Perchè il 18?
Arturo Ghinelli - 12-10-2002
Perché, pur essendo un uomo di scuola, non farò sciopero il 14 ma il 18 ottobre?
Perché lunedì scioperano CISL,UIL e SNALS che sono, se non proprio favorevoli, sicuramente tiepidi nei confronti della riforma Moratti, mentre io sono decisamente contrario. Tanto contrario da non accettare ogni proposta "bipartisan" anche quando è avanzata da persone serie come l'ispettore Cerini o l'ex-direttore regionale Barbieri. Lunedì sciopera anche la Gilda che è sicuramente contraria alla riforma Moratti, ma da Gilda mi divide l'idea di chiedere un contratto separato per gli insegnanti, abbandonando al loro destino i più deboli: i bidelli e gli ATA. Tanto è vero che Gilda ha proclamato sciopero solo per i docenti, perciò essendosi accodati a questo sciopero anche CISL,UIL e SNALS lunedì, in base alla legge che lo regola , sarà vietato scioperare per i non docenti e gli ATA che lo faranno saranno gli unici ad andare incontro a forti multe. Niente multe invece per chi sciopera venerdì 18 perché quello indetto dalla CGIL è uno sciopero generale e quindi possono farlo anche i bidelli penalizzati dalla finanziaria, che prevede di licenziarne il 20%.Ed ecco la ragione fondamentale perché aderirò allo sciopero generale: perché quando ho letto la bozza di finanziaria ho capito che Tremonti aveva ottenuto l'interim dell'istruzione tanto che la generalizzazione del maestro unico da obiettivo pedagogico era diventato obiettivo economico, con buona pace del prof.Bertagna. Adesso l'hanno tolto ma ho il legittimo sospetto che alla prima occasione lo torneranno a tirar fuori e sarà soltanto per risparmiare e non per tutelare il bambino da un presunto eccesso di figure adulte nella sua formazione.
Infine una ragione familiare. Sciopererò con mia figlia che è diventata una co.co.co.
Padre e figlia insieme perché lei abbia diritto ad un'occupazione ed io ad una pensione dignitosa.
Potrei citare ragioni più personali, quali ad esempio che sono nipote di uno degli operai uccisi il 9 gennaio 1950 davanti alle fonderie perché chiedevano un posto di lavoro, esattamente come mia figlia oggi. Ma questa è un'altra storia e preferisco appellarmi alla legge sulla privacy.
Ho aderito all'appello di Emergency "Fuori l'Italia dalla guerra" e Berlusconi ha ancora l'interim degli esteri. Spero che sia chiaro adesso perché sono costretto a chiedere le dimissioni dell'intero governo a gran voce in Piazza Grande durante lo sciopero generale della CGIL di venerdì 18 ottobre.
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 Gianni Mereghetti    - 12-10-2002
Una voce fuori dal coro in merito alla settimana “rossa” verso cui stiamo andando. Se sullo sciopero del 18 ottobre neanche chi lo ha organizzato ha dubbi circa la sua natura prettamente politica, mi spiace, ma anche lo sciopero della scuola del 14 ottobre è di tipo politico!

Del resto la motivazione principale di questo sciopero è protestare contro la politica scolastica di questo ministro, il quale, in opposizione agli indirizzi costituzionali ricordati autorevolmente dal Presidente della Repubblica durante lo School Day, non farebbe altro che perseguire una “scientifica penalizzazione e progressiva marginalizzazione del sistema scolastico pubblico statale”.

Questa accusa non è suffragata da nessuna prova, anche perché il ministro Moratti tutte le energie le sta dedicando alla scuola statale; si potrà discutere il modo, ma non che sia così! E’ quindi un luogo comune quello per cui si dovrebbe aderire allo sciopero e scendere in piazza, il che la dice sul suo significato!

