Vales: un infuso di camomilla contro una broncopolmonite...
Maurizio Tiriticco - 11-02-2012
... che rischia di diventare cronica!

Sono in molti a chiedermi cosa penso di Vales! Penso semplicemente che non puoi valutare lo stato di salute di un infermo di cui già sai di quali medicine necessita! Andiamo a valutare come e perché uno zoppo non potrà mai gareggiare per i cento metri? E gli diciamo anche che è bravo perché riesce a fare qualche passo? Illuderlo che tutto va ben, madama la marchesa? E perpetuare così il suo cattivo stato di salute? Per me è un perdere tempo e soldi! E poi tre anniii! Un'infinitààà!!! Tre anni di carte su carte, di menar il can per l'aia! Mentre il malato magari continua a peggiorare! Possibile che non si abbia il coraggio di porre mano a ciò di cui il nostro sistema di istruzione ha veramente bisogno? L'ho scritto più volte!
In primo luogo abbiamo bisogno di una vera scuola di base decennale che liquidi per sempre i tre gradini e le tre denominazioni che vengono da molto lontano! Abbiamo sempre "appiccicato" insieme pezzi di scuola senza mai ripensarli e "ricostruirli"! E' ora di farla finita con il continuare a pensare a una scuola primaria, a una scuola media e a un biennio, che per giunta ancora non si sa quello che è e che le scuole stesse snobbano alla grande! Quand'è che riscriviamo i dm 139/07 e 9/10?
Che il Ministro Profumo metta in piedi una Commissione ad hoc che pensi a dieci anni di scuola di base obbligatoria che parta dai 5 anni di età e si concluda ai 15 con una reale certificazione di competenze di cittadinanza e culturali. Poi si pensi ai successivi trienni per attuare questo benedetto diritto/dovere all'istruzione e alla formazione fino ai 18 anni di età. Così i nostri maggiorenni non andranno più a scuola e, forti di un titolo valido, potranno misurarsi con i loro colleghi europei! E la scuola dell'infanzia la pianti di reputarsi la benemerita intoccabile! Se perde un anno, i bambini dell'era digitale ne trarranno solo vantaggi!
E che le competenze terminali dei diciottenni siano largamente comuni per quanto riguarda la cittadinanza e gli strumenti culturali a largo spettro; accanto a queste si certificheranno le competenze relative ai singoli indirizzi. E si dovrà riordinare un esame di Stato che ancora non certifica nulla!!! Dobbiamo essere convinti che un esperto in greco o in filosofia non è superiore a un esperto in amministrazione, finanza e marketing o in grafica e comunicazione. Anche un latinista o uno storico è un "tecnico"! Sempre in funzione del motto "pensare con le mani e fare con il cervello". Da quel dì che diciamo che dobbiamo liquidare le due culture, ma... mai nulla di fatto! E i cosiddetti migliori continueranno a iscriversi ai licei! Una scuola che divide, invece di unire!
L'anno che si perde in seguito all'anticipo non ricadrà sul personale docente, che dovrà essere utilizzato per dar vita al nuovo tanto da fare che si avrà sia nelle nuove prime classi della scuola di base che nei nuovi trienni terminali: ad esempio in termini di progettazione, valutazione, ricerca e produzione di materiali pluridisciplinari e modulari, prove di verifica, laboratori, attività di recupero e rinforzo, attività integrative, alternanza e via dicendo.
Insomma, se non cominciamo a pensare alla grande, faremo sempre un ritocco di qua, uno di là, senza mai riordinare i processi di educazione, istruzione e formazione: per una scuola a tutto campo e finalizzata al successo formativo di tutti i suoi alunni (vedi il comma 2 dell'articolo 1 del dpr 275/99)! Altro che tentare di "armonizzare" le Indicazioni della Moratti e quelle di Fioroni... assolutamente incompatibili! Ma, sembra che il perder tempo a chi più sa più spiace!
Tutto ciò, sapendo che c'è un mondo che cambia sotto i nostri piedi giorno dopo giorno! Ma noi giocherelliamo con Vales!!! E lo dice uno che crede alla valutazione di sistema! Appunto... di un sistema, non di una scuola malata!

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Laura Segalini    - 12-02-2012
Sono d'accordo a riordinare il corso scolastico, ma non anticipando alla scuola elementare: l'esperienza degli anticipatari ci dice che non tutti riescono ad affrontare la qualità delle proposte. Se la scuola dell'infanzia opera bene quindi fa fare esperienza , fa pensare, fa vivere ai bambini la socialità con i relativi apprendimenti sociali / dello stare insieme,con il minor numero possibile di schede prestampate e scimmiottanti quello che troveranno dopo con lo scopo " che dopo alla scuola primaria saranno bravi", la scuola primaria può operare in modo più significativo. Lo stesso vale per la scuola primaria.Toglierei qualcosa all'interno del percorso tenendo conto che sia Invalsi e altri..individuano un anello debole....in un'ottica di ristrutturazione vera sia sul piano strutturale che dei contenuti. (vedi per esempio l'odierna articolazione del programma di storia ). Ma questo prevede una formazione di spessore, accompagnata e monitorata ,sul piano culturale/professionale per tutti i docenti di tutti gli ordini di scuola. Non può certo essere una questione che si risolve con un decreto o affini come è accaduto per esempio per valutazione e dsa. E' necessario riprendere il tema della continuità/discontinuità in modo serio.

 Giuseppe Moncada    - 12-02-2012
Sono un Preside in pensione dal 2009, Dopo 45 anni vissuti intensamente nella scuola. Anche se attribuisco a Tiriticco la responsabilità di non aver mai chiarito il suo pensiero, presentato alle scuole con lo CD inviato dal Ministero, sul mdo di iniziare i colloqui di tutte le discipline in appena 60 minuti, del disatroso Esame di Stato, che ancora oggi segue la stessa procedura, farsesca, debbo dichiarare di condividere la sua riflessione su quanto afferamato dal Ministro Profumo:
"Che il Ministro Profumo metta in piedi una Commissione ad hoc che pensi a dieci anni di scuola di base obbligatoria che parta dai 5 anni di età e si concluda ai 15 con una reale certificazione di competenze di cittadinanza e culturali. Poi si pensi ai successivi trienni per attuare questo benedetto diritto/dovere all'istruzione e alla formazione fino ai 18 anni di età. Così i nostri maggiorenni non andranno più a scuola e, forti di un titolo valido, potranno misurarsi con i loro colleghi europei! E la scuola dell'infanzia la pianti di reputarsi la benemerita intoccabile! Se perde un anno, i bambini dell'era digitale ne trarranno solo vantaggi!"
La proposta di Berlinquer sulla unificazione fino ai 14 anni aveva un senso. Non fu capita, cadde il governo e fu avversata. Oggi, penso che una discussione riflessiva e priva di pregiudizi potrebbe essere dibattuta ed esaminata con serenità. Il fondo è stato toccato, dobbiamo risalire.