Terry Schindler Schiavo
Fish - 25-03-2005
La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish) in rappresentanza di circa 30 organizzazioni di persone con disabilità e di loro familiari è fortemente preoccupata per gli accadimenti del caso di Terry Schindler Schiavo. L’uso strumentale del caso di Terry da parte di fazioni “pro life” contrapposte al “pro choice” produce un distacco dalla tragedia umana di Terry Schindler Schiavo e dell’assurda storia giudiziaria che la vede involontaria protagonista.
Il movimento americano delle associazioni dei disabili e dei loro familiari per i diritti (laiche e religiose di ogni confessione), ha diffuso informazioni da cui si evince che Terry non è una donna tenuta in vita in modo artificiale. E’ una grave cerebrolesa, cosciente e reattiva al di là dei semplici riflessi. Come è stato dimostrato dalla sua abilità di seguire con gli occhi, è in grado di rispondere ai comandi verbali dei medici che l'hanno esaminata nel video pubblicato sul suo sito, e reagire alle persone care. E’ in grado di deglutire la propria saliva e potrebbe potenzialmente essere svezzata dal tubo di alimentazione e recuperare parte del linguaggio, in modo da poter indicare direttamente i propri desideri.
Michael Schiavo, il marito, ha ricordato i presunti desideri di Terry solo dopo che è stato riconosciuto un indennizzo per l'imperizia che le ha causato la disabilità. L'analisi della sentenza dimostra che dei 700 mila dollari (l'indennizzo ottenuto da Michael e destinato all'assistenza sanitaria di Terry), oltre la metà è stato spesa per la sua battaglia legale per ottenere il distacco del tubo di alimentazione. Oltre 200 mila dollari sono stati pagati al suo legale Gorge Felos. Michael Schiavo ha impedito che la moglie usufruisse della logopedia, un tipo comune di riabilitazione a disposizione delle persone con cerebrolesioni.
La strumentalità è ancor più evidente se si pensa che la legge sulla tutela giuridica dei patrimonio che consente questo scempio, è promossa dal Partito Repubblicano in dispregio alla tutela dei diritti fondamentali delle persone come sancito dall’Onu con le Regole Standard per l'eguaglianza di opportunità delle persone handicappate e dal Congresso Usa con l’American Disability Act.
Il dibattito – afferma Pietro V. Barbieri, Presidente nazionale Fish – rasenta l’assurdità. Oltre a non tenere conto dei fatti, è centrato sulla paura della malattia. Vi sono affermazioni pericolose degne dell’eugenetica come, ad esempio, quelle che pretendono di dare dignità alla vita solo col trittico consapevolezza, coscienza ed autonomia. Secondo costoro, il resto è morte tagliando via con un tratto di penna milioni di persone con grave disabilità cognitiva, intellettiva e relazionale, con esperienza di malattie psichiatriche ecc.
Le convinzioni tradizionali sull’incapacità di pensiero e di emozione - continua Barbieri - vengono travolte dalla realtà di persone che superano le basse aspettative relazionali dagli altri riposte su di loro, se viene garantito loro un percorso riabilitativo dignitoso. La convinzione che le persone con disabilità come la Schindler-Schiavo siano "meglio morte" ancora esiste ma è profondamente errata. Mette tutti noi in pericolo.”
L’appello delle associazioni italiane delle persone con disabilità e dei loro familiari -conclude Barbieri - è in sostegno agli sforzi della famiglia Schindler e del movimento delle associazioni statunitensi, affinché si salvi una vita condannata esclusivamente per il godimento del suo patrimonio senza ulteriori speculazioni di sorta”.

Roma 25 marzo 2005
Il Presidente
Pietro V. Barbieri
interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 da Reporter Associati    - 26-03-2005
COSA SI NASCONDE DIETRO IL CASO DI TERRY SCHIAVO

