Democrazia partecipativa
Carta - 16-11-2002
Nella crisi della democrazia europea la ricerca della cittadinanza universale. Il processo di costituzione dell'Europa politica. Cittadinanza universale e democrazia europea. Una diversa integrazione europea. La democrazia partecipativa per un'Europa democratica.
Coordinano Franco Russo (FSE) e Sophie Safari (FSU Francia)
Carmem San José (Iniziativa per la Carta dei diritti sociali, Madrid)
"Vogliamo dare delle alternative per un'Europa diversa. Guerre e povertà mostrano la faccia del capitalismo. Il liberalismo porta mancanza di democrazia. La politica economica europea va cambiata".

Luigi Ferraioli (Giurista, Italia)
"FSE è un grande atto di democrazia, il primo embrione di una società civile europea. C'è un vuoto di partecipazione popolare nel processo per la Costituzione Europea". Ha segnalato i difetti del processo di elaborazione della Costituzione: svuotamento dei diritti sociali; assenza di norme che vincolino l'Europa alla pace; rischio di nuovi nazionalismi; chiusura dell'Europa.

Titi Di Salvo (CGIL)
"I sindacati devono mobilitare la società perché la Costituzione abbia al centro i diritti sociali".
Boaventura Sousa Santos (Università Coimbra)
Sottolinea le richieste dei popoli africani, asiatici e sudamericani: "l'Europa tutta deve sostenere la lotta contro la guerra; rispettare la diversità culturale; proteggere i diritti sociali; eliminare la discriminazione; imparare dal Sud del mondo (ad esempio, dalla democrazia partecipativa brasiliana).

Pierre Barge (Comitato per la cittadinanza e i diritti fondamentali, Francia)
"Se vogliamo un'altra Europa dobbiamo organizzarci. I diritti devono essere riconosciuti anche agli stranieri che vivono in Europa."

Antonio Manitakis (Università Thessaloniki Grecia)
"Non si può costruire una cittadinanza solo sulla base di una Carta senza prima costruire una democrazia, capace di sostenere questi diritti fondamentali."
Tutti i relatori hanno chiesto che nella Costituzione europea siano inclusi i diritti sociali fondamentali come "vincoli allo Stato e al Mercato" (Ferraioli).


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