breve di cronaca
Manifestazioni
Il Manifesto - 30-10-2002
Studenti in piazza contro la Moratti
Da Palermo a Torino, manifestazioni in 40 città per dire no alla riforma del governo ma anche alla guerra in Iraq. Prossimo appuntamento per tutti: il Forum sociale europeo



Uno sciopero per riportare l'attenzione sulla scuola, ma anche per dire no alla guerra e alla finanziaria. Al grido di «Più diritti, meno Moratti», centomila studenti, secondo le stime dell'Unione degli studenti (Uds), sono scesi in piazza in tutto il territorio italiano dalle città più grandi alle città più piccole: a Roma (15 mila studenti), a Napoli (ancora 15 mila), a Bologna (5 mila), ma anche a Bagheria, a Crodo e a Cerignola. «Siamo stati stupiti delle tantissime adesioni ricevute via e-mail da città in cui non abbiamo nessun contatto particolare», esulta Claudia dell'Uds. Ovunque musica, slogan e striscioni fatti in aula con lenzuola e spray, le parole d'ordine più importanti sono state il netto rifiuto della riforma Moratti e il no alla guerra «preventiva» in Iraq «nella convinzione che la pace non si ottiene imponendola con le armi, ma attraverso la ccoperazione dei popoli», dicono all'Uds. Perché uno sciopero proprio ieri? «E' stato messo su in una settimana...», giurano increduli gli organizzatori. Gli studenti hanno pensato bene di sfruttare la scia del successo della straordinaria partecipazione delle scuole allo sciopero generale promosso dalla Cgil il 18 ottobre scorso. Il mese di ottobre, nelle scuole, è stato tutto un pullulare di assemblee e iniziative. La rabbia nei giovani che sfilano lungo le strade con i cartelli sbeffeggianti il ministro dell'istruzione non si concentra solo sul progetto del governo in materia di scuola pubblica; i ragazzi respirano a pieni polmoni l'insoddisfazione che cresce nel paese nei confronti della politica del governo - a Torino hanno sfilato anche contro i licenziamenti della Fiat - per non parlare dello scetticismo diffuso nei confronti delle logiche di guerra imperanti. A questo si aggiunga l'ennesimo periodo di incertezza in cui è costretta a navigare la scuola pubblica, tra annunciate sperimentazioni e silenziosissime trattative per far approdare la legge delega in senato (forse arriverà il 5 novembre). E molti di loro già si danno appuntamento a novembre, a Firenze, per il Social forum europeo.

Ma sul piatto della bilancia rimangono la riforma degli organi collegiali, il diritto allo studio, i tagli della finanziaria. A Napoli gli studenti in corteo hanno chiesto un piano di investimento per l'edilizia: «Da queste parti le scuole sono ancora ospitate in strutture nate per tutt'altre funzioni, e se viene deciso un restauro è peggio: siamo costretti ad appoggiarci ad altri istituti andando a scuola il pomeriggio», raccontano gli studenti.. A Caserta, invece, gli studenti del collettivo per la disobbedienza sociale creativa «Aria Tesa» - che hanno sfilato insieme all'Uds - hanno celebrato il funerale della scuola pubblica, recitando l'omelia di fronte a un istituto privato.

CINZIA GUBBINI
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