Nelle società opulente, nonostante il grado di alfabetizzazione raggiunto, i disabili non sono che zavorra improduttiva e sorprende un po’ che il caso di Terry Schiavo abbia richiamato l’attenzione della stampa di tutto il mondo. A meno che, e abbiamo più di un motivo per sospettarlo, la controversa vicenda di questa donna, il cui cervello è morto già da 15 anni, non serva ai potenti di Washington per guadagnarsi nuovi consensi. Altrimenti, perché avrebbero fatto stampare un opuscolo, che in queste ore circola tra i banchi del Senato americano, dove si allude apertamente alla grande opportunità politica offerta dal caso Schiavo per ridare slancio al movimento per la vita?. E' forse giunto il momento di chiarire alcune cose.
George Bush e i senatori DeLay e Frist hanno persino indetto speciali riunioni al Congresso per accelerare l’approvazione di una legge che consenta alle Corti Federali d’intervenire in merito alla vicenda di Terry e, se la situazione non fosse drammatica, la loro solerzia nell’arringare il resto del governo e le folle sulla sacralità della vita farebbe francamente sorridere.
Soprattutto se si considera che in Texas è tuttora in vigore una legge firmata dallo stesso presidente americano che, solo pochi giorni fa, ha consentito all’ospedale pediatrico di Houston di staccare la spina che teneva in vita Sun Hudson. Il bambino è stato lasciato morire perché la legge di Bush, sostenuta da tutti i Repubblicani, stabilisce che una struttura medica non può accollarsi sine die le spese per tenere in vita un paziente. Per non far morire il piccolo Sun, la sua famiglia ha cercato di lottare ma è stata sconfitta. Ben 40 strutture pediatriche non hanno voluto ricoverare il piccolo e, facendosi forti della legge Bush, hanno sbattuto in faccia agli affranti genitori.
Oggi stesso o al più tardi entro sabato, i medici staccheranno la spina del respiratore che tiene in vita Spiros Nikolaus, un uomo di 68 anni, proprio mentre il presidente americano ed i suoi colleghi continuano ad atteggiarsi a cristiani devoti senza mai specificare che, quando un paziente in coma pesa sulla spesa pubblica, la decisione di mettere volontariamente fine alla sua esistenza viene presa molto rapidamente.
Quello che ha tenuto in vita sino ad oggi Terry Schiavo è probabilmente il fatto che le spese mediche sono state sostenute da un’assicurazione sottoscritta dalla stessa paziente quando era ancora in buona salute. Sorprende un po’ che molti giornalisti della RAI e di altri media si crogiolino nel presentare George Bush come un uomo di buon cuore, dimenticando che Terry Schiavo si trova nelle attuali condizioni dal 1990, senza che mai né Bush né altri esponenti politici si siano mai interessati di lei.
Se non fosse intervenuta la II Corte d’Appello della Florida nel 2000, dieci anni dopo l’inizio della morte cerebrale di Schiavo, la donna sarebbe morta già da cinque anni. In tanti anni di degenza, nessun politico ha mai considerato Terry Schiavo una persona, se non quando il suo caso ha acquisito una grande notorietà.
Una delle ipotesi più bieche, ma anche la più realistica, è che Bush si stia servendo della vicenda per spianare la strada verso la Casa Bianca all’attuale governatore della Florida, ovvero a suo fratello Jeb. Uno scenario futuro veramente spaventoso, che non ci sentiamo di commentare. Preferiamo augurare a Terry Schiavo di morire con dignità.
Visto che il buio della sua mente non autorizza a sperare in un recupero, che almeno la sua fine non diventi un ulteriore strumento nelle mani di una banda di assassini che si appellano alla sacralità della vita solo quando questo consente loro di continuare ad uccidere.

