Il freddo del 2002
Antonio Limonciello - 12-01-2002
"buon anno a tutti
vi auguro di realizzare quanto desiderate
ma vi auguro anche di incontrare cose non aspettate
nella vita privata come nella comunita' didaweb
sorprese che rendono incerti e audaci insieme,
auguro insomma un 2001 sconvolgente
perche' non possiamo essere sempre, o solo, noi stessi
......
......
buon sconvolgimento a tutti"


furono questi i miei auguri per il 2001.
Oggi leggo e mi interrogo su quelle parole, cosa era quell'augurio, quale sentire rappresentava?


Era una bolla di pressione sotterranea, di quelle che si formano sotto la mia terra prima delle eruzioni, un groviglio di IO, io, IO che da un po' di tempo si sbracciano, corrono, pretendono, attendono, sbuffano per le mancate soddisfazioni dei tanti desideri allevati quotidianamente nel sistema informativo.
Sono sempre troppo le aspettative, non c'e' tempo, non si concede tempo e non si sa aspettare. Sono sempre tante le verita' per un evento, infinite interpretazioni legittimate dalle forme dell'informazione, dall'assenza di codici condivisi e conosciuti; l'interdipendenza degli eventi a livello di globo ci espone, ci espropria, genera sospetti, ognuno tende a crearsi, come naturale necessita', la verita' piu' comoda.

Era la naturale dimensione del desiderio sogno da realizzare senza sacrificio, voglio tutto, lo voglio ora e qui, e con tutto il mondo senza miserie e senza guerre. Da questa dimensione del sogno c'e' chi chiede per se spazi liberi per correre, possedere, fecondare senza sosta e senza limiti e c'e' chi prende la strada della protesta contro il perpetrarsi inesorabile delle stesse gerarchie, contro l'imposizione di modelli, contro il mecccanico cinismo del sistema assunto a valore indiscusso.
[C'e', e' vero, una estrema minoranza alla ricerca della coerenza, che non dice senza fare, che abbandona e si rigenera, per esempio nel volontariato a tempo pieno nel proprio paese come nei paesi del terzo mondo; questa minoranza forse si realizza, ma non intacca il sistema che anzi la presenta come parte edificante di se, percio' gli dedica elargizioni e copertine di rotocalchi ].

Era l'umanita' disposta a correre il rischio di sfracellarsi. Non vuole piu' aspettare, costi quel che costi ci vuole provare.

Ecco cosa sentivo negli auguri 2001.