Non possono essere nemmeno i tagli agli organici della finanziaria a motivare in questo momento uno sciopero. Se infatti si leggesse la finanziaria 2003 si capirebbe che essa non ha come obiettivo la riduzione del personale docente, ma la razionalizzazione della spesa per l’istruzione. E’ per questo che gli insegnanti dovranno fare diciotto ore di lavoro in classe ( norma già presente nei contratti sindacali e nella finanziaria dello scorso anno, e comunque non vedo perché mai non dovrebbe essere così!), e che gli organici del personale Ata, gonfiati oltre il sopportabile da Berlinguer e De Mauro, dovranno tornare ad essere in numero ragionevole. Se c’è una cosa da rimarcare e su cui vigilare di fronte alla necessità di razionalizzare la spesa per l’istruzione è che si dovrebbe investire di più sull’insegnamento, quello reale che si fa ogni mattina in classe, senza far rientrare dalla finestra quei progetti che sono stati buttati fuori dalla porta. Nulla contro i progetti, ma molti si possono fare anche oltre le diciotto ore di lezione!

Infine non regge nemmeno uno sciopero per il contratto, in quanto si tratterebbe di uno sciopero preventivo, della stessa natura della guerra che Bush vuole fare all’Irak. Uno sciopero per il contratto oggi non avrebbe senso, anche perché i sindacati non hanno ancora dichiarato che cosa effettivamente intendano contrattare. Non mi riferisco alle piattaforme sindacali, lette e rilette, ma come tutti sanno fumo negli occhi, mi riferisco a quello che i sindacati mettono sul tavolo realmente! Infatti grande è il timore che barattino quattro euro per mantenere gli insegnanti sul carrozzone statalista della scuola, così che di professionalità docente per altri dieci anni potremo ancora e solamente riempirci la bocca. Per questo prima di scioperare contro il contratto capestro che il governo intenderebbe imporci, i sindacati ci dicano le loro intenzioni effettive!

Si va così verso uno sciopero della scuola, privo di motivazioni sindacali, ergo ……

 Amelia Goffi    - 12-10-2002
Sono d'accordo! Anch'io sciopererò il 18 perchè questo governo mi fa paura, perchè la scuola rischia di essere ulteriormente declassata e comunque sfruttata, perchè in modo sotterraneo ci sono scelte che portano dalla parte opposta rispetto a quanto abbiamo fatto finora ( io mi occupo di Intercultura: lo sapete che la Moratti ha cancellato tranquillamente la Commissione Intercultura ministeriale? tanto a che serviva?! ).
Insomma non ci sono solo i soldi in ballo, problema senz'altro dignitoso per cui scioperare, visto gli stipendi, ma la nostra dignità e il nostro futuro! Per questo soprattutto sono d'accordo con l'articolo e con lo sciopero generale. Non è momento di particolarismi alla Gilda, penso sia il momento di lottare fin che ce la facciamo.

 Valentina Tortul    - 13-10-2002
pienamente d'accordo! ciao!
Valentina

 Collini Edera    - 13-10-2002
Anch'io sciopero il 18 ed è buono per me sapere che ci sarai anche tu.

 Marina Fasce    - 17-10-2002
Vorrei precisare che il numero di Ata presumibilmente "gonfiato" negli anni scolastici precedenti è servito a coprire scuole che di Ata aveva terribilmente bisogno e che non ne avevano mai avuto in organico. In passato, infatti, i collaboratori scolastici erano di competenza degli Enti Locali, e non tutte le scuole avevano il privilegio di avere tale personale... passando la competenza al Centro, si sono risolti le gravissime carenze. se poi ci sono sprechi da altre parti... i grandi numeri vegnon sempre letti e interpretati in modo differente dalla differenti fazioni!comunque credo che con la parola "razionalizzazione" molti nascondano l'intenzione di fare tagli. che dire dei tagli degli insegnanti di sostegno? ed altro ancora? mi sembra davvero che logiche economiche predominino su tutto, e solo talvolta vengono cercate logiche pedagogiche a sostenerle o a coprirle. Quando le si trovano... lasciamo perdere! se in Italia la mentalità per la ricerca e la sperimentazione ha sempre fatto fatica a decollare... oggi le "sperimentazioni" si fanno in fretta e furia... dando un colpo di spugna al passato, ignorando quel che di buono è stato già compiuto.