Ho paura
Marino Bocchi - 06-12-2007
Io insegno in una scuola dove i ragazzi stranieri sono circa il 30% del totale. Ho una quarta in cui gli extracomunitari sono il 50%. Faccio parte della commissione intercultura, abbiamo un sito che ho contribuito a creare , alcune mie studentesse indossano il velo, altre i costumi tradizionali dei loro paesi.

E mi fa indignare e ribollire il sangue leggere che un consigliere comunale di Treviso vorrebbe "usare metodi da SS" per gestire il problema dell'immigrazione. Ho paura, non ve lo nascondo, ed è un sentimento che mi porto dentro da alcuni anni.

Ho paura per Majda, Resilda, Precious, Basma, Jonnhy e tanti altre e altri. Ho paura per un mio caro e intelligente studente, che non è straniero ma è diverso anche lui.

Ho paura per la caccia allo straniero, al Rom, per l'invito ai cittadini di Montegrotto Terme ad emigrare dato che i migranti godrebbero in Italia di trattamenti migliori.

Ho paura perche' nelle ultime elezioni degli organi collegiali, fra gli studenti le liste di destra hanno vinto. Ho paura perchè il clima in cui sta montando il bullismo è lo stesso che sta riportando in vita il mostro del razzismo.

Sento i discorsi dei ragazzi italiani. Sento la rabbia, il pregiudizio. Tutti spacciatori, tutti delinquenti, tutti da espellere. E mi chiedo il perché.

Ho paura perché se un fanatico o un provocatore facesse scoppiare una bomba, sarebbe il disastro. Credo che non lo sopporterei. Scusate il modo diretto e un po' viscerale con cui cerco di liberarmi, scrivendone, dell'angoscia.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 l'Unità    - 06-12-2007
Immigrazione, voleva i metodi delle SS. Pioggia di querele sul leghista Bettio


«Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, dovrebbero essere puniti 10 extracomunitari». A sognare questi immondi metodi, usati nei lager dalle SS naziste, tanto per cambiare, era stata la Lega. Nella fattispecie il consigliere comunale di Treviso, Giorgio Bettio, lunedì scorso. Dopo lo sgomento iniziale, arrivano le reazioni e gli esposti alla magistratura. Così tanti che lo stesso interessato aggiusta il tiro. «È stata un'espressione dettata semplicemente dalla rabbia - si scusa Bettio -, riconosco di aver detto una cosa grave e soprattutto in un luogo sbagliato. È stato uno sfogo da osteria, non lo ripeterei né in consiglio né altrove».

Bastava fermarsi qui. Invece Bettio si è scusato a modo suo. «In aula però nessuno ha immediatamente obiettato alcunché», attacca di nuovo il consigliere comunale. La temperatura sale e anche Bettio si scalda. Così, intervistato dal Tgr della Rai, rincara la dose: «La mamma è la mamma. Tutto è partito dalle difficoltà di convivenza che sussistono nei condomini tra i nostri vecchi, le famiglie trevigiane e quelle nuove di immigrati. Purtroppo questi problemi sono avvenuti anche dove abita mia madre e lei ha subito delle minacce». Poi, la conclusione trionfalistica: in molti, «incontrandomi nei bar o per la strada, mi hanno espresso la loro solidarietà, facendomi i complimenti per quello che ho detto».

Ma c´è chi invece dei complimenti manderà altro al consigliere trevigiano. «Sono espressioni che dovrebbero fermarsi sulla soglia della buona educazione – dice senza mezzi termini il Procuratore della Repubblica di Treviso, Antonio Fojadelli -. Questa non è stata sufficiente e si continua ad alzare il tiro, stiamo andando fuori di senno, ad un certo punto è ovvio che si rischia di dover far intervenire il codice penale. Chiamarla stravaganza è un eufemismo».

L´eufemismo è talmente grave che la magistratura avrà molte querele da esaminare contro le parole di Bettio. Le sue parole hanno infatti scatenato una lunga serie di prese di posizione e di condanne o annunci di iniziative sul fronte penale, sia sul piano politico che sociale o associativo, dalla comunità ebraica all'associazione partigiani. Ilan Brauner, rappresentante della comunità ebraica di Treviso, si è attivato per proporre ai vertici della comunità romana un´azione legale contro Bettio. «Una querela - dice Brauner - a cui far partecipare l´intera comunità ebraica come persona offesa».