I poteri, narici dilatate esposte al cielo, sentivano, tremavano, si consultavano, assistevano a piccole eruzioni da Seattle a Ramallah, da Kabul a Genova, ma non era il momento, poi l'accelerazione si presento' sui 4 aerei caduti dai cieli americani.
Dopo quel giorno tutto divenne piccolo e insignificante, soffocato dalla polvere delle torri il movimento noglobal, dimenticati i blackblock, le provocazioni e le morti, tutto derubricato a dilettantesche esercitazioni.
L'inquietudine materializzata in spettacolo amplificato, ripetuto, ritualizzato e distribuito in tutte le parti del mondo trasferisce, sublima, gela, diventa potente sonnifero. L'occasione e' colta al volo dai poteri, il globo ha un punto focale, li' essi possono esercitare una certa efficacia, essi sanno che ne usciranno rafforzati e legittimati. Buona occasione per ricordare anche chi e' il capitano e qual e' la rotta. Non molleranno l'osso, troppo ghiotta l'occasione: prolungheranno tempi e spazi di intervento.
Tutte le speranza possono attendere, sono sospesi i sogni, i diritti, le democrazie, e' il grande freddo di questo inizio 2002. E l'Italia?
L'Italia e' da sempre anello debole, la democrazia non e' un valore per molti suoi cittadini, l'Italia, con ampio consenso popolare fa prove di fascismo, un fascismo nuovo che si afferma democraticamente attraverso la precostituzione del consenso, un fascismo che non agisce con sommosse e manganelli, ma che demolisce lo stato etico e cancella i sogni incompatibili della carta costituzionale (il fatto che al governo partecipi Alleanza Nazionale e' un puro incidente della storia, il fascismo e' rappresentato piu' fuori che dentro questa organizzazione politica).
La pericolosita' del processo in atto e' rappresentata da 3 elementi:
Il primo elemento e' proprio il mancato riconoscimento del fenomeno, cioe' la societa' si pensa, si definisce democratica e libera proprio mentre riduce le liberta'.
La societa' crede che queste riduzioni di liberta' non intaccheranno la sostanza della vita, si sente sicura, pensa che in ogni momento puo' tornare indietro, appena ne avra' necessita' tornera' indietro; prima la solidita' degli interessi privati, dopo, ma solo se c'e' la possibilita', si pensa al voluttuario come il rispetto del territorio, la sussidiarieta', il rispetto del diverso, ecc..
Il secondo elemento e' l'informazione.
Il precedente governo, come si conviene al ruolo dell'informazione in una democrazia moderna, era tutti i giorni sotto esame. L'attuale governo no, e questo perche' esso e' il frutto di un patto tra grandi elettori che controllano la maggioranza dei mezzi di informazione (fra qualche mese avranno il controllo totale anche della RAI).
Chi ha costruito questa condizione si e' preso un'enorme responsabilita', infatti noi oggi dobbiamo sperare nella bonta' del capo del governo, sperare che conceda spazi alla informazione diversa, al pensiero divergente. Non possiamo contare su un solido sistema di controllo democratico ma siamo
alla merce' della generosita' di chi detiene il potere.


Il terzo elemento e' rappresentato da un concetto: il voto popolare legittima tutto, in fondo se si fa del bene al popolo che c'e di male, fra 4 anni ci saranno altre elezioni, e il popolo decidera' di nuovo.
Si usa ovunque e per qualsiasi argomento, dalla questione morale agli equilibri tra i vari poteri dello stato, dall'impostazione di un nuovo percorso di riforma della scuola all'amministrazione della giustizia.......... quindi una maggioranza politica risponde solo al suo blocco sociale. Chi non ne fa parte perde non solo perde delle elezioni ma anche dei diritti. E' questo il punto di partenza per il ritorno delle scuole speciali, il declassamento della scuola pubblica, la nascita del ticket scolastico e il ritorno di quello sanitario, la caccia agli immigrati, la non solidarieta' delle regioni ricche verso le regioni povere, la divisione tanto profonda da rendere impossibile il passaggio tra formazione ed istruzione. Chi merita di contare conti, sara' lui a decidere se poi vuole concedere qualcosa agli esclusi. Aumentare la dipendenza dei piu' deboli vuol dire rafforzare il controllo sociale. Questa strategia sa che puo' contare sul fatto che gli esclusi saranno una minoranza della societa',
quindi elettoralmente debole. E' il puro esercizio della forza, il 2002 come l'alba della preistoria.


