Un patto con chiunque
Francesco Di Lorenzo - 14-05-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Sarà pure un segno dei tempi, ma è qualcosa che dovrebbe far riflettere. La difesa più semplice, normale, chiara e sostanziale della scuola pubblica l'ha fatta, in queste ore, un partito di centro legato alla chiesa, l'Udc, attraverso il suo leader, Casini. Agli attacchi quasi quotidiani che la maggioranza e il presidente del consiglio sferrano contro la nostra scuola, quella vera, quella di tutti, quella pubblica, Casini, ribadendo di non essere contro la scuola privata, ha pronunciato queste parole: "Credo che gli italiani debbano essere orgogliosi della scuola pubblica italiana". E poi: "Noi abbiamo realizzato in questa scuola pubblica delle cose splendide: pensiamo agli inserimenti dei ragazzi diversamente abili. E' una cosa bella per i nostri figli, che così vengono a contatto con delle realtà più complesse, e per questi ragazzi, che si inseriscono in una comunità viva che li coinvolge".

Ora qualcuno potrebbe anche storcere il naso, scambiando fischi per fiaschi, ma la realtà è questa. E se pure fosse solo propaganda elettorale, Casini dice una verità. Egli afferma un'idea con cui sono sicuramente d'accordo le persone in possesso di una minima 'morale razionale storica' . Perché, e questo è il corollario, in difesa della scuola pubblica si fa poco. Gli scioperi diluiti, parziali, fatti da ogni sigla sindacale per conto proprio, sono un esempio lampante: non toccano, né tantomeno creano disagi. Sono così sfarinati e frammentari, che la protesta si perde per strada.

Siamo al punto che se ci fosse da fare un patto, con chiunque, utile a salvare la scuola pubblica, molti sarebbero disposti a farlo, anche ad occhi bendati. Ma un patto del genere, nella realtà, con chi lo fai?

Viene in mente, però, che un po' di forza in più da parte di una certa opposizione, non per unirsi all'Udc, ma per sostenere con argomenti veri e seri l'istruzione di tutti, sarebbe come minimo auspicabile. Anche perché gli argomenti non mancherebbero.



Succede poi che uno studente, in un collegamento via Web, nel corso di un'iniziativa dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia, chieda al ministro Gelmini quale libro, secondo lei, unisce tutti gli italiani.

La risposta del ministro è stata, in pratica, un elenco. Innanzitutto, ha detto, la Costituzione, poi il libro Cuore, poi la Divina Commedia e infine I promessi Sposi. Che, ha specificato, è il libro più ci rappresenta. Senza esprimere nessun giudizio sui libri elencati, perché ognuno è padrone dei propri gusti e, naturalmente, può leggere ciò che vuole. Ma ci sarebbe piaciuto se il ministro si fosse attenuta alla domanda, che era: 'quale libro?', intendendo un solo libro. E sarebbe stato il massimo se si fosse fermata al primo titolo.

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 Alessandro Chiarini    - 15-05-2011
C'è ancora tanto che si può e si deve difendere, in questa crisi terribile che attraversiamo. Tu e la tua rivista di volontari lo fate, cin tenaciae e serietà, da insegnanti, personale amministrativo e genitori, e ve ne voglio riconoscere il merito. Se i politici delle opposizioni raccogliessero certe sfide e facessero della scuola il punto forte di un programma politico vero, altro che giudici e toghe rosse. Noi avremmo da tempo voltato pagina.