Le precisazioni del Comitato di Rinascita sono fuorvianti
Gemma Gentile - 14-04-2009
Che risposte sono, visto che non entrano nel merito delle questioni poste?


Il comunicato, dedicato ai rilievi mossi da insegnanti che lottano contro lo sfascio in atto della scuola pubblica e che sono stati negativamente colpiti dalle notizie diffuse dal dirigente dell' Istituto Rinascita circa pratiche contrattuali in atto nella scuola le quali si presentano in modo inconfutabile in linea con il DDL Aprea, ha la pretesa di dissipare la confusione creatasi. Purtroppo a me sembra che confermi tutte le impressioni negative, nella vuotaggine della risposta.

1) La storia della scuola media Rinascita con le sue lotte nel 2004 alla controriforma Moratti e la difesa del tempo pieno, tutti la conosciamo e proprio questo vissuto comune mi ha ferita di più (e non solo me), quando mi sono trovata di fronte alle parole rilasciate dal preside Calascibetta a Il Giornale di Berlusconi. Aspettavo una smentita che non c'è stata. Al contrario, ho purtroppo avuto la conferma di quelle affermazioni con la lettura dell'ultimo bando di assunzioni. E' fuorviante rispondere alle questioni del presente contrapponendo le buone pratiche di un ormai lontano passato.

2) Prima di indire un dibattito pubblico sul destino della Scuola media, il Comitato di Rinascita avrebbe avuto il dovere di prendere le distanze, con pubblica dichiarazione, dalle affermazioni del dirigente e dalla deriva privatistica della sperimentazione dell'Istituto, visto che questo più che sperimentare una didattica migliore sembra che stia sperimentando la maniera di privatizzare la scuola statale.

3) Nella sua risposta il Comitato di Rinascita si proclama al di sopra di ogni sospetto, in nome di un illustre passato mentre nasconde nell'armadio "lo scheletro" dei bandi di assunzione per chiamata diretta, consentiti dal DM del 10 marzo 2006 della Moratti e finalizzati alla sperimentazione della sua controriforma (DL 59/04). In particolare, dal 2007/2008 in poi i poteri dirigenziali di fatto sono stati ampliati , permettendo l'assunzione diretta del personale non solo in utilizzazione, ma anche con titolarità se graditi al dirigente e con la conseguente ulteriore diminuzione della libertà di insegnamento, vista l'accentuazione del carattere di subordinazione del personale come si evince ad esempio dai seguenti articoli:

8.3 Nel corso dell'anno scolastico 2009-2010, secondo i tempi e le modalità che saranno comunicati dalla scuola, i docenti utilizzati di cui al primo comma potranno presentare al Dirigente Scolastico una formale richiesta per acquisire il gradimento ai fini della stabilizzazione della sede di titolarità presso l'istituto Rinascita a partire dal 1 settembre 2010. I docenti si impegneranno a svolgere nell'Istituto il proprio servizio almeno per il periodo di durata della sperimentazione autorizzata, salvo il sopravvenire di eventuali gravi motivi che ne impediscano la permanenza.

8.4 Nel caso in cui venga a mancare il gradimento o non venga presentata la domanda, il docente non potrà essere stabilizzato presso l'istituto Rinascita.


e dalla circostanza che i docenti che partecipano al bando devono sottoscrivere il "Patto per lo sviluppo professionale". Cito solo tre fra tanti punti elencati nel patto come requisiti che il docente è in obbligo di garantire:

2.1.2 È disponibile a far parte degli organi di gestione della scuola e a svolgere gli incarichi assegnati dal Dirigente scolastico

2.1.3 È disponibile a collaborare con altre scuole, enti, istituzioni

2.1.4 È disponibile a essere flessibile nelle relazioni, nei ruoli, negli orari


Un'altra osservazione concerne anche qui il divario tra i testi dei Patti, nel raffronto tra il 2008/2009 e il 2009/2010. In quest'ultimo testo mancano tre requisiti, a mio parere, significativi in quanto tale soluzione risulta più compiacente nei confronti delle tendenze razziste del Governo. Sono stati eliminati i seguenti punti (presenti nel bando dello scorso anno), riguardanti, tra l'altro, le differenze interculturali e di abilità:

2.2.9 È disponibile a favorire la cooperazione e lo scambio interculturale

2.2.10 Riconosce il ruolo di protagonista dell'allievo e usa consapevolmente strategie per renderlo partecipe del suo percorso di apprendimento

2.2.11 Riconosce, all'interno della comunità-scuola, il proprio ruolo di educatore anche al di fuori della propria disciplina e delle proprie classi

2.2.12 Riconosce, favorisce e utilizza come risorsa le differenze: etnica, di abilità, di lingua e di ideologia.


L'ultimo articolo (il n. 12) del bando dimostra, senza ombra di dubbio per chi ne nutrisse ancora, che il rapporto di lavoro messo in essere è nettamente privatistico, nella misura in cui sancisce: "Per quanto non previsto e non in contrasto con il presente bando valgono le norme generali previste per l'utilizzo del personale di ruolo".