Il presidente dell´Anpi, Umberto Lorenzoni, non usa mezzi termini: «È assolutamente impossibile che un popolo civile sopporti simili imbecillità. Lo voglio incontrare, Bettio, per spiegargli cos´è stato il nazismo. La magistratura, anziché dormire, dovrebbe intervenire». «La frase di Bettio è delirante, ripugnante, per poter essere anche semplicemente ascoltata da chiunque in Veneto. A nessuno è concesso far cenno "ai metodi delle SS", quando si affrontano temi così dolorosi quali quelli che troppo spesso hanno a che vedere con immigrazione e sicurezza», dice ancor più nettamente il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che ha annunciato che la Regione del Veneto presenterà una denuncia esposto contro il consigliere comunale di Treviso. Anche il consigliere regionale veneto dei Verdi, Gianfranco Bettin, e il portavoce del Sole che Ride di Treviso, Paride Danieli, depositeranno un esposto presso la Procura di Treviso.

La frase di Bettio è giunta anche in Senato.«Credo che questo Parlamento dovrebbe chiedersi - ha detto Tiziana Valpiana di Rifondazione - se è normale che in un´istituzione repubblicana sia possibile pronunciare simili parole. Chiedo al ministro dell´Interno di intervenire».

 da peacereporter    - 06-12-2007
Treviso: consigliere leghista propone metodi nazisti per immigrati


Il consigliere della giunta di Treviso Giorgio Bettio, della Lega Nord, ha dichiarato che sarebbe giusto insegnare a comportarsi agli immigrati “usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari”.


La provocazione è uscita nel corso di un dibattito al comune sull'ordinanza contro gli sbandati, che prevede il pugno di ferro contro gli stranieri residenti nella città. Un provvedimento che secondo Bettio sarebbe troppo tenero. La proposta alternativa lanciata dal leghista è la seguente: mettere sotto osservazione per sei mesi gli immigrati che chiedono la residenza. Trascorso il periodo di prova le autorità dovranno seguire gli spostamenti del richiedente e controllarne i comportamenti. Se l'intero iter va a buon fine la residenza viene concessa, ma solo alla fine di altri tre mesi di verifica, altrimenti l'immigrato viene espulso. La ributtante dichiarazione non ha turbato più di tanto la giunta, abituata evidentemente a questo genere di derive ideologiche. Il sindaco Giampaolo Gobbo ha annuito, mentre le opposizioni hanno preferito lasciar correre, dimostrando un rispetto verso le leggi italiane e i diritti umani quantomeno dubbio. L'unica critica è giunta da Gianpaolo Sbarra della Rosa nel Pugno, che ha detto: “Sono anni che viviano il fenomeno dell’immigrazione e la Lega, per propaganda, continua a spacciarlo come emergenza, invece di attivare tempestivamente politiche serie”.
Molto gravi invece le reazioni delle istituzioni e associazioni, a livello locale e nazionale. In Senato è stato calendarizzato una interrogazione parlamentare in serata. Denunce arrivano dalla società civile. Il presidente della comunità ebraica di Treviso, Ilan Brauner, ha annunciato che presenterà regolare denuncia contro Béttio. Il presidente della locale Anpi (Associazione partigiani) Umberto Lorenzoni, ha detto di voler incontrare il leghista "per spiegargli in due parole cosa è stato il nazismo" aggiungendo che "è impossibile che un popolo civile accetti simili imbecillità. Invece il procuratore generale del capoluogo della Comarca, A. Fojadelli, ha annunciato l'apertura di un fascicolo d'indagine a carico del politico ammiccante al nazismo, per le imputazioni di: "Apologia del Fascismo", "istigazione a delinquere", "Istigazione all'odio razziale".

 Alessiomiglio.it    - 06-12-2007
Non è giusto fare di tutta l'erba un fascio, questo proverbio si addice perfettamente, ma in taluni casi le cose cambiano, quando si vedono persone straniere accolte nel nostro paese nel migliore dei modi, che si rivoltano contro di noi italiani, e ci portano delinuenza e reati allora ci si indigna, sopratutto verso paesi esaltatai per la religione, terroristi ed assassini, non accolti bene nel nostro paese, soratutto dopo la vicenda del 11 settembre.
Verso i Rom, che vivono nei campi nomadi da noi pagati, che sfruttano le nostre strutture e infrastrutture gratis, e ci vengono a derubare non contenti dell'ospitalità, a quel punto ci "arrabbiamo" e ci stanchiamo, per questo penso, FUORI DA CASA NOSTRA !!!!

 Gabriele    - 06-12-2007
Comprendo lo stato del Sig.Bocchi.Facciamo 1 ora alla settimana di educaziione civica così potremo sapere le idee di extra e non.Non esiste al mondo che esista il razzismo...Ma lo sa che ogni tanto mi sento anchio un po' razzista...xchè lo Stato è così lontano dalla realta ??? xchè la scuola è così lontana dai Genitori ??? Fate bene a parlarne e a confrontarvi. Io ho un figlio di 14 anni che fin dalle medie frequentava ragazzi extra e non mi sono mai sentito in dovere di metterlo in allarme per il solo colore della pelle o altro.Certo è che in un paese come il Ns.dove le pene per qualsiasi reato non vengono fatte rispettare adesso ci troviamo a dover fare i conti con delinquanti da tutta Europa e non solo..Qaundo poi il Ns.goberno si lamenta con l'Europa per il problema dei Rom e il segretario generale dell'unione Europea ci dici a muso d'uro che non abbiamo fatto neanche la richiesta di reperire i fondi UE mi cadono le braccia.Quanti soldi lasciati che potevano creare posti di lavoro per tutti.

