Stop al bullismo politico
Cosimo De Nitto - 06-03-2015
Il livello politico della new generation al governo è tutto in queste dichiarazioni della Puglisi, responsabile del settore scuola del PD.
«L'intervento improvviso del presidente del Consiglio gli è stato sollecitato da continue provocazioni, anche interne: dittatorello, muscolare. Non è così: ora tutto è nelle mani del Parlamento».
A parte l'intollerabilità delle critiche che sono definite "provocazioni", roba da pensiero unico, al pari, per intenderci, della definizione che Putin ha dato del brutale assassinio di un esponente dell'opposizione. Una "provocazione" contro di lui, così ha definito questo assassinio.
A parte la vergognosa marcia indietro che non può essere liquidata con una battuta qual è questa penosa scusa, ma deve essere dato conto a centinaia di migliaia di persone e e a tutto il mondo della scuola tenuti sul filo del rasoio in attesa messianica per mesi e mesi. Il principio di responsabilità non è un optional per una classe dirigente seria e degna di questo nome. Il governo martella la scuola sul principio della rendicontazione, ma con quale credibilità se per primo dà esempi di questo tipo. Dopo mesi e mesi di pura propaganda, dopo tante risorse sperperate per una consultazione che sapeva più di indottrinamento, dopo aver tenuto il paese col fiato sospeso, cosa fanno? Avevano scherzato? E' vero che siamo il paese di Pulcinella, ma a tutto c'è un limite. Devono rendere conto di questa pagliacciata.
Ma non si limitano a questo. Improvvisamente, folgorati sulle vie del decreto, si riscoprono parlamentaristi, dopo aver battuto tutti i record per decreti approvati in un anno ora proprio sull'unica materia davvero di urgenza qual è l'assunzione dei precari cosa fanno? Rinunciano. Cosa dire, delle due l'una: o ci hanno preso in giro prima quando lo hanno annunciato per mesi, o vogliono prenderci in giro adesso, puntando a sputtanare il Parlamento dimostrando che è inefficiente, litigioso, inconcludente, in modo che dopo tutta questa inconcludenza il Parlamento, i precari, magari anche il Presidente della repubblica tornino a Canossa in ginocchio a pregare il governo e il suo leader maximo affinché emanino un decreto alle loro condizioni. Alle condizioni, cioè, di includere in esso la sua riforma che il mondo della scuola rifiuta, la rifiutano i sindacati, gli studenti, l'associazionismo professionale per ragioni che da mesi sono testimoniate e motivate, inutilmente, data la sordità di chi ci ha ripetuto come un mantra, noi andiamo avanti lo stesso, inviateci una mail, se non avete altro da fare.
Questa dichiarazione è un mix di infantilismo politico, incoscienza e irresponsabilità uniti ad una malizia e ad una furbizia da bulletti di quartiere.

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