L'anno scorso l'inquietudine prendeva la forma di una necessita' di un agire in fretta, di sbrindellare la melassa in cui eravamo immersi, c'era una certa baldanza che accomunava privato e politico, una vitalita' che pero' sapeva di muoversi sotto un cielo dall'orizzonte plumbeo.
Gli sconvolgimenti ci sono stati, ma sono stati mortiferi, catastrofici, oppressivi.
Se in qualche modo l'anno scorso si evocava un atto di forza, quest'anno l'inquietudine e' attonita, si distende sulle macerie, prende la forma dell'insufficienza, dell'incapacita' di trovare soluzioni, della paura di non farcela, di trovarsi davanti al tramonto di un sogno.
La deflagrazione ha assorbito molta energia, il didaweb, sensibile sismografo, ha registrato le angosce, gli urli, gli appelli accorati, le reazioni composte e quelle sguaiate, i tentativi di analisi e di proposta. Tutto questo e' tanto per gli strumenti che abbiamo ed e' poca cosa per le necessita' che si distendono davanti a noi.
La stessa scuola di cui ci occupiamo e' metafora emblematica.
Tanti hanno pensato di fermare un incubo incombente: l'applicazione di una legge di riforma approvata dal parlamento. Sembrava un pensiero liberatorio, ma come stiamo adesso?
Tutti avevamo, e tuttora abbiamo, coscienza che alla scuola italiana bisogna mettere mano. Si era realizzato un processo veloce, troppo veloce si disse, c'era bisogno di meditare, riflettere, aggiustare, dare delle soddisfazioni.
Ora ci si accorge che i nuovi venuti non hanno la bacchetta magica, neppure idee brillanti, anzi sono goffi, impacciati, balbettano.
Per arrivare al potere hanno smosso il fango delle paludi, ed ora i mostri del profondo chiedono soddisfazioni che forse fanno orrore anche a loro.
Non aggiustamenti ma sconvolgimenti, si riparte da zero, c'e' la necessita' di cambiare rotta, si ricomincia con un processo che ci si illudeva potesse essere semplice e rapido e invece si presenta subito con tutte le incognite e con tutta la pesantezza del passato.
Anzi di piu', perche' se Berlinguer avviava una percorso senza movimento riformista ma circondato da un clima di speranza, la Moratti e' costretta a ripetersi, e pure senza utopia, senza passione, senza innamorati.
La Moratti non ha intorno quelle energie e quella generosita' di cui le grandi opere hanno bisogno. Questo forse piu' di altro deve far capire di che operazione si tratta.

Se solo un anno fa avevamo un percorso da compiere -un percorso che a molti stava stretto, che ad alcuni non piaceva affatto, ma che era il frutto di 5 duri anni di ascolti, mediazioni di ogni sorta, fatica, tanta fatica per mettere insieme quello che un mondo plurimo, mutante, mai pacificato ha espresso a mezza voce o a volte urlando- oggi siamo nell'incertezza profonda.
Non e' possibile realizzare la proposta Bertagna senza un intervento legislativo, un processo di riforma da portare in parlamento non prendera' meno di 3-4 anni, il che vuol dire che ci ritroveremo alla fine della
legislatura nelle stesse condizioni di quella precedente.
Questa storia si ripete da 34 anni. E' una lezione che dobbiamo pur imparare.
Forse alla fine lo stesso governo ci rinuncera', intanto l'augurio per noi e' di trovare la forza, le motivazioni, saper indicare soluzioni possibili, avere la capacita' di trovare una forma per esprimerci.
Le idee del didaweb, "la nostra scuola solidale, collaborativa, libera e gratuita", non puo' rimanere un principio, dobbiamo dimostrare che e' realizzabile e che e' la migliore possibile. Noi non rinunceremo.

I dati sull'andamento del didaweb nell'anno 2001 li potete trovarlo all'indirizzo:
www.didaweb.net/liste/areaftp.php?lista=001; il file si chiama didaweb2002-01.

antonio limonciello
coordinatore didaweb
limant@didaweb.net
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 peterc    - 13-01-2002
mamma mia!!!!!
bello quello che sentiva per il 2001.
Dopo il 13 maggio, il crollo, la catastrofe, l'apocalisse!
ma Lei crede davvero che:

1) con l'attacco ad osama Bin laden
" Tutte le speranza possono attendere, sono sospesi i sogni, i diritti, le democrazie, e' il grande freddo di questo inizio 2002. "

2) " l'Italia, con ampio consenso popolare fa prove di fascismo, un fascismo nuovo che si afferma democraticamente attraverso la precostituzione del consenso, un fascismo che non agisce con sommosse e manganelli, ma che demolisce lo stato etico e cancella i sogni incompatibili della carta costituzionale (il fatto che al governo partecipi Alleanza Nazionale e' un puro incidente della storia, il fascismo e' rappresentato piu' fuori che dentro questa organizzazione politica). " Ma si rende conto veramente, interiormente, razionalmente, di quanto scrive?

