breve di cronaca
Cosenza: liberi tutti
Repubblica on line - 23-11-2002



Applausi, fiori, e perfino dolcetti offerti dai cittadini di Cosenza. Il corteo No global per protestare contro gli arresti di Francesco Caruso e altri militanti diventa una festa. Per decine di migliaia di persone. Secondo il Social Forum, infatti, i partecipanti sono sessantamila. La Questura parla invece di trentamila. Comunque sia, una partecipazione oltre le attese. "E' lo spirito di Firenze", dice il leader dei Disobbienti Luca Casarini, e infatti c'è l'aria di una grande festa collettiva, con canzoni, animazione e mille slogan. Uno in particolare: "Liberi tutti".

Il corteo si snoda dunque senza alcun problema. Anzi, via via coinvolge la città, che partecipa in parte in piazza, in parte affacciandosi dai balconi o applaudendo lungo il percorso i manifestanti. Ad aprire, davanti al primo striscione, è il sindaco di Cosenza Eva Catizone, accompagnata dai parlamentari Paolo Cento e Niki Vendola. Dietro di loro la giunta municipale, i parenti e i familiari degli arrestati a cui si sono uniti anche Claudio Dionesalvi e Gianfranco Tallarico, i due militanti che sono stati scarcerati ieri.

Con il passare del tempo i numeri della manifestazione si fanno sempre più consistenti. Prima il leader dei Disobbedienti Luca Casarini parla di ventimila persone. Poi Vittorio Agnoletto si spinge a dire: "Siamo centomila". Di certo però il corteo si è ingrossato al di là delle previsioni, anche per la partecipazione di molti cittadini di Cosenza. E' l'intera città che sembra voler accompagnare i no global con simpatia. Da alcuni balconi vengono lanciate delle rose rosse all' indirizzo del sindaco. Un comitato spontaneo di cittadini residenti in viale della Repubblica organizza una distribuzione di dolci per i manifestanti. Applaudono anche le suore, quando il corteo transita accanto all'ospedale dell'Annunziata di Cosenza.

"E' un serpentone enorme, un'emozione fortissima", dice il sindaco Eva Catizone, che aggiunge: "La cosa più sconvolgente è che tutti i cosentini sono fuori dai balconi, applaudono, espongono lenzuola, lanciano fiori. La città ha risposto in tutte le sue articolazioni, giovani e meno giovani".

E' "una grande giornata di festa contro la repressione", dice Casarini, che polemizza con la Procura di Cosenza definendole "socialmente pericolosa". Molti dei manifestanti portano cartelli con su scritto "Siamo tutti sovversivi", e tutti ribadiscono un unico concetto: "Siamo qui per dire no ai reati di opinione e per chiedere la scarcerazione dei compagni arrestati"

Che non fosse l'atmosfera dell'assedio lo aveva dimostrato la serenità con cui la città aveva accolto i No global. Molti negozi aperti, vetrine tirate a lucido e perfino manifesti di benvenuto alla stazione. Alcuni di Rifondazione Comunista, ma uno anche del Comune con su scritto "Benvenuti ragazzi. La città di Cosenza saluta i manifestanti del 23 novembre".

Cosenza, insomma, si è preparata alla giornata con tranquillità. L'Amaco, l'azienda di trasporto urbano, aveva predisposto uno specifico servizio di bus navetta che dalla stazione ha condotto i giovani sia ai centri di pernottamento realizzati nelle Cupole Geodetiche e nei due Palazzetti dello sport, sia verso il centro della città.

Discreta anche la presenza delle forze dell'ordine. Nella stazione, dove da stamattina sono arrivati i quattro treni speciali, si sono viste soltanto le divise degli agenti della Polfer, mentre altri appartenenti delle forze dell'ordine sono in borghese. Lungo il corteo gli unici uomini in divisa sono i vigili urbani.

E quando il corteo arriva a piazza Municipio un grande applauso accoglie i No global. Dal balcone del salone di rappresentanza del Comune spunta un lenzuolo con su scritto "Giustizia e pace si baceranno". Un versetto tratto dalla Bibbia, e anche lo slogan della veglia di preghiera organizzata dall'arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Agostino ieri sera nel Duomo.

(23 novembre 2002)


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 Francesca    - 23-11-2002
Cronaca del giorno prima. Assemblea nazionale. Inizialmente avevo pensato di non partecipare, ma la curiosità è più forte di me e sono andata in ritardo, ma ero lì
l'aula magna era strapiena infatti c'erano dei controlli che in teoria non facevano passare per l'evenienza di malesseri da parte di presenti e di difficoltà varie.

L'aula magna, fino ad oggi è stata utilizzata per convegni o quant'altro di accademico e di magna sapienza, stasera era stracolma di gente di ogni
genere, e di ogni età.

La cosa che mi ha più colpito è stato il silenzio dei partecipanti, (nonostante i richiami del moderatore), e gli abbracci che avvenivano in tutte le file e in ogni settore, persone a me sconosciute che si salutavano
a distanza, dialetti e sonorità diverse che si intrecciavano e si richiamavano, ma nello stesso tempo rispettose di quanto succedeva nel palco
dove si parlava forse del rumore ci sarà anche stato, ma così contenuto e così rispettoso di
quanto si proclamava che rasentava il silenzio.
la gioia negli occhi di chi si incontrava valeva la pena di esserci.

Sono state affrontate cose di primaria importanza, il sud ribelle ha necessità di esistere, contro il salario ridotto, contro l'emigrazione. contro il ponte fra la Calabria e la Sicilia, contro il lavoro interinale..., contro l'essere di serie B come riassumo io, contro gli
imbrogli che fanno sulla nostra testa perché siamo da emancipare...

La cosa che ha dato più fastidio ai cosentini è stata la partecipazione di Ochetto, eletto alle politiche di due anni fa e che non si è più visto fino ad oggi, nonostante le polemiche in città.Questo comportamento politico ha comunque tolto la possibilità di riconferma di elezione a due nostri
concittadini (uno democristiano di sx, e uno dell'ulivo) che battagliavano per il parco della Sila o quant'altro che ci riguardava.

E'evidente che la politica gestita dall'alto non si sopporta più, a me tutto questo fa ricordare le assemblee femministe del "Via del Governo Vecchio" di trent'anni fa (mamma come sono grande!), ritrovo le stesse modalità che ora sono di dominio pubblico, finalmente!

Comunque solo qualche fischio e poi la calma, ancora una volta la tolleranza ha avuto la meglio, la tolleranza, non la stupidaggine di partito o di
leader che accetta solo il silenzio.

I ragazzi di oggi hanno a che fare con i due
aspetti : il sogno degli "indiani metropolitani" e la realtà razionale e pratica della politica, a me sembra un bel connubio.
Speriamo bene domani sarà una festa, il tempo promette sole...