Ma nella scuola si lavora già così
Riccardo Ghinelli - 04-12-2015
Levata di scudi e polemiche alla dichiarazione del ministro Poletti secondo cui l'orario di lavoro è un parametro vecchio.
Chi lo ha salutato come innovatore, chi ha paventato il ritorno del cottimo.
Nessuno ha fatto notare che c'è una categoria che lavora già al di fuori del parametro dell'orario di lavoro: gli insegnanti.
Quando si parla del lavoro degli insegnanti si parla sempre delle famose "diciotto ore", senza approfondire il fatto che sono solo la misura della presenza in classe, non della loro quantità di lavoro. Questa dipende piuttosto dal numero di classi, di alunni per classe e dalla quantità di prove scritte da svolgere, ma di questo non si parla mai.
Eppure andando a misurare il carico di lavoro secondo questi parametri si fanno scoperte interessanti.
Ho provato a fare qualche calcolo (http://www.riccardoghinelli.it/blog/?p=1792) sulla cattedra di Agricoltura, Economia ed Estimo che ho occupato all'Istituto tecnico per Geometri, altri potrebbero fare altrettanto con risultati simili.
Fra sedicenti riforme, tagli e pretese razionalizzazioni, in 36 anni le classi sono passate da 3 a 5, due terzi in più. Gli alunni da seguire, per effetto dell'aumento del numero massimo per classe, sono praticamente raddoppiati, passando da 60-75 a 120-150. L'aumento delle prove da correggere è stato più che proporzionale, dato che con classi numerose e spesso orari ridotti a due ore settimanali si è costretti ad effettuare test scritti per aver il secondo voto per l'orale. Sono aumentate le ore dedicate a programmazione e consigli di classe, come pure quelle necessarie per valutazioni intermedie e finali e stesura di documenti vari.
Forse valutare il lavoro su basi diverse dalle diciotto ore in aula per molti insegnanti potrebbe essere proprio conveniente.
Sicuramente, invece, conviene ai vari Governi continuare a far finta che gli insegnanti lavorino 18 ore.

Tags: scuola, orario di lavoro, orario, lavoro, ministro


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