3) "Il precedente governo, come si conviene al ruolo dell'informazione in una democrazia moderna, era tutti i giorni sotto esame. " Da chi? Da La Repubblica, Dagli intellettuali alla Vattimo, dall'Espresso? Da Oscar Luigi Scalfaro? Da Borrelli? Da chi? Dai salotti chic del socialismo europeo? Da chi?

4) "L'attuale governo no, "
Davvero? e Borrelli, i sindacati, e Michel e Jospin e l'Europa, e Ruggero, e Le Monde, ed il Financial Times e Scalfari e... e.... e....

5) " Non possiamo contare su un solido sistema di controllo democratico"
Conferma? Siamo una repubblica sudamericana, dal mese di maggio, prima eravamo una repubblica dell'Europa avanzata!! in soli sei mesi!!! che capacità hanno gli elettori e quel furbacchione, sì proprio quello che Lei non nomina mai.

6) "Chi non ne fa parte perde non solo perde delle elezioni ma anche dei diritti. "
Lei ha certamente votato contro il governo. Mi dice quale diritto ha perso?

7) " Aumentare la dipendenza dei piu' deboli vuol dire rafforzare il controllo sociale."
Siccome Lei è persona intelligente ed informata, conosce la presenza del sindacato nella scuola.
Lei non sa, o fa finta di non saperlo, che i corsi di riconversione, almeno ad agrigento, sono stati tenuti da docenti fortemente sindacalizzati, anche se non preparati; che le sostituzioni agli esami di stato venivano designate dai sindacati; che per poter parlare dei propri diritti, il filtro obbligato sono i sindacati?
E' questa forse la dipendenza dei più deboli che rafforza il controllo sociale? Credo proprio di sì
( ssstttt... glielo dico all'orecchio: ero dirigente sindacale regionale della UIL... sò quel che dico!!!!)

8) " perche' se Berlinguer avviava una percorso senza movimento riformista ma circondato da un clima di speranza "
La speranza di chi? Della sinistra che avrebbe voluto irregimentare i docenti nel famoso concorsone; dei docenti che non sono mai stati invitatii a dire la loro?
Insegno da vent'anni: nessuno ha mai chiesto il mio parere. La moratti sì, potrà dispiacerLe, ma è così.
Basta leggere il comunicato di Prisma, appena sopra quello Suo su Fuoriregistro.
Ha parlato con Lei Berlinguer quando ha riformato lo studio della storia?
Ha cercato il rapporto con Lei quando lo stesso Berlinguer intendeva tagliare fuori i licei?
Si è consultato con Lei quando ha plasmato l'esame di stato sul sistema di studio dei professionali, ricorda: conoscenza, competenze e capacità?
E l'affannarsi del Ministero che anche nei licei si deve parlare di capacità?
E l'assordante silenzio di CGILCISLUIL, dopo due scioperi eccezionali, uarda caso gestiti da SNALS e Cobas, cioè dai meno irregimentati, dai meno politicizzati, mai avvenuti nella scuola, di quelle misere trentamilalire lorde?
Ha scritto qualcosa su questo? Vorrei leggerlo.