4) Mi attengo ai fatti e, proprio perché non mi faccio "abbagliare" da strategie informative che dividono il movimento, sono disincantata verso qualsiasi pretesa di contrabbandare cose non vere, anche quelle che pretendono di essere provate da supposti meriti di un illustre passato. La Storia ci insegna che il trasformismo semina divisioni e sbandamenti e sono davvero preoccupata per questo, proprio perché abbiamo bisogno di compattezza per sconfiggere il disegno di privatizzazione in atto attraverso le attuali leggi già vigenti o non ancora discusse Tremonti-Gelmini-Aprea. Chi divide il fronte è chi "abbozza" verso le politiche antidemocratiche in atto, chi obbedisce alla logica del "si salvi chi può", senza collaborare con quanti si adoperano veramente per difendere la Scuola della Costituzione in tutto il territorio nazionale, quella dello Stato fondato sul lavoro. Speravo perciò in una risposta ben diversa da parte degli insegnanti del Comitato di Rinascita.

Un'ultima domanda: come potete pensare che coloro che hanno combattuto e combattono per la scuola da tanti anni non notino la contraddizione tra la teoria e la pratica di chi si dichiara contro Gelmini ed Aprea e poi attua la privatizzazione? Quando il Comitato, alla fine del suo articolo di risposta, invita ad uscire "da una posizione puramente difensiva e soprattutto non lasciando la parola d'ordine dell'innovazione a chi consideriamo il nostro avversario: la controriforma del Ministro Gelmini e la proposta dell'onorevole Aprea", non crede che sia troppo visibile, per chi ha un minimo di capacità critiche ed è dotato di buona fede, l'uso in voga in questa cosiddetta epoca berlusconiana del solito slogan di appello ad un falso progressismo, per propagandare invece le vecchie soluzioni reazionarie che prevedono lo smantellamento dei diritti conquistati? Infatti, alla luce di come opera l'Istituto Rinascita, ritengo che l'invito ad abbandonare una "posizione puramente difensiva" e il richiamo alla "innovazione", mascherino il cedimento più totale alla controriforma in atto. Non si combatte una legge di disintegrazione della scuola statale, anticipandola e gestendola in proprio!
Vorrei sbagliarmi, ma allora si prendano le distanze da ciò che il preside dichiara alla stampa e dall'operato dell'assunzione diretta!



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Maurizio Balsamo    - 15-04-2009
Non è in discussione il passato dell' Istituto Rinascita, ma il presente che non gli rende onore

Il Comitato per la difesa della Scuola Pubblica Rinascita-Livi. Milano ha scritto nel comunicato pubblicato su Retescuole il 12 aprile: "...Invitiamo chi ha a cuore la difesa della scuola pubblica statale di qualità a non farsi “abbagliare” da strategie informative che possono dividere il movimento. Invitiamo tutti il 18 aprile a partecipare all’incontro per parlare del futuro della scuola pubblica italiana con intenti propositivi e costruttivi, uscendo da una posizione puramente difensiva e soprattutto non lasciando la parola d’ordine dell’innovazione a chi consideriamo il nostro avversario: la controriforma del Ministro Gelmini e la proposta dell’onorevole Aprea."


Crediamo di essere abbastanza accorti per non lasciarci abbagliare dalle strategie informative dei media. Nello specifico, poi, dovreste spiegarci quale sarebbe la presunta manipolazione mediatica operata ai vostri danni. Sembra, invece, chiaro che nè voi nè il preside Calascibetta abbiate smentito alcunchè di quanto riportato nell'articolo sul Giornale di Berlusconi, al quale il vostro dirigente ha rilasciato dichiarazioni non contraddette nel vostro comunicato e quindi, ne deduciamo, da voi implicitamente condivise. Le vostre precisazioni pertanto non fanno chiarezza e non forniscono alcun elemento capace di dipanare la contraddizione di chi da un lato, qualificandosi come comitato in difesa della scuola pubblica, insiste nell'affermare la propria contrarietà alla proposta di legge Aprea, mentre nei fatti sperimenta nel proprio istituto forme contrattuali di reclutamento del personale docente antesignane della chiamata diretta prevista nel PdL 953. Inoltre, ci appare come una furbizia retorica volta ad occultare una posizione interlocutoria riguardo ai provvedimenti governativi in essere ed in fieri, la conclusione del comunicato in cui invitate ad "uscire da una posizione puramente difensiva e a non lasciare la parola d’ordine dell’innovazione a chi consideriamo il nostro avversario". Dobbiamo ritenere allora che l' "innovazione" di cui vi dichiarate portatori sia racchiusa nelle parole del vostro preside che ritiene il reclutamento degli insegnanti in proprio un valore da estendere alle altre scuole? E poi, cosa significa uscire da una posizione difensiva? Forse ritenere che il DDL Aprea sia emendabile piuttosto che da respingere così come la cosiddetta riforma Gelmini? Se così fosse, ci dispiacerebbe molto, e sareste voi a porvi come elemento di divisione nel movimento che si oppone alla privatizzazione del sistema dell'istruzione in difesa della libertà d'insegnamento e della scuola della Costituzione. Le vostre sperimentazioni privatistiche, in ogni caso, hanno poco a che spartire con l'idea di scuola pubblica che ha portato nelle piazze gli insegnanti, i genitori e tantissimi studenti che sull'Aprea hanno forse le idee più chiare di voi.

Maurizio Balsamo - Foruminsegnanti