Voi protestate, noi smantelliamo...
Francesco Di Lorenzo - 02-10-2010
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Per il presidente del consiglio va tutto bene. Nelle nostre scuole non ci sono stati tagli, ma razionalizzazione, parola che ritorna, delle risorse. Perché "la sinistra" aveva usato la scuola come ammortizzatore sociale assumendo duecentomila insegnanti in più (guarda caso proprio il numero dei precari).
È evidente che le proteste non sortiscono effetto alcuno e neanche generano qualche dubbio che forse, negli uomini di buon senso, porterebbe almeno al silenzio.
Eppure, da parte degli insegnanti le idee con i fatti, non ancora troppo generalizzati, ci sono. Blocchi delle gite, degli straordinari, rifiuto di partecipare alle attività aggiuntive, dimissioni dagli incarichi, ma chi dovrebbe sentire fa finta di niente. Fischia con il naso per aria. (Si spera che tale dissennatezza porti ad una qualche forma di dissoluzione).

Per intanto, anche il consiglio di Stato, dopo il Tar ed il Cnpi, si esprime negativamente sulla riduzione dell'orario settimanale delle lezioni nelle classi degli istituti tecnici e professionali. Ma il Miur ha fatto prontamente sapere che se ne frega. Niente cambierà, naturalmente.

Invece, il ministro Gelmini, il ministro del lavoro e la regione Lombardia, hanno siglato un accordo affinché i ragazzi, in sostituzione dell'ultimo anno di obbligo scolastico, possano conseguire una qualifica professionale lavorando in azienda anche a 15 anni. Come dire, più apertamente di così che dobbiamo fa': smantelliamo l'istruzione pubblica invece di potenziarla fino ai 18 anni come si dovrebbe, diamo tutto nelle mani dei privati. E chi si è visto si è visto.

Infine, da un'indagine condotta sugli studenti emerge che tra le varie richieste fatte alla scuola italiana, tutte da prendere nella giusta considerazione, ci sia anche una parte relativa agli ambienti e alle attrezzature. Li vorrebbero più funzionali, meno fatiscenti, puliti, curati, attrezzati, anche in parte personalizzati (richiesto l'armadietto personale). Ma questo in un paio di scuole per ricchi già c'è. Per ora basta e avanza!

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