9) "La Moratti non ha intorno quelle energie e quella generosita' di cui le grandi opere hanno bisogno. " Devo leggere: cgil, uds, DS, Vattimo, Eco, Scalfari, Bocca e Biagi? Senza il parere di tutti costoro, mi sa proprio che si tratta di qualcosa che fa paura al "centralismo democratico" e se fa paura al "centralismo democratico", beh.. allora vuol dire che la cosa è interessante

10) "Se solo un anno fa avevamo un percorso da compiere -un percorso che a molti stava stretto, che ad alcuni non piaceva affatto, ma che era il frutto di 5 duri anni di ascolti, mediazioni di ogni sorta, fatica, " Chi ha ascoltato, quando? dove?
Certo: mediazioni, sempre con CGIL, UDS, PDS, mai con docenti, mai con presidi, mai con gli operatori scolastici.
Ma èpossibile che debba passare la teoria che il sistema Berlinguer-De Mauro era ineguagliabile, meraviglioso, il paradiso?
Bisogna proprio dire questo per essere ammessi sulle riviste political correcty, nei salotti bene, nel meraviglioso empireo degli unti dello Spirito, con la erre moscia, il ferrarino e la villetta, ma così tanto ...di sinistra...
Non mi meraviglio: per tenere buoni i centristi dell'Ulivo hanno approvato la legge di parità, ora si grida allo scandalo!!

11) "Non e' possibile realizzare la proposta Bertagna senza un intervento legislativo, un processo di riforma da portare in parlamento non prendera' meno di 3-4 anni, il che vuol dire che ci ritroveremo alla fine della
legislatura nelle stesse condizioni di quella precedente.
Questa storia si ripete da 34 anni. E' una lezione che dobbiamo pur imparare.
Forse alla fine lo stesso governo ci rinuncera', intanto l'augurio per noi e' di trovare la forza, le motivazioni, saper indicare soluzioni possibili, avere la capacita' di trovare una forma per esprimerci."
E' l'unica cosa che condivido: per Lei è un augurio, per me una calamità.

Quando è che riusciremo a parlare di scuola senza muraglie ideologiche e politiche; andando dritto all'esame dei problemi, senza storcere il muso se la proposta viene da destra, o ululare dalla libidine se viene da sinistra o viceversa?

Vorrei firmarmi, ma essendo un eretico sindacale, e dovendo ancora passare nelle aule scolastiche un buon decennio, non mi va proprio di essere un perseguitato politico....



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 C.Cardini    - 13-01-2002
Questo è un commento al commento fatto da questo agguerritissimo collega che si fa chiamare Peterc (?)e non si firma, poverino, perchè ha paura delle epurazioni del sindacato. A occhio e croce abbiamo più o meno la stessa età, dunque anche io ho un po' di anni da passare nella scuola, non sono iscritta al sindacato (ho restituito la tessera a suo tempo ) e sono stata ripetutamente sacrificata dalle logiche super garantiste dei sindacati,preoccupati spesso più a salvaguardare privilegi e interessi personalistici che a garantire la qualità del servizio e la professionalità dei docenti.Come vedi, sono un'eretica del sindacato, ma mi firmo, e sono di sinistra, e sono anche una RSU..e condivido l'articolo di Limonciello.
Non siamo visionari, caro collega, ma ci limitiamo a leggere i segni, a valutare fatti e circostanze.
Sembreresti un nostalgico della scuola selettiva e crociana? Un'altra sorpresa, forse, per te, neppure io sono una patita della scuola buonista e della promozione facile...temo che tu sbagli l'approccio, o forse non ti interessa proprio.Comunque le tue chiose all'articolo mi sono sembrate spesso il risultato di una visione a dir poco confusa, stereotipata, ideologica e quindi pregiudiziale di ciò che è sinistra. Spero che ai tuoi alunni tu comunichi qualcosa di più e di meglio di dogmatismi, assiomi, luoghi comuni e anatemi contro la politica in nome di una cultura ipocrita, asettica e cadaverica e apolitica.
(i greci li chiamavano idioti, quelli che stavano fuori dalla politica)
PS Complimenti per avere avuto la fortuna di essere preso in considerazione dall'ineffabile Moratti, una vera democratica, perchè non mi fissi un appuntamento, anche io avrei cose da dirle, ma finora non ho avuto la tua fortuna.