breve di cronaca
Scuola allo sfascio sempre più precari
Liberazione - 18-08-2003
Il ministero ammette: nel 2003 sono stati 105mila i lavoratori senza contratto. Oltre diecimila in più rispetto all’anno scorso

Da “Liberazione” del 17 agosto 2003

Una scuola italiana sempre più vecchia e sempre più precaria. Sembra una contraddizione in termini. Ma è così. E a dirlo è lo stesso ministero dell’istruzione, che pochi giorni fa ha pubblicato un rapporto sullo stato del cosiddetto corpo insegnante.
Dall’indagine risulta non solo che l’età media degli insegnanti si sta avvicinando ai 50 anni (attualmente è di 48), ma il personale a tempo determinato (quindi precario), ha toccato nel 2003 la cifra record di 105mila unità. Diecimila in più dell’anno scorso. I numeri sono un po’ viziati in difetto in quanto non si tiene conto del fatto che i docenti regolari sono comunque costretti attraverso una valanga di straordinari a coprire i buchi in organico.
La situazione appare in tutta la sua drammaticità se si tiene conto della contrazione degli insegnanti assunti a tempo indeterminato di 14mila unità. È questo, in poche parole, il “bel risultato” della cosiddetta Riforma Moratti. Una catastrofe, insomma. Aggravata dal fatto che il fabbisogno di istruzione cresce e gli alunni frequentanti sono aumentati, sempre nel 2003, di 13mila unità.
Il prossimo anno, quindi, si apre all’insegna di un forte squilibrio docenti/alunni. Sicuramente sarà al cardiopalma. La Moratti è impegnata in uno scontro senza fine contro il ministro Tremonti che non vuole sapere di aprire i cordoni della borsa. Per chiudere il contratto della scuola, infatti, ci sono volute pressioni su pressioni. La ragioneria generale, poi, ha più volte sottolineato come il ricorso ai docenti precari deve essere favorito in tutti i modi in quanto consente di “risparmiare su più voci”, per esempio sul pagamento dello stipendio durante le ferie e al tempo stesso di “non stabilizzare nuovo personale dipendente”. Il “registro” è stato ribadito dalla manovra finanziaria 2003 che parla dell’incentivazione al miglior utilizzo del personale assunto a tempo indeterminato, con la riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore e lo svolgimento di attività aggiuntive per coprire la crescita del fabbisogno formativo.
“In realtà – sottolinea Cosimo Scarinzi della CUB Scuola – la massa dei precari che ruota nel mondo della scuola è molto più ampia, almeno 400mila. Questi dati – aggiunge – non fanno che confermare quello che viviamo quotidianamente. In realtà la Moratti ha finito per fare la riforma Tremonti, perché l’idea è quella di tagli indiscriminati agli organici con l’obiettivo di fare cassa. È davvero singolare – conclude- che l’ultimo contratto non dica nulla del precariato.”
Come dargli torto? La novità è che il mondo del precariato, e non solo, visto che il tema della qualità della scuola è sentito sempre più anche dagli insegnanti “stabili”, non è più disposto a subire. E una prima risposta arriverà il 26 agosto con una manifestazione nazionale a Roma indetta dai mile comitati natio proprio in quest’ultimo anno. Al corteo daranno il loro appoggio anche la CUB e i Cobas.

Fabio Sebastiani
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 ilaria ricciotti    - 23-08-2003
E' inconcepibile che incontrando per strada dei colleghi precari ti chiedono aiuto, dopo che hanno lavorato con te per anni. Non ho parole. Il MInistro deve intervenire, se non lo farà, a settembre i sindacati debbono dichiarare una mobilitazione generale, TUTTI INSIEME per riequilibrare una situazione a mio avviso molto squilibrata ed ingiusta.

 Gina Spadaccino    - 26-08-2003
IL DECRETO BLOCCA TAR
(Lettera aperta al Consiglio dei Ministri)

Egregi Ministri,
in data 19 Agosto si è tenuto un Consiglio dei Ministri straordinario per varare un provvedimento legislativo che ha tolto valore alle sentenze dei TAR regionali in materia calcistica.
Al di là di ogni giudizio di valore sull’opportunità di tale provvedimento, i docenti precari vogliono sottoporre alla Loro attenzione alcune considerazioni.
È ben nota a tutti la vicenda dei 18 punti aggiuntivi attribuiti agli insegnanti abilitati all’insegnamento mediante procedure concorsuali ordinarie e riservate, per riequilibrare, seppur parzialmente, le posizioni e i punteggi degli aspiranti inclusi in G.P. rispetto alla sopravvalutazione dell’abilitazione SSIS; è ben noto a tutti il gravissimo danno sociale prodotto da una normativa che, applicata ex abrupto, senza attuare una norma transitoria, ha leso i diritti di migliaia di precari; sono ben note a tutti le recenti sentenze TAR in merito ai ricorsi suggeriti e voluti da Valentina Aprea, sottosegretario di Stato all’Istruzione. Ed è, infine, ben noto a tutti, soprattutto ai precari, che il Governo in quell’occasione, cioè all’indomani delle sentenze dei TAR, non ha voluto emanare un DL che fornisse supporto normativo ai 18 punti, preferendo dare prova di incapacità di portare a compimento le proprie scelte, piuttosto che andare contro i “poteri” che evidentemente si celano dietro questo vergognoso gioco di rimpallo delle responsabilità e dietro le dichiarazioni di voluta impotenza davanti i pronunciamenti del Tribunale Amministrativo.
Inutile sottolineare che tale modo di operare è dequalificante per il Governo tutto che, attraverso un’azione debole, inconsistente e disorganica ha sancito il definitivo fallimento della politica rendendola inerme e succube delle sentenze TAR e delle pressioni di una parte del Ministero, quella guidata dall’On. Aprea, che si sta adoperando per favorire esclusivamente interessi espressi da una lobby universitaria, quella SSIS.
Mentre il Governo si mostra così sollecito a salvare l’avvio pacifico del campionato di calcio, singolarmente si mostra altrettanto sprezzante rispetto alla condizione di disoccupazione e di peggioramento delle condizioni di vita che decine di migliaia di precari, abilitati secondo la normativa previgente, stanno affrontando da due anni.
Alcune domande allora emergono spontanee, soprattutto di fronte alle innumerevoli e troppo fumose rassicurazioni che ci vengono fornite dalle forze politiche: questo Governo sarà capace di trovare una soluzione (che ora non può che essere immediata) al problema del precariato scolastico tale che risarcisca i docenti di due anni di lavoro perso?
E se ne fosse capace, vorrà questo Governo risolvere il problema con un’assunzione di responsabilità, senza continuare la miserrima farsa del “gioco delle colpe” e interrompendo definitivamente questo immorale massacro delle professionalità acquisite da centinaia di migliaia di docenti?
E se volesse risolvere il problema, quando intenderà farlo? Forse con un DdL da presentare nel prossimo autunno, quando ormai l’anno scolastico sarà partito secondo le condizioni volute dall’On. Aprea? Sa, questo Governo, che proporre un DdL come soluzione è quanto mai intempestivo e inutile per i precari che per il secondo anno consecutivo saranno senza lavoro?
E se, malauguratamente, il Governo non volesse risolvere il problema, potrà dire onestamente a milioni di persone in nome di quali “altissimi” ideali e di quale “ampia visione politica” i precari saranno sacrificati?
Il MIIP – Movimento Interregionale Insegnanti Precari – attende una risposta concreta e conforme alle aspettative di migliaia di precari.


Mercoledì 20 Agosto 2003
Movimento Interregionale Insegnanti Precari