Un vento s'è levato e soffia forte
Giuseppe Aragno - 20-12-2008
Se ne va. Un'agonia che non nega speranza alla disperazione, un silenzio più eloquente di mille parole, una successione d'eventi che non ci lascia solo le chiacchiere sull'eterna questione morale o l'inganno di luci e sogni artificiali che Natale sublima, facendo di Cristo mercato, consumo, profitto.
Vada dove gli pare, quest'anno non è venuto invano e ha torto chi dispera. Come in ogni caserma, il rancio è certamente ottimo e abbondante, la truppa marcia in riga e il morale è alle stelle. Faccetta nera non si canta ancora e la politica è sempre più malaffare, ma la Folgore ha in pugno la Campania, al Dal Molin si va come un rullo compressore e il Paese ha ritrovato l'orgoglio nazionale. Questo consegna agli archivi l'Istituto Luce, questo scrive la stampa, questo, sbattendo i tacchi, sostengono impettiti i colonnelli e questo ripetono a comando tamburini, trombettieri, porta ordini e staffette affidate alla strategia di "Porta a Porta", a Vespa e alla tattica volpina di Riotta. Combattere non serve: per ora basta credere e obbedire e, se la vita fosse davvero ciò che appare, tra fiction, reality e talk show, non avremmo problemi: piegati i comunisti, sequestrate le mele, sterminate le vipere e controllata a dovere la costola di Adamo, l'operazione sicurezza ha messo sotto chiave zingari e prostitute e abbiamo ritrovato, moderno e rinnovato, il paradiso terrestre ormai dimenticato. Al primo posto dell'agenda politica abbiamo la difesa della vita. Qualche barbone, è vero, anarchico e sovversivo, si lascia ancora morire di fame e di freddo, ma lo fa per dispetto, per screditare la carta del pane e guastare l'immagine del ministro della salute e dello stato sociale. E' vero, c'è chi muore di scuola e chi dopo un calvario, vorrebbe morire per dignità e rispetto di se stesso, ma il ministro ha bandito la crociata e, per difendere a ogni costo l'inferno d'una vita, cestina la Costituzione, ignora la Cassazione, minaccia apertamente i medici e medita di affamare gli ospedali. Anzitutto la vita. Come che sia, quale che sia, come comanda il Pastore tedesco. Per conto suo, la neotitolare del ministero della cultura popolare, moltiplica i pani e i pesci e, per dono celeste, fa funzionare alla perfezione una scuola messa sul lastrico dalla finanza creativa e dalla necessità di finanziare un sistema malato. Meglio davvero non potrebbe andare. E' vero, non spendiamo un centesimo per la manutenzione, ci sono sabotatori professionali come De Angelis e i ferrovieri, sventati e fannulloni, ci mettono lo zampino con l'errore umano. Tutto vero, ma Trenitalia ci giura e bisognerà crederci: l'alta velocità è la più sicura del mondo. Riotta insiste e Vespa lo conferma: i nostri imprenditori fanno più miracoli dei santi. Il più recente è sotto l'occhio di tutti: producono miseria e disperazione, ma continuano ad arricchirsi e sono sempre più felici e più contenti. In quanto al sistema bancario, il nostro di gran lunga è il più sicuro: tutte le volte che un banchiere ruba, noi paghiamo le spese e, per amor di patria, ci rassegniamo a un aumento d'età per la pensione. Ammortizzati i colpi degli ammortizzatori sociali, siamo un popolo moderno a all'avanguardia: i giovani, tutti più o meno precari, non prenderanno mai alla pensione e i vecchi pensionati hanno sacra la vita: ogni pensione costituisce il reddito dei figli e dei nipoti.
Se ne va, se ne sta andando e salutiamolo come merita, quest'anno dai mille volti. Vada dove vuole, è un'agonia che non manca di speranze nella disperazione e chi dispera ha torto. Fuori dalla caserma, è un terremoto. Noi siamo scettici e un poco tardi e lenti, ma non c'è dubbio, fuori della caserma è un terremoto. Una generazione di giovani s'è svegliata e tra i vecchi c'è chi torna a ragionare. Un vento s'è levato e soffia forte. La Grecia, cancellata dai telegiornali, continua a bruciare e non sono solo studenti. A Boston un manipolo d'operai ha aperto lo scontro e il capitale sembra vacillare, a New York gli studenti dalle parole son passati ai fatti e, tra proteste e occupazioni, scrupolosamente oscurate, la solidarietà con la protesta della vecchia Europa cresce veloce nell'ombra e fa pensare. in Spagna e in Francia la gioventù è in fermento e intercetta lungo il filo invisibile del web l'Onda che qui da noi non si acqueta e tiene testa al palazzo. Dall'Irak martoriato dalle bombe e dal fosforo bianco, la dignità, che sembrava sepolta, si leva come un fantasma di fronte a un potere insanguinato e vile e lancia tutto quello che ha, le scarpe persino, contro i potenti del mondo.
Dietro i sorrisi d'occasione, le riunioni di prammatica e l'ottimismo di facciata, tutti lo sanno bene, sfruttatori e sfruttati: i margini per una mediazione sono sempre più stretti e non ci sono minacce o lusinghe che possano cambiare il corso delle cose. La guerra senza quartiere, condotta con spietata ferocia contro i diritti e contro la speranza, non ci trova più inermi: un insopprimibile bisogno di giustizia sociale chiama a raccolta le coscienze libere in ogni angolo del pianeta. La caserma costruita per controllarci è assediata e sotto controllo. La storia non è finita e non si ferma.
Vada dove vuole, quest'anno non è venuto invano e chi dispera ha torto.

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 Gemma Gentile    - 23-12-2008
Hai trovato le parole giuste per descrivere il senso di questo momento storico, attraversato da eventi sconvolgenti, che stanno dispensando dolori, disperazioni, buie depressioni per tanti, eppure contengono potenziali germi di cambiamenti radicali. E' uno di quei momenti storici che spazzano le mistificazioni chiarendo con rudezza quali siano i contendenti, separando nettamente il potere e gli sfruttatori (con aiutanti vari) dagli sfruttati. Se ne avvertono i segni in quel vento che comincia a soffiare: il movimento dell'Onda che ha attraversato tutta la penisola ed è tuttora in agitazione, giungendo nel resto di Europa dove ha assunto un carattere direttamente europeo contro il Processo di Bologna, i gruppi resistenti nei territori, la notizia di una fabbrica occupata in USA, l'occupazione di una università a New York in collegamento con le università europee in lotta, la rivolta in Grecia e le continue notizie che arrivano attraverso il tam tam dei messaggi, dai mille siti di tutto il mondo...
Si prospettano anni di licenziamenti, di cassa integrazione, di chiusure di fabbriche, di scuole, di università, di delocalizzazioni.
Mi chiedo in quale parte del mondo ci sarà chi potrà comprare le merci prodotte nelle aziende trasferite altrove, visto il dilagare della miseria anche nei paesi cosiddetti ricchi; come potrà la terra sopportare più lo stupro violento che continua a subire. Mi domando fino a quando si potrà sopportare l'avvelenamento per il profitto altrui, la mercificazione della persona attraverso la vendita del proprio lavoro, la sottrazione dei diritti e della dignità.
E' vero, Geppino: "La storia non è finita e non si ferma.
Vada dove vuole, quest'anno non è venuto invano e chi dispera ha torto."