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No Copyright. Petizione
Homolaicus, Anitel, Webmasterpoint - 30-01-2007
Enrico Galavotti, titolare di homolaicus.it, piccolo sito dedicato ad arte e cultura, è stato multato dalla SIAE perchè nelle sue pagine sono presenti da 54 mesi circa 74 fotografie che rappresentano altrettante opere d'arte di artisti viventi o morti da meno di 70 anni. Lo sfortunato autore avrebbe violato la legge Legge 22/4/1941, n. 633 sul diritto d'autore.

"Abbiamo rilevato all'interno del vostro interessante sito - scrive tramite raccomandata la SIAE - la riproduzione di opere dell'arte figurativa protette in base alla legge italiana sul diritto d'autore (Legge 22/4/1941, n. 633) in quanto create da artisti viventi o scomparsi da meno di 70 anni. Alcune di tali opere appartengono al repertorio delle arti visive affidato alla tutela della Siae e non risulta per il loro utilizzo sulla rete Internet essere stata richiesta alla nostra Società alcuna autorizzazione".

"Vi informiamo che l'utilizzazione, anche parziale, di un'opera costituisce lesione del diritto morale dell'autore e che la riproduzione non autorizzata delle opere in questione lede gli esclusivi diritti patrimoniali che la legge riconosce agli stessi. Avverso detta utilizzazione la legge concede all'autore ed ai suoi aventi causa il diritto di far valere le proprie ragioni sia in sede penale che civile. Al fine, quindi, di regolarizzare seppure a posteriori le utilizzazioni effettuate da agosto 2002 fino ad oggi, Vi invitiamo a provvedere alla corresponsione dei diritti d'autore dovuti come da dettaglio accluso. Precisiamo che l'ammontare dei diritti è stato commisurato d'ufficio secondo i tariffari in vigore fino al 31.12.2003, dal 01.01.2004 e dal 01.06.2006 (cfr. 7.2 e C I tabelle allegate)".

Il totale da pagare, entro 30 giorni, è di 4.740,00 euro IVA inclusa. Ma non è tutto, perchè pare che la SIAE sia stata "gentile", ammorbidendo la pena:

"Facciamo presente che, anche se trattasi di utilizzazione posta in essere senza aver richiesto e regolarmente ottenuto la preventiva autorizzazione S.I.A.E., questi uffici eccezionalmente non hanno applicato a titolo di penale le previste maggiorazioni dei diritti stessi".

webmasterpoint.org


Le vicende dell'ultimo mese, sorte da una raccomandata della Siae, mi hanno assorbito totalmente, impedendomi di continuare a produrre ipertesti culturali e didattici. Ho dovuto rimuovere gli ipertesti di Picasso, Kandinsky, Klee e i Futuristi....
Un danno considerevole alla cultura della rete. Questa intanto è la prima petizione di docenti contro i metodi della Siae e per una revisione della legge n. 633/1941, del tutto inadeguata a comprendere le dinamiche interattive del web. Firmatela per favore. E' stata messa dall'associazione Anitel contro il diritto d'autore preteso dalla Siae per i siti non commerciali. L'associazione vuole tutelare il mondo degli insegnanti, delle scuole e della cultura in generale dalla richiesta di diritti d'autore per realizzazioni del tutto gratuite nel campo della formazione, dell'informazione, della didattica e dell'elaborazione ipertestuale e multimediale.Chiunque voglia aderire a questa iniziativa può chiedere di unire il proprio logo a quello della suddetta associazione. Chiunque voglia informazioni più dettagliate sulla vicenda Siae non ha che da chiedermelo ...
Cordiali saluti e sostenete ovunque la causa del NO COPYRIGHT SULLA CULTURA GRATUITA.