 Marino Bocchi    - 07-12-2007
Cari amici, vi segnalo questo editoriale pubblicato ieri sul Manifesto.
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Treviso, gli orchi del silenzio

di Andrea Bajani

Quando vedono o sentono qualcosa di brutto, i bambini si spaventano. Piangono, urlano, e poi atterriti si rifugiano sotto le braccia delle madri. I genitori, che non vogliono che i bambini si spaventino, sollevano i figli, se li raccolgono addosso, e li portano in un'altra stanza. Poi si adoperano per far dimenticare loro l'oggetto della loro paura. Di norma è sufficiente dire che è tutto finto, quello che hanno visto o sentito. Oppure che non esiste, che è frutto soltanto della loro fantasia di bambini. Questi rimedi funzionano sempre, e sempre o quasi i bambini smettono di piangere, e dopo poco si sono dimenticati il perché della loro paura di poco prima. Soltanto l'idea di un cittadino pensato alla stregua di un bambino piccolo può spiegare un fatto come quello che è avvenuto a Treviso. Nel corso di una riunione di giunta un consigliere leghista auspica, come soluzione ai disagi creati dagli immigrati presenti in città, l'applicazione sugli stranieri di metodi nazisti. La reazione è la seguente: l'opposizione lascia correre e qualche sparuto giornale, più che il triste annuncio ne dà l'incuriosita e stringata notifica. Poi il silenzio. È un metodo che funziona benissimo, con i bambini. Se c'è qualcosa che li turba, come dicevo, basta dire loro che quel qualcosa non esiste, e se esiste è diverso da come appare. E in ogni caso si può sempre rimediare. Così poi loro si riaddormentano sereni, e fanno i loro sogni sereni popolati soltanto di cose bellissime. Quando si risvegliano sono dentro la stanza arredata appositamente per loro, con i carillon che suonano e non si fermano mai, con gli orsi di peluche che sembrano orsi ma non fanno paura, con i cani che sembrano cani ma non abbaiano né mordono nessuno, con i mostri che sembrano mostri ma sono buoni e dispensano affetto. E così i bambini si addormentano, e sulla testa hanno il cielo finto che fa brillare le stelle, ma che però non si annuvola mai, resta sempre sgombero di lampi, non conosce né i tuoni né i freddi dell'inverno. I cittadini-bambini non devono spaventarsi, se un consigliere della Lega dice che per ogni trevigiano a cui viene arrecato "danno o disturbo", devono essere puniti dieci extracomunitari. Passerà anche questo, come passa quasi tutto. Non è il caso di turbare i sonni felici di milioni di cittadini-bambini. Lasciamoli dormire. Quando si sveglieranno si renderanno conto che non c'è niente da temere, che i consiglieri leghisti che dicono queste cose non esistono, sono finti. Perché nella loro stanza di cittadini-bambini, troveranno la musica dei loro carillon che suona e che non si ferma mai. E poi troveranno gli orsi di peluche, i cani di peluche, e questa volta ci saranno anche i consiglieri leghisti di peluche. Che sono quasi uguali ai consiglieri leghisti veri, con le stesse camicie verdi, lo stesso cipiglio arrabbiato, ma che però non fanno paura, non dicono cose violente. Perché anche i nazisti di cui parlano i consiglieri di peluche sono soltanto nazisti di peluche, che hanno ucciso soltanto gente di peluche.

 Sergio Betti    - 09-12-2007
..."Ho paura perchè il clima in cui sta montando il bullismo è lo stesso che sta riportando in vita il mostro del razzismo"...
Si, sig. Marino Bocchi, condivido quanto da Lei scritto e in particolar modo aderisco al parallelo tra bullismo e razzismo: io li definisco vagoni di uno stesso treno.
Che dire...a me sembra di vivere nel primo tempo del film "La vita è bella" !
Speriamo che interrompano presto la proiezione.
Sergio BETTI

 Luigi D'Isanto    - 09-12-2007
Sull'indignazione non ci piove, e concordo. A questo caso del trevigiano rozzo e pericoloso si sta facendo però anche troppa pubblicità. I ragazzi nostri crescono in un clima avvelenato e non si rendono ben conto di quello che dicono, ma il razzismo è diventato un rischo concreto da quando i nostri politici lo hanno strumentalizzato per scopi elettoralistici. Secondo me noi comunque dovremme pensare, discurtere, fare di tutto per capire che sta succedendo e come ci dobbiamo muovere, La paura è comprensibile, ma non risolve nessun problema.