riunioni.
Fece ampliare il porto del Pireo e costruire le lunghe mura.

Quando l'egemonia di Pericle si trasformò in Impero?
[ risposta ]
L'egemonia di Pericle diventò impero quando tutte le decisioni all'interno della lega di Delo furono prese dagli Ateniesi; quando il Demos che comandava diventò una minoranza privilegiata; quando nel 451 Pericle restrinse i diritti di cittadinanza solo a chi avesse padre e madre Ateniese. (Prima contava solo la posizione del padre, numerosi erano i figli di Ateniesi e di donne di città alleate. Milziade, il vincitore della battaglia di Maratona, non sarebbe stato riconosciuto cittadino di Atene se ai suoi tempi fosse stata in vigore questa legge.

Quali erano le principali caratteristiche della vita nell'Atene del V secolo a.C.?
[ risposta ]
L'aspetto preminente di quell'epoca fu questo; Atene era il centro di un movimento commerciale di portata senza precedenti. Arrivavano, insieme alle merci, uomini e idee che trovavano nella città terreno fertile di incontro e di scambio. Questo rimescolamento, deplorato dai conservatori, turbava e sconvolgeva le più antiche convinzioni. Ad Atene si fermarono i più noti filosofi del tempo. Per esempio Anassagora, che fu maestro e amico di Pericle, dovette fuggire dopo che fu accusato di empietà, reo di aver voluto spiegare razionalmente i fenomeni celesti. I giovani che avevano ambizioni politiche andavano a seguire, a pagamento, le lezioni dei maestri di sapienza, i SOFISTI, i quali oltre ad insegnare a parlare, sostenevano di essere in grado di uscire vittoriosi da qualsiasi ragionamento, giusto o sbagliato che fosse.

Quali erano le abitudini quotidiane degli Ateniesi al tempo di Pericle?
[ risposta ]
Pericle nei suoi discorsi parla di vita comoda e piacevole. Bisogna però considerare sia i tempi che le risorse ed anche i costumi dell'epoca. Le case in effetti erano piccole, scomode e scure. L'acqua la si doveva trasportare dalle fontane pubbliche, le fognature non c'erano, si cucinava essenzialmente con bracieri mobili. I vestiti dopo la guerra con i Persiani divennero meno fastosi anche perchè in una città democratica fare sfoggio era visto come segno di simpatie oligarchiche. Al posto degli abiti lunghi di lino, si usò il chitone dorico di lana, corto fino al ginocchio. Scomparvero le cicale d'oro per l'acconciatura dei capelli.
Il vitto era frugale ed a base di cereali, che si consumavano sotto forma di polenta di farina macinata. Il pesce, seccato o in salamoia, accompagnava la polenta. Pane, carne e dolci, erano cibi meno frequenti e legati alle feste o ai sacrifici. Il vino era la bevanda principale. Si usava berlo con l'aggiunta di acqua in quanto berlo puro era considerato gesto da ubriaconi o da barbari. L'olio d'oliva era pregiato e il miele era considerato una delizia.

(fuori programma!) Qual era il nome della donna di Pericle?
[ risposta ]
Il suo nome era ASPASIA. Celebre etera, bella e colta, molto amata da Pericle, gli diede un figlio chiamato Pericle il giovane.
(L'Etera nel mondo greco era una cortigiana di lusso. Si distingueva dalla prostituta per lo stato di persona libera e per la raffinata educazione.)



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 Un lettore    - 12-03-2003
Un' idea molto simpatica: complimenti!

 uno studente ke doveva fare una ricerca sul partenone    - 07-01-2004
qst sit fa veramente bip.. io vi chiedo della roba sul partenone e voi mi rispondete cn pericle ke me ne frega a me di lui...

 disxata    - 10-01-2004
ma pericle aboli la legge del cittadino ateniese (sl colui k aveva entrambi i genitori ateniesi),da lui varata nel 451 a.C,x favorire il figlio???risp subito,al mio indirizzo email,xk m serve x la scuola

 samy    - 13-04-2004
assolutamente utile!!ma se mi date qlcs in+!!anke a me serve x la scuola!!

 Fra    - 06-12-2004
potete analizzare più precisamente la condizione schiavistica di quel periodo e se potete portate delle immagini"! grazie

 fabio frescura    - 12-04-2005
Questo sito non è male, solo che (quanto leggo non sono l'unico) anche a me serve per scuola e mi garberebbe molto se approfondiste specialmente la sua politica e il suo modo di pensare...
Guardate che ci conto e la prox volta ke vengo voglio vedere tt a posto CHIARO?????

 principessa lylly 92    - 14-01-2007
nn è male, ma sarebbe meglio mettere più notizie sui lati positivi e su quelli negativi della politica di pericle...mi raccomando!! nn deludetemi!!