Enrico Galavotti


PETIZIONE "NO COPYRIGHT SULLA CULTURA GRATUITA"

Prima la moratoria, poi la liberatoria

La Siae ha iniziato a colpire i siti che producono informazione, formazione e cultura senza scopo di lucro.
Pretende diritti d'autore su opere artistiche inferiori ai 70 anni di vita, senza fare alcuna differenza tra siti commerciali e non commerciali.
Si rifà alla legge n. 633 del 1941, a più riprese modificata sino alla legge n. 128 del 2004.
Questa legge non tiene in alcuna considerazione la tipologia di realizzazione e di sviluppo della rete Internet, nata allo scopo di creare un patrimonio comune di informazione, di formazione e di scambio gratuito di materiali culturali.
La Siae vuole applicare al web le stesse regole della vita reale, dell'editoria cartacea e dell'espressività artistica tradizionale.
La Siae minaccia la chiusura del web artistico e culturale del nostro paese, con grave danno d'immagine per l'intera rete mondiale.
Se chi produce e fa fruire gratuitamente cultura deve sottostare alle stesse regole della vita reale, è necessario che gli si offra una moratoria di almeno un anno, per potersi mettere in regola.
Ma più in generale va affermato il principio che la cultura prodotta e offerta gratuitamente, liberamente e pubblicamente non può sottostare ad alcuna forma di copyright, né per se stessa né per i materiali che utilizza, salvo la citazione della fonte. A tale scopo sarebbe sufficiente ottenere da parte della Siae o dello stesso autore dell'opera o dei suoi eredi, una liberatoria che attesti il diritto di esporre pubblicamente, a titolo gratuito, la propria opera culturale, in quanto essa non viola né la dignità morale né l'ingegno creativo dell'artista, e neppure i diritti patrimoniali dei suoi eredi. Siamo infatti fermamente convinti che una produzione culturale critica, debitamente motivata e argomentata, non fa che esaltare la memoria dell'artista e, indirettamente, il valore commerciale delle sue opere.
Il produttore di cultura, l'utilizzatore di opere artistiche a titolo gratuito deve semplicemente essere tenuto a citare la fonte di riferimento delle stesse.
Vogliamo che queste regole vengano ratificate in una legge nazionale ed europea.


Petizione ANITEL


"NO COPYRIGHT SU FORMAZIONE, INSEGNAMENTO E CULTURA SENZA FINI DI LUCRO"
SIAE E DIRITTI D'AUTORE


Alla luce delle recenti denunce dalla Siae a siti didattici e culturali non profit per l'utilizzo di immagini digitali di pittori protette dai diritti d'autore, con richiesta di ingenti somme pecuniarie, esprimiamo all'opinione pubblica le nostre preoccupazioni di educatori e formatori.
La Siae infatti, applicando "alla lettera" una legge le cui origini risalgono all'anteguerra (legge del 22/4/1941, n. 633 e successivamente adeguata con la legge 22 maggio 2004, n. 128) e non individuando alcuna differenza tra uso didattico-formativo-istituzionale e uso commerciale,
pretende il pagamento di diritti d'autore su opere protette. In particolare essa sostiene che l'utilizzazione, anche parziale, di un'opera costituisce lesione del diritto morale dell'autore e che la riproduzione non autorizzata delle opere in questione lede gli esclusivi diritti patrimoniali che la
legge riconosce agli stessi.
Ecco solo alcune delle innumerevoli conseguenze dirette che si verificano rispettando la norma:
1- qualsiasi sito scolastico o blog didattico che utilizza per puro scopo didattico file sonori, immagini protette, citazioni d'autore, rischia ingenti sanzioni e quindi la chiusura immediata
2- le rappresentazioni teatrali, i saggi di fine anno caratterizzati da sottofondi musicali alla presenza di pubblico o dei genitori sono insostenibili dal punto di vista economico
3- la realizzazione di cd rom didattici e la creazione di ipertesti sono estremamente costose
4- la libertà didattica e le specifiche competenze professionali degli insegnanti ne risultano condizionate
Questo comportamento limita fortemente la funzione formativa della Scuola e la libertà didattica degli insegnanti!
Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia, al Ministero della Pubblica Istruzione, al Ministero dei Beni Culturali che la Scuola, nell'ambito della propria e specifica funzione educativa, formativa e didattica, sia esentata dal COPYRIGHT in situazioni non profit e che gli insegnanti vengano
equiparati alle categorie che possono beneficiare gratuitamente di opere artistiche nel contesto professionale, senza fini di lucro. Chiediamo inoltre che le richieste vengano estese a produttori di cultura off /on line a livello gratuito e che operano nello spirito del Cooperative Learning,
quali associazioni e community non profit.
La sottoscrizione è iniziata il 28 Gennaio 2007

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