Sullo stress di insegnanti e studenti

1. 

Lorenzo
- Per mantenere e perfezionare la democrazia, Piero Calamandrei sosteneva che la scuola fosse più importante del Parlamento, della Magistratura e della Corte costituzionale.
Un pensiero non da poco.
Un carico così pesante, una responsabilità così onerosa, sta appoggiata sulle spalle già cariche e sempre più stressate di insegnanti e studenti. Che poi, se ci pensi, sarebbero anche le due categorie principali grazie alle quali si mantiene ancora ad un livello accettabile la nostra scuola.
Paola
- Vero, e nonostante gli attacchi che subiscono da tutti. Perché, insegnanti e studenti, sono maltrattati e vilipesi da chiunque. Devono combattere una complicata doppia guerra: una interna e una esterna.
Ti spiego. Partiamo dagli insegnanti. "...hanno tre mesi di ferie all'anno, lavorano mezza giornata, non fanno un tubo...Sono tutti raccomandati, sono troppi, sono comunisti, sono terroni, vanno a simpatie, non sanno come gira il mondo, sono i sacerdoti della banalità, gli appaltatori dell'ovvio, i sabotatori di ogni innovazione, buoni soltanto a soffocare ogni genialità, a mortificare la cultura, sono la palla al piede del nostro correre a un magnifico futuro, sono i seviziatori della creatività dei nostri giovani, sono mezzemaniche, sono i prof." (Sandro Onofri, Registro di classe)
Lorenzo
Sono parole di uno scrittore insegnante che un po' se ne intendeva...e fa il semplice elenco delle accuse che si muovono generalmente a chi insegna...

Paola
Ma non è finita.
"Nella sera nel giardino i tre maestri elementari nell'ombra stavano sull'attenti per il grande timore della direttrice Lavinia Ricci. Di tanto in tanto levavano il cappello dicendo ognuno con la sua voce - i miei rispetti signora direttrice. Indi lo rimettevano in testa con un colpo tutti assieme. Attendevano qualche minuto e se lo cavavano nuovamente ripetevano - i miei rispetti signora direttrice". (Gianni Celati, Comiche).
Lo facevano sempre. Lo facevano per allenarsi all'obbedienza. Almeno quella apparente.
Così vengono rappresentati gli insegnanti...

Lorenzo
Vero, questa immagine dell'insegnante, specialmente quello delle scuole elementari, sempre prono, sempre ossequioso, sempre a scappellarsi davanti al direttore o alla direttrice, è qualcosa che è inciso dentro, nel DnA, ed è difficile da gestire.
Certo, ricordiamo tutti (?) quello che hanno dovuto subire, specialmente le maestre, alla mercè di sindaci e di assessori comunali; le vessazioni, i ricatti sessuali, per non perdere il posto di lavoro...

Paola
Sì, vabbè, ma questa è l'archeologia della professione, ci sono stati anche fior fiore di maestri e professori che invece hanno dato lustro e riscatto alla professione..

Lorenzo
Infatti, sono d'accordo. Se pensi che dal 78 % di analfabetismo nel 1861 si è, via via, con varie difficoltà, riusciti a portare il livello di scolarizzazione attuale che investe praticamente a tutta la popolazione...
Voglio dire che il merito è tutto degli insegnanti...vuoi o non vuoi, sono stati loro, con tutte le critiche possibili sulle incompetenze, sulle loro mancanze, a farci raggiungere i risultati di scolarizzazione di adesso...
Infatti, la grande prova tutti gli insegnanti tutti l'hanno data nella gestione della scuola di massa...nel dopoguerra, con l'apertura a tutti della scuola. Non è stato certo facile gestire le cose...

Paola
E gli studenti?
Lorenzo
Sul fronte degli studenti, per quanto riguarda lo stress, non va molto meglio. Generazioni di insegnanti che si scontrano con generazioni di ragazzi : persone che sono nate e cresciute, tenute insieme attraverso il sistema analogico, convivono, devono convivere, capiscono anche ma non riescono ad adeguarsi, al sistema digitale odierno, che comporta un'altra visione del mondo, un diverso modo di intendere le cose, di vivere la comunità. E non sto dicendo dove sta in assoluto il bene e dove il male. Si sta sottolineando che questa è la situazione. Vuoi o non vuoi siamo nel vortice del The Game, ci dice Baricco. Ci siamo dentro malgrado tutto. E forse sotto sotto, ci divertiamo anche, ma non lo diciamo. Siamo restii a dirlo.
Per cui, lo studente è annoiato. Per tutti questi motivi si annoia, e se sei annoiato...non apprendi. La scuola non va.
Paola
Addirittura qualcuno ha detto che in una scuola dove la vita si annoia, può crescere solo la barbarie...il concetto per me è un po' troppo duro. Ma fa pensare.

Lorenzo
Per tornare allo stress degli studenti, invece, penso che prendersela con i giovani sia uno sport nazionale.
Si invitano i giovani a prendere iniziative, a fare cose, a mettersi in gioco, salvo poi, alla prima occasione, al primo accenno di errore, sotterrarli sotto critiche feroci e quasi sempre ingiuste.
Critiche così unanimi e solenni che non so come facciano i nostri giovani a sopportarle. Infatti, molti non ne escono bene.
....
Che io non saprei neanche come fanno alcuni di loro a costruirsi qualcosa di autonomo. Probabilmente sono solo i più forti e tenaci quelli che vanno avanti.
Una concezione così assurda, così poco democratica è pericolosissima perchè alimenta la convinzione che il carattere è tutto. L'essere forti, avere le palle, con tutto quello che ne consegue, è semplicemente assurdo. Non tiene conto di niente, dello sviluppo, del momento, dell'emotività, della crescita, della sensibilità, delle intelligenze multiple...
E qui mi fermo.

(continua)



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