Bianca Cerri

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Reporter associati

 da Indy    - 26-03-2005
18mila Terry Schiavo

Ma quante Terry muoiono in silenzio, lontane dai megafoni che conclamano inflessibili il diritto alla vita? È pietà vera, questa dei politici americani scesi in campo a fianco di frati, predicatori, teologi sinceri e dolenti, o opportunismo ipocrita e parassitico costruito sulla via crucis d'una donna? "Se dobbiamo sbagliare, dobbiamo sbagliare dalla parte della vita", dice Bush ed è impossibile non essere d'accordo.
La sua appare come una posizione nobile, di principio, disinteressata. Ma ha provocato un collasso nella sua popolarità, scesa al minimo storico per lui del 45% di approval, facendo quello che neppure il calvario dell'Iraq aveva fatto, perché molti devono avere capito quanto peloso sia il pietismo di questi neo Samaritani. Terry occupa gli schermi della tv da mattina a sera, invade l'anima di chi non sia sordo o disumano, ma nessuno parla di Sun, di Annette, di Spiro, o dei 18mila americani senza nome e senza soldi condannati a morire ogni anno per assenza di cure mediche, come calcola l'Istituto Nazionale di Medicina, un centro di ricerche non politico. Li uccideranno i 45 miliardi di dollari tagliati dalle spese per l'assistenza ai poveri, come vuole quella legge di bilancio che non ha avuto difficoltà a trovare altri 400 miliardi di dollari per il Pentagono e 80 supplementari per tenere attaccati i tubi al malato Iracheno. Demagogia di sinistra, rispondono da destra, come se non fosse demagogia di destra questa processione dietro il letto di Terri.
Ogni giorno, in migliaia di ospedali, sonde vengono staccate, macchine per la respirazione vengono spente, vite umane tagliate, senza che un fotogramma passi sui video e dunque senza che una lacrima venga spremuta alla Casa Bianca. Nessuno, tranne la madre, ha pianto o ha vegliato, martedì scorso, quando i medici del Texas hanno deciso che per suo figlio Sun Hudson non c'erano più speranze di miglioramento né di guarigione. La displasia tanatrofica, il difetto natale con il quale era nato, lo aveva costretto a sopravvivere agganciato a un respiratore perché il suo cuore e i suoi polmoni erano sottosviluppati e la legge sulla Futilità dell'assistenza, firmata dall'allora governatore George Bush nel 1999, dà ai medici l'autorità di decidere se sopprimerlo o continuare. Nessun altro istituto era disposto ad accoglierlo, perché la madre, una donna single e semidisoccupata, non aveva fondi propri e lo stato, a norma di legge, non avrebbe più pagato. Sam ha avuto la fortuna di morire in poche ore. Aveva cinque mesi, ma non il diritto allo scandalo.
Assassini, si grida attorno all'ospizio dove si consuma un'agonia che diventa la sostanza straziante, non più la forma, della sua fine. Un padre cappuccino, Paul O'Donnel, confessore della famiglia Schindler, si fa intervistare dalla Fox Television, la voce della destra, per chiedere che Jeb Bush, il governatore fratello, mandi la Guardia Nazionale, le truppe dello stato a salvarla contro la volontà di ormai 29 giudici locali e federali. Un golpe santo, ma un golpe non di meno.
Eppure non si mosse neppure un agente della stradale quando Annette Arrico, a Dallas, sentì un nodulo nel seno ma non andò a farsi vedere. Non aveva i soldi per il medico, lo stato del Texas aveva tagliato i fondi per lei. Quando si presentò in ospedale era troppo tardi. Annette Arrico aveva 36 anni. Non avendo soldi, non aveva diritto alla vita.
Terry si sta consumando. Dice la madre: Ogni giorno qualcosa cede dentro di lei, è forse già tardi per recuperarla. Spuntano da ogni studio esperti che diagnosticano a distanza una possibile ripresa, testimoni che giurano di averla sentita parlare (ma nessuno riferisce mai che cosa abbia detto). Il volto sorridente e paffuto di Terri bambina, Terri teenager, Terri sposa luminosa dilaga ovunque. I networks succhiano il suo sangue, che fa il miracolo dei ratings e dello share. Il Washington Post, nel pezzo che pubblichiamo qui sotto, ricostruisce la sua vita. Ricorda che l'arresto cardiaco che le devastò il cervello per anossia, per fame di ossigeno, quando aveva 26 anni, fu scatenato dall'altalena micidiale di anoressia e di bulimia, che la portava in poche settimane a guadagnare e perdere decine di chili. Era una giovane donna timida, la piccola di casa tiranneggiata dai fratelli maggiori, era ignara di amore e di mondo. Sposò il primo uomo che l'avesse baciata sulla bocca, Michael, l'infame, la bestia, il boia dell'ignobile kolossal. Maledetti giudici, ringhia la lobby della vita contro la cultura della morte, approfittando per chiedere, sul suo sito, contributi politici per sfruttare Terry nella campagna contro l'aborto volontario.
Ma chi vedrà mai le foto da neonato, i primi passi, i sorrisi del bambino di due anni che è morto tre giorni or sono, quando l'ospedale del Texas in cui era ricoverato ha ottenuto proprio da un giudice, in questo caso molto giusto, il diritto di togliergli la spina, contro la volontà della madre.
Terry deve essere salvata a ogni costo e ormai tutti sono condannati a cavalcare questa tigre politica che soltanto una minoranza rumorosa approva, dicono i sondaggi. L'essere diventata un simbolo ormai disumanizzato, una croce lungo la via dolorosa, ha finito per condannarla, anziché salvarla, trasformandola nel football di una partita storica, teologica e costituzionale infinitamente più grande di lei.
È quello che stanno cercando di fare i figli di Spiro Nikopoulos, che hanno ottenuto dai tribunali di Houston di rinviare la sua sentenza di morte emessa dall'ospedale che non viene più rimborsato dallo stato del Texas e dunque vuol staccare la spina. Ma quale chiesa, partito, parlamentare, presidente mobiliterà aerei, fedeli, iscritti, elettori per Spiro?
Diciottomila americani muoiono ogni anno per mancanza di assistenza sanitaria. Centocinquemila bambini, soltanto in Texas, lo Stato cristianissimo, sono stati esclusi quest'anno dall'assistenza sanitaria pubblica, per risparmiare spese (sprechi, nel gergo elettorale). Sono troppi perché possano andare tutti in tv a strapparci il cuore come Terri.