A proposito delle nuove adozioni dei libri di testo
Giovanni Cocchi, Mirco Pieralisi - 12-05-2005
E' ormai sotto gli occhi di tutte e tutti che i libri istituzionali della scuola elementare sono modellati (alcuni in maniera addirittura ossessiva, altri in maniera più "morbida", forse qualcuno per "dovere di firma") sulle indicazioni nazionali, sulla filosofia dei "piani di studio personalizzati" e del portfolio.
E' chiaro che il problema delle adozioni "non riformate" riguarda le/gli insegnanti che decidono (in molti casi collegialmente in coerenza con il POF) di non adeguarsi alla riforma Moratti, mantenendo altri contenuti e metodi di lavoro.
E' chiaro che se vogliamo rendere coerenti le scelte didattiche ed educative con l'atto (formale e/o sostanziale delle adozioni dei testi) l'unica scelta è quella dell'adozione alternativa. Ricordiamo che lo scorso anno il forte aumento delle adozioni alternative è stato un eccellente segnale (soprattutto per noi, ma anche per il Ministero e le case editrici) di resistenza alla riforma. Quando parlavamo di adozione alternativa ci riferivamo sia alla scelta "classica" di dotarsi di monografie o testi di narrativa, sia alla scelta di testi istituzionali preriforma.
Ci sembra che le esigenze poste da colleghe e colleghi in questo periodo siano di due tipi: dare comunque un segnale di resistenza, rimarcando il rifiuto delle indicazioni nazionali transitorie e la logica dei piani di studio personalizzati, e fornire a bambine e bambine strumenti validi con cui lavorare insieme. Lo scorso anno, nell'ambito delle adozioni alternative, sono stati scelti anche testi istituzionali preriforma messi a disposizione (su nostra pressione) da agenti e case editrici. Richieste specifiche di sussidiari e libri di lettura in catalogo o comunque ancora disponibili possono essere comunque fatte anche quest'anno (in fondo, almeno in questo, siamo dei clienti...). Addirittura lo scorso anno si sono verificati dei casi (legalmente ineccepibili) in cui delle insegnanti hanno deliberato l'adozione alternativa, per dare il segnale di resistenza, e con la cedola dell'alternativa hanno acquistato... uno dei libri di lettura editati l'anno scorso. ("tanto poi con il portfolio ci facciamo le barchette...").
Senza entrare nel merito della valenza pedagogica delle adozioni alternative, è comunque importante aver chiara una questione di carattere più generale: quando saremo (speriamo) alla resa dei conti di questa riforma, la possibilità di abrogarla dipenderà moltissimo, in particolare nella scuola di base, dalla quantità e qualità del lavoro di resistenza che dentro le scuole avremo sviluppato.
Per capirci meglio: il "falò" dei portfoli, delle indicazioni nazionali, dei tabulati invalsi, si deve consumare prima nelle scuole e le ceneri vanno presentate prima, durante e dopo le prossime elezioni politiche. Questo falò, certamente, è alimentato da molta buona scuola che vuole continuare ad esistere, oltre che a resistere.
Forse però alcuni di noi pensano che a volte si possa salvare la sostanza consegnando la forma all'avversario purchè "ci lasci lavorare". Ecco allora che nascono finti portfoli dove "tanto non c'è scritto niente", ore opzionali "che tanto ci facciamo quello che facevamo prima", schede di valutazione del MIUR ma un po' "taroccate" e altre cose. Qualcuno forse pensa che su alcune questioni, come quella dei libri di testo, non ci sia niente da fare.
Non è così, sull'adozione dei libri di testo è il momento di esercitare di nuovo il nostro diritto di scelta "alternativa". Sta a noi, alla nostra fantasia, trovare testi che meglio si adattino alle esigenze di bambine e bambini e a quella di dire un nuovo NO alla scuola morattiana, sapendo, comunque, che siamo noi, nella classe, a far vivere un testo, e non viceversa.
In ogni caso la scelta dei testi, come di ogni strumento didattico è subordinata all'autonomia della scuola e, ancora di più, alle autonome scelte dei percorsi didattici definiti dalle insegnanti.
Per quello che riguarda la normativa che disciplina le adozioni e il rapporto con le indicazioni nazionali si può far riferimento allegati 1 e 2 contenuti nel lungo dossier pubblicato sul sito di Retescuole (clicca vademecum adozioni in home page) e nell'archivio consultabile on line del CESPBO.
E' stato già chiarito, infine, che non c'è obbligo di scelta triennale per chi termina una quinta classe. Sarà il caso anche di informare qualche dirigente che è rimasto indietro.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf