Ridurre il numero degli insegnanti di sostegno
Lorenzo Picunio - 19-09-2006
Così sta scritto in una riga sui giornali di domenica scorsa, fra gli obiettivi ipotizzati da qualcuno per la finanziaria.
Tutti i lettori sanno cos'è un insegnante di sostegno? Una legge, la 517 del 1977 ha riconosciuto il diritto dei bambini con handicap ad essere inseriti nella scuola di tutti. Veniva riconosciuto un intervento di 6 ore settimanali, allora, per ogni bambino, creando quindi la figura di un insegnante apposito per questo compito. Questa scelta portò vantaggi tanto ai bambini con handicap quanto a tutti i loro compagni, portati - tramite l'esperienza - a capire che la diversità è una risorsa prima che un problema.
Non solo, lo stesso meccanismo valido per l'handicap, quello dell'integrazione, ha permeato la scuola italiana anche a fronte di altri processi di integrazione, come quello - più recente - dei bambini stranieri.
E' stato, quello della scuola, un volano valido anche per l'inserimento nel mondo del lavoro, per il superamento delle barriere architettoniche, ecc.

E ancora c'è una legge, la 104, che richiama con maggior forza ai diritti della persona con handicap. Va ricordato, fra l'altro, che l'esperienza italiana è all'avanguardia a livello europeo, e viene studiata in tutta Europa da chi si occupa di handicap.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Daniela Armegoni    - 24-09-2006
Sono pienamente d'accordo con L. Picunio, tra l'altro non dovrebbe essere per noi una novità: quando si tratta di "cercare soldi" è sempre la scuola che viene coinvolta in finanziarie fatiscenti. La scuola italiana, il nostro fiore all'occhiello che l'Europa tanto ammirava, sta diventando il fanalino di coda a livello europeo. Tra riforma Moratti e dietro front di Fioroni, cosa altro accadrà alla scuola italiana?

 Daniela Armegoni    - 24-09-2006
Sono pienamente d'accordo con L. Picunio, tra l'altro non dovrebbe essere per noi una novità: quando si tratta di "cercare soldi" è sempre la scuola che viene coinvolta in finanziarie fatiscenti. La scuola italiana, il nostro fiore all'occhiello che l'Europa tanto ammirava, sta diventando il fanalino di coda a livello europeo. Tra riforma Moratti e dietro front di Fioroni, cosa altro accadrà alla scuola italiana?

 Menegatti Vanna    - 25-09-2006
Situazione sostegno scuole primarie – Parma e Provincia

Le scuole stanno per riaprire ma più di 100 bambini alle elementari inizieranno senza l’insegnante di sostegno dovuto per L.104.
Pare chiara l’ipocrisia di una scuola che si dichiara aperta a tutti e lascia sempre gli ultimi per ultimi; che si sia di destra o di sinistra prima comincia la scuola e poi arrivano le insegnanti di sostegno!
Le prime nomine fatte il 23 Agosto hanno lasciato scoperto più di 100 posti di sostegno e l’assurdo è che continua a rimanere in panchina anche quel poco personale specializzato al sostegno rimasto nelle liste d’istituto che non si capisce come mai non è stato accodato alle prime nomine del 23.
Non si capisce nemmeno perché le scuole di Parma non chiamino i supplenti “fino ad avente diritto” non seguendo le direttive del Ministero della Pubblica istruzione che nella normativa 2006 – C.M. Prot.686 DIP/U04 scrive: “Si rammenta che le supplenze sui posti di sostegno agli aspiranti forniti del titolo di specializzazione debbono esser conferite con priorità rispetto a quelle relative agli altri insegnamenti”.
A maggior ragione chi arriva per ultimo con specializzazione (rimasto nelle graduatorie d’istituto), insieme al numeroso personale non specializzato, dovrebbe avere il tempo per inserirsi a pieno in tutte le attività.
Nelle scuole dover lavorare per ben quindici giorni, per definire l'impianto dell'attività di un anno, in assenza di una numerosa parte di insegnanti comporta inutile disagio d’organizzazione anche a chi è di ruolo.
L’eterno irrisolto problema delle “ultime nomine di sostegno” crea problemi a tutti perché comunque nei giorni che precedono l’arrivo dei bambini a scuola il personale docente è tenuto a prendere decisioni importanti, ed inevitabilmente l'insegnante di sostegno si trova in situazioni decise da altri che non sempre vedono in primo piano gli interessi del bambino disabile e quindi automaticamente "si parte male".

Firmato: Menegatti Vanna
(un’insegnante con diploma al sostegno in panchina d’attesa)