Dio e il male: riflessioni per una classe di filosofia
Paolo Citran - 08-06-2012
Ci sembra si possano citare due brevi testi tra il serio e il faceto di UMBERTO ECO e di EUGENIO SCALFARI
.
Scrive Eco: Il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa nel seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio.
La posizione di Eco viene così riassunta da Eugenio Scalfari: la Creazione può anche contenere il Male oltre che il Bene senza con ciò cessar d'essere opera di un disegno intelligente. Ma se uno dei suoi elementi costitutivi è la Stupidità, allora vuol dire veramente che Dio è morto e anzi che non è mai esistito.
Quella di Eco è, secondo Scalfari, una battuta profonda e, nel passare dall'universale astratto a quello concreto, ricorda un aneddoto su Benedetto Croce, che, dopo un incontro con un filosofo in erba, l' avrebbe chiosato con un "La cazzità, categoria dello Spirito".
Si tratta di un quesito radicale, anche se espresso con ironia.
Quel che qui ci interessa rilevare è il richiamo dei due grandi intellettuali laici ad un antico dibattito, che vide per esempio su posizioni opposte Agostino ed i Manichei.
Viene a nostro avviso messo in campo, seppur in maniera non del tutto esplicita, un argomento, se non probante, almeno fortemente persuasivo a proposito della non esistenza di Dio, che potrebbe essere così espresso:

Se esiste Dio, da dove proviene il Male? Ma il Male c'è. E allora, dov'è finito Dio?

Particolarmente significativo sul piano del vissuto esistenziale, ci pare in un simile contesto porre il problema del senso del dolore.

Tags: Bene, Male, Esistenza di Dio, Teodicea, Insegnamento critico della filosofia, Scalfari, Eco, Agostino, Mani, Manicheismo, etsi deus non daretur


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Stefano De Stefano    - 09-06-2012
Bene! Non potendo più discutere di questioni che concretamente condizionano la nostra esistenza, poiché a noi lavoratori non ci si sbatte più nessuno, cominciamo con i crampi mentali.
Non condivido.

 Paolo.Citran    - 09-06-2012
Bene! Buttiamo via il pensiero critico e la filosofia e cediamo le armi (della riflessione critica) al pensiero unico!
Nessuno esclude la politica, il sindacato, ecc.

 Stefano De Stefano    - 11-06-2012
Chiedo scusa per il modo avventato con cui mi sono espresso: non avevo intenzione di ironizzare sul contributo del preside Citran.
Continuo a ritenere, però, che qualunque dibattito sulla esistenza o non esistenza di Dio ( e annessi e connessi) sia:
a) del tutto fuorviante per un pensiero critico;
b) surrettizia espressione proprio del cosiddetto pensiero unico che, discutendo di Dio, veicola l'attenzione su un terreno infido e completamente slegato dai bisogni concreti e socialmente determinati degli individui.
Ebbene sì, sono un veteromarxista!