breve di cronaca
Un docente vittima della Bossi Fini
Articolo21liberidi - 08-10-2002
E’ finito nel tritacarne legislativo della Bossi&Fini. Così. Come uno dei tanti desaparecidos che sperano in una vita migliore e la concludono nel gran calderone dell’immigrazione all’italiana. Questa è la storia di Dioniso Bernal, cittadino americano “emerito”, luminare e docente di Ingegneria civile alla Northern University di Boston. In pillole, non potrà insegnare per un anno al Politecnico di Torino… perché le quote d’ingresso dei cittadini stranieri – disposte ogni anno per decreto dal ministro Bobo Maroni – risultano… esaurite.

Della serie: basta, non c’è più posto per nessuno. Neanche per un “cervello” straniero che aveva accettato di insegnare qualcosina ai futuri ingegneri di casa nostra. Di più. Il professore americano, pur di accettare l’invito dei colleghi torinesi, aveva rinunciato alla sua cattedra negli States, a metà del suo stipendio e aveva anche disdetto il contratto d’affitto della casa. All’ignaro intellettuale, non è rimasto altro che prendere atto della sconvolgente decisione del Governo made in Italy e soprattutto di starsene a casa sua. Forse, la soluzione migliore dall’inizio. Ma c’è un particolare. Mister Bernal, non poteva sapere che in Italia, ci gioviamo della presenza e delle azioni di due “luminari” della politica, due veri statisti: Umberto Bossi e Gianfranco Fini.
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