breve di cronaca
Certificazioni: controlli sì, ma con cautela
Superabile - 26-10-2002
Rolando Borzetti e Salvatore Nocera rispondono ai rilievi fatti dal sottosegretario Valentina Aprea in Commissione Infanzia. Se da un parte ammettono l'uso talvolta disinvolto delle certificazioni, dall'altra raccomandano cautela, ricordando che il confine tra le varie forme di disagio tra gli studenti è spesso molto indefinito.




ROMA - Sono di precisazione e di cautela le prime reazioni alla relazione presentata dal sottosegretario all'Istruzione Valentina Aprea in Commissione Infanzia il 22 ottobre. Come si ricorderà, nell'ambito generale della situazione attuale del sostegno scolastico, il sottosegretario ha identificato due problemi, a suo dire, prioritari: troppe certificazioni sanitarie che non sempre corrispondono al vero e un numero eccessivo di insegnanti di sostegno rispetto al reale numero degli alunni disabili.
Rolando Borzetti, responsabile della sezione 'handicap' del sito Edscuola, tiene a sottolineare quanto sia indefinito talvolta il limite tra un disturbo comportamentale dovuto ad una disabilità ed uno dovuto ad una situazione di disagio socio-culturale. In sostanza, si chiede Borzetti, «perché non si dovrebbe intervenire pedagogicamente anche su queste difficoltà?».
E continua, precisando che il sostegno è indispensabile «per correggere questo tipo di handicap, come l'iperattività e la carenza di attenzione. È necessario Aiutare questi bambini a sviluppare una maggiore consapevolezza e padronanza sulla propria attività mentale, indispensabili ai fini del successo scolastico e anche per acquisire una migliore conoscenza dell'ambiente». Insomma, non si può sottilizzare sulle certificazioni rilasciate, poiché ogni situazione va analizzata in un contesto e in un tempo ben definito.
Qualche dato, secondo Borzetti, aiuta a fare chiarezza: «Da una analisi effettuata nel territorio di Pomezia e Ardea, per esempio, e parlo anche sulle diagnosi, emerge che solo il 40% di handicap è di origine fisiologica, mentre nel rimanente 60% dei casi la componente di disagio sociale è se non preponderante, sicuramente di rilevante importanza. Ecco perciò come questi elementi di disagio socio-economico possano essere determinanti anche per il verificarsi di fenomeni di dispersione scolastica».
«E' indubbio che ci siano certificazioni facili da parte delle Unità di neuropsichiatria Infantile» conclude Borzetti, «ma è anche vero che se si tolgono risorse alla scuola, e parlo di insegnanti, questi bambini verranno emarginati».
Per Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish, non si può scaricare sulla disabilità il peso dei dubbi e degli oneri economici che gravano sull'integrazione scolastica. «Che ci siano certificazioni troppo facili e qualche volta superficiali, è possibile; ma è anche vero che la scuola pubblica non fa niente per contrastare con mezzi idonei ed efficaci le altre forme di disagio sociale che causano negli allievi difficoltà di apprendimento».
Secondo Nocera, se il Governo è convinto di quanto è stato affermato dal sottosegretario Aprea, ha tre strade di fronte: «Denunciare per falso le Unità multidisciplinari che fanno le certificazioni, oppure, in quanto atti pubblici, rispettarle e recepirle o, ancora, cambiare il criterio di verifica della disabilità, prendendo atto delle nuove disposizioni dell'Organizzazione mondiale della sanità».
Riguardo, infine, al numero eccessivo di docenti rispetto ai ragazzi, Nocera fa una precisazione, ovvero che gli insegnanti di sostegno non sono legati al numero di certificazioni emesse, ma i docenti in deroga sì. Un invito, neanche tanto fra le righe, alla cautela quando si parla di numeri e di rapporto tra docenti e alunni con disabilità.
Intanto, dalla Commissione Bilancio del Senato si dà il via libera alle misure per la razionalizzazione del settore scolastico. In particolare, oltre al personale che verrà ridotto nel triennio 2003-2005 di 33.847 unità, viene stabilito in 18 ore settimanali l'orario di lavoro per gli insegnanti. Viene fissato un tetto per l'assunzione di docenti di sostegno, anche se il numero deve essere definito. Infine, tagli confermati anche per il personale ausilario che dovrebbe scendere di 5700 unità nel 2003, 8.900 nel 2004 e 12.100 a partire dal